Le mascherine antismog non sono efficaci, anzi potrebbero farti male

Le vediamo spesso indossate per le strade delle città più inquinate, ma queste mascherine mediche sono più un’illusione che una reale difesa. L’unico modo per proteggersi davvero dall’aria tossica delle metropoli è rimanere in casa quando i livelli sono troppo alti.
Sara Del Dot 15 ottobre 2019
* ultima modifica il 15/10/2019

Se abiti in una grande città ti sarai sicuramente imbattuto almeno una volta in persone che camminano indossando una mascherina medica a coprire naso e bocca. Probabilmente la prima volta hai pensato si trattasse di persone malate, ma spesso stanno soltanto cercando di non respirare l’aria inquinata a pieni polmoni. Tuttavia queste mascherine facciali potrebbero provocare più danni che benefici a chi le indossa nei centri trafficati. Il motivo principale, è che il loro utilizzo originario non riguardava in alcun modo l’inquinamento atmosferico.

In Cina, infatti, questa abitudine esiste dal 2003, quando alcuni medici consigliarono l’utilizzo delle mascherine per ridurre il rischio di contrarre e trasmettere patologie come la Sars (sindrome respiratoria grave), ma anche influenze e raffreddori. L’usanza si è poi protratta nel corso degli anni, trasformandosi da strumento per evitare di trasmettere germi e quindi malattie, a scudo per proteggersi dall’inquinamento atmosferico. Scopo principale per cui oggi queste mascherine vengono indossate per le strade delle metropoli del mondo. Eppure, non è detto che questo sia il modo giusto per difendere le proprie vie respiratorie.

Infatti, sebbene, vedere una mascherina medica sul viso offra senza dubbio una sensazione di sicurezza e salute, in realtà solo di sensazione potrebbe trattarsi. Secondo uno studio pubblicato di recente su Nature e condotto da Wei Huang e Lidia Morawska, le persone tenderebbero a sentirsi al sicuro dietro quel quadratino di garza, tendendo quindi a trascorrere più tempo in mezzo all’aria inquinata da cui però non è detto che siano realmente protette.

Infatti, sebbene il tessuto riesca a proteggere il nostro organismo dalle particelle più grosse come polvere, polline e sabbia, non è assolutamente in grado di fare altrettanto con componenti più fini come PM 2,5, vapori tossici e altri genere di particolato, che possono raggiungere facilmente vene, arterie e polmoni. A questo si aggiunge il fatto che nessuna organizzazione che si occupa di salute ha mai consigliato l’utilizzo di queste mascherine per proteggersi da smog e inquinamento atmosferico e non ci sono prove scientifiche che ne certifichino l’efficacia.

Tuttavia, è evidente che nel corso degli anni si è diffuso un senso di sicurezza dovuto alla presenza di questa barriera tra i propri canali respiratori e l’aria inquinata. Una sicurezza fasulla il cui rischio è quello di indurre le persone a respirare più aria tossica di quanta ne assimilerebbero se temessero l’esposizione diretta. L’unico modo certo per proteggersi davvero dall’inquinamento atmosferico, al momento è rimanere in casa il più possibile durante le giornate con i livelli maggiori di smog.

Fonte | Face masks could raise pollution risks pubblicato su Nature il 1 ottobre 2019

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