L’attività sportiva riduce il rischio di Alzheimer: lo studio

Una nuova ricerca suggerisce che praticare attività sportiva, anche lieve o moderata, ogni giorno potrebbe aiutare a ridurre il rischio di Alzheimer nelle persone anziane. Come mai? Lo sport aiuta a smorzare l’infiammazione nel cervello.
Valentina Rorato 30 Novembre 2021
* ultima modifica il 30/11/2021

Fare sport significa prendersi cura della propria salute. E ciò non vuol dire solo rilassare la mente da eventuale stress, contrastare il peso corporeo in eccesso e migliorare la capacità cardiaca e respiratoria. Secondo un nuovo studio, una camminata veloce quotidiana o un giro in bicicletta può ridurre anche il rischio di contrarre il morbo di Alzheimer.

Lo studio

Un gruppo di ricercatori ha scoperto che l'attività fisica smorza l'infiammazione nel cervello, proteggendo dal declino mentale. L'autrice principale, la dottoressa Kaitlin Casaletto dell'Università della California-San Francisco, e il suo team hanno notato che i benefici dello sport non sono solo terapeutici ma anche preventivi. La demenza, per esempio, colpisce oltre sei milioni di persone negli Stati Uniti, con stime che mostrano che questa cifra potrebbe aumentare drasticamente entro il 2050. Come mai? Il numero di persone con questa condizione è in costante aumento a causa dell'aumento della durata della vita in tutto il mondo. Entro i prossimi tre decenni, più di 150 milioni potrebbero sviluppare la malattia.

Sono dati molto importanti, soprattutto, se si considera che questa condizione complessa e debilitante è associata a un graduale declino della funzione cerebrale e alla fine arriva con una diagnosi terminale. e ciò che conta di più, non è sempre una malattia completamente compresa, il che significa che le persone spesso trovano difficile individuare i fattori di rischio ad essa associati e senza una cura in vista, i cambiamenti dello stile di vita che possono aiutare a scongiurarla. Ed è proprio in quest'ottica lo sport acquista un valore ancora maggiore.

Per questo particolare studio, pubblicato su The Journal of Neuroscience, i ricercatori hanno monitorato 167 anziani per esaminare la relazione tra attività fisica e attivazione della microglia. La dottoressa Casaletto sostiene che le microglia, ovvero le cellule immunitarie del cervello, agiscono eliminando detriti e invasori estranei dal cervello. Tuttavia, troppa attività può portare a infiammazioni, neuroni danneggiati e interruzioni nella segnalazione cerebrale. Studi precedenti hanno mostrato che l'esercizio aiuta a ridurre l'attivazione anormale negli animali, ma questo legame non era così chiaro negli esseri umani.

I partecipanti allo studio provenivano dal progetto Rush Memory and Aging, che arruola volontari senza demenza che accettano la donazione di organi. Durante i test, hanno abbracciato lo spettro dell'invecchiamento cognitivo e hanno indossato monitor di attività 24 ore al giorno per un massimo di dieci giorni di fila prima degli esami cognitivi annuali.

I ricercatori hanno misurato l'attivazione della microglia e la patologia del morbo di Alzheimer nelle analisi del tessuto cerebrale post mortem. "

"Una maggiore attività fisica è collegata a una minore attivazione della microglia. Questo è avvenuto in particolare nel giro temporale inferiore, una regione del cervello più colpita dall'Alzheimer. L'attività fisica ha avuto un effetto più pronunciato sull'infiammazione nelle persone con patologia di Alzheimer più grave", ha spiegato l’esperta. E non è tutto. "L'attività fisica è correlata a un migliore invecchiamento cognitivo e a una riduzione del rischio di malattie neurodegenerative". Per gli adulti sani, i medici raccomandano almeno 150 minuti di esercizio moderato o 75 minuti di attività aerobica vigorosa a settimana.

Fonte | "Microglial correlates of late life physical activity: Relationship with synaptic and cognitive aging in older adults" pubblicato sul Journal of Neuroscience 22 November 2021

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