L’anticorpo monoclonale efficace contro le varianti e già definito “super”: allo studio ha partecipato anche l’Italia

La Fondazione Policlinico San Matteo di Pavia ha preso parte a uno studio internazionale dal quale è emersa l’efficacia di una molecola bispecifica, ovvero in grado di riconoscere due antigeni del virus allo stesso tempo. Questa particolarità la rende più efficace anche contro le varianti.
Giulia Dallagiovanna 3 Maggio 2021
* ultima modifica il 09/05/2021

Mentre cominciamo a goderci le prime riaperture, con un occhio all'andamento dei contagi, arrivano buone notizie anche per quanto riguarda la ricerca di terapie contro il Covid-19. Un nuovo anticorpo monoclonale, che alcuni hanno già definito "super", è stato individuato da uno studio internazionale pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature, al quale ha partecipato anche l'Italia e, nello specifico, la Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia. La molecola è stata ottenuta a partire da due anticorpi che derivavano dal plasma di pazienti guariti. Si chiama CoV-X2 e la sua particolarità è quella di essere bispecifica: è in grado riconoscere allo stesso momento due diversi antigeni del virus.

Contro le varianti

Proprio questa combinazione consente alla molecola di essere più efficace anche contro un maggior numero di varianti. I test preclinici che sono già stati effettuati hanno infatti dimostrato che la protezione è garantita, anche contro quella inglese, ovvero la variante più diffusa nel nostro Paese.

Visti questi risultati importanti, la molecola sembra un'ottima candidata per la sperimentazioni clinica, ovvero quella sui pazienti malati di Covid-19.

Lo studio

Lo studio internazionale "si proponeva di sviluppare un'immunoterapia contro Covid-19 sfruttando tre diversi approcci per massimizzare le possibilità di successo e sfruttare i vantaggi di ciascun approccioha spiegato il professor Fausto Baldanti, Professore dell'Università degli Studi di Pavia e responsabile dell'Unità di Virologia Molecolare del Policlinico San Matteo. – Il primo approccio è consistito nella ‘immunoterapia con plasma iperimmune', sviluppato principalmente a Pavia. Il secondo approccio, ‘immunoterapia con gamma-globuline', è stato seguito dal Karolinka Institutet di Stoccolma. L'approccio ‘immunoterapia mediante anticorpi monoclonali‘ è stato sviluppato dalla Technische Universität Braunschweig, e dall'Irb di Bellinzona".

L'ultimo approccio è stato quello che ha avuto successo "nel generare anticorpi monoclonali umani altamente reattivi – prosegue. – Le caratteristiche biologiche e l'efficacia degli anticorpi monoclonali cosi prodotti sono state definite dal nostro gruppo di ricerca presso il San Matteo".

Del gruppo del Policlinico hanno fatto parte anche la dottoressa Elena Percivalle, il dottor Antonio Piralla, virologi, e la dottoranda Irene Cassaniti.

Lo studio invece si inserisce nell'ambito di ricerca Atac (Antibody Therapy Against Coronavirus), finanziato dallo European Research Council e ne fanno parte anche il Karolinska Institutet di Stoccolma, l'Istituto di ricerca in biomedicina (Irb) di Bellinzona, in Svizzera, l'università di Braunschweig in Germania, e il Joint Research Center (Jcr) della Commissione Europea. Inoltre, ha collaborato la la Rockfeller University di New York.

Fonti| "Bispecific IgG neutralizes SARS-CoV-2 variants and prevents escape in mice" pubblicato su Nature il 25 marzo 2021; Comunicato stampa del 21 aprile 2021

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