Le Regioni aprono le liste di riserva per le vaccinazioni: la soluzione per non sprecare nemmeno una dose

Sulla base di un’ordinanza del Commissario Figliuolo, le amministrazioni regionali stanno organizzando delle liste di “riservisti” a cui somministrare il vaccino di una persona che non si presenta all’appuntamento.
Kevin Ben Alì Zinati 26 Marzo 2021
* ultima modifica il 26/03/2021

Velocizzare e ottimizzare: sono le priorità per la campagna vaccinale anti-Covid. Se accelerare significa aumentare il numero di somministrazioni giornaliere, per oliare gli ingranaggi della macchina organizzativa serve evitare che le dosi vadano sprecate quando qualcuno non si presenta all’appuntamento.

Ti ricordi cosa aveva dichiarato il generale Francesco Paolo Figliuolo poco dopo essere stato nominato commissario straordinario per l’emergenza? “Se serve, vaccinare chiunque passi”.

Ecco, siccome l’approvvigionamento di vaccini è ancora un punto dolente su cui non abbiamo modo di intervenire, la soluzione per migliorare la nostra campagna è stata creare vere e proprie liste di riserva per somministrare le dosi aperte e avanzate "eccezionalmente in favore di soggetti comunque disponibili al momento, secondo l'ordine di priorità individuato dal piano nazionale".

Lo puoi leggere nell’ordinanza del Commissario Straordinario, sulla base della quale alcune Regioni hanno già strutturato e sfruttato elenchi di "riserve" mentre altre li stanno organizzando in queste ore.

Ma come funzionano queste liste, chi può accedervi e chi sono dunque i “riservisti” del vaccino?

Le liste di riserva per il vaccino

Lazio

Le liste di riserva per la vaccinazione, in Lazio, non accettano prenotazioni e nemmeno le autocandidature. Funziona così. Le Asl fissano gli appuntamenti alle persone in base alla categoria cui appartengono e tra questi aggiungono di default qualche persona in più: se qualcuno decide all’ultimo di non presentarsi, la sua dose così non va sprecata.

I riservisti, quindi, vengono individuati dagli appuntamenti delle 24-48 ore successive e sono persone che rientrano nelle fasce di popolazione a cui è stata data la priorità: personale sanitario, over80, corpo decente e personale scolastico, forze dell’ordine, soggetti fragili e persone tra 70 e 80 anni.

Lombardia

Anche nella regione del governatore Attilio Fontana non è possibile prenotarsi o autocandidarsi per accedere alle lista di riserva per il vaccino. Gli elenchi sono gestiti direttamente dai centri vaccinali che “pescano” i riservisti tra le persone, con le stesse priorità, che hanno già un appuntamento fissato per le 24-48 ore successive.

Emilia-Romagna

I responsabili dei centri vaccinali dell’Emilia-Romagna hanno uno specifico elenco di persone “di riserva” da vaccinare nel caso avanzassero delle dosi. La Regione ha spiegato che si tratta sempre di individui che rientrano nelle categorie degli aventi diritto sulla base delle priorità fissate dal Piano nazionale.

Nell’elenco sono indicati il nominativo, i dati anagrafici, il numero di telefono e la categoria d’appartenenza e tutto viene gestito in base alle indicazioni del Governo. Non sono previste autocandidature e anche presentarsi davanti ai punti vaccinali per richiedere eventuali dosi avanzate non serve.

Toscana

La Regione Toscana, invece, ha aperto la possibilità per l’autocandidatura. Basta compilare questo modulo per segnalare la propria disponibilità a sottoporsi alla vaccinazione nel caso, alla fine della giornata vaccinale, fossero avanzate delle dosi.

Chi può iscriversi alla lista di riserva? La Regione ha individuate le categorie:

  • Docente e personale non docente che fa parte della scuola Forze dell’ordine
  • Persone nate tra il 1941 e il 1950
  • Conviventi o caregiver, quindi chi si occupa di persone fragili e a rischio

Campania

Le liste di riserva della Regione Campania sono stilate dalle Asl: non potrai dunque autocandidarti telematicamente o presentarti nei centri vaccinali a fine giornata nella speranza di ottenere una delle dosi in eccesso.

Le vaccinazioni dei “panchinisti” avvengono su chiamata diretta delle Asl e sono riservate a chi è già registrato rispettando categorie e cronologia di adesione.

Piemonte

Anche in Piemonte le liste di riserva seguono rigidamente l’ordine prioritario individuato dal piano nazionale. L’ha spiegato in una recente intervista l’ingegnere Francesco Pensalfini.

In pratica, un centro per la vaccinazione fa una sorta di overbooking e accoglie un numero di appuntamenti di circa il 10% superiore rispetto alla capacità vaccinale. Siccome è stato stimato che un 8-10% di persone non si presenta, con questo sistema è possibile saturare la capacità del punto vaccinale.

All’elenco dei riservisti appartengono le persone che già rientravano nella categoria che si sta vaccinando in quel determinato giorno e, ha spiegato l’ingegnere, in sostanza si chiamano quelle che non si sono presentate, si fa il conto e per completare dall’elenco si chiamano i sostituti.

Fonti | Governo; Regione Emilia-Romagna; Regione Lombardia

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