L’EMA ha approvato un nuovo farmaco per il tumore al polmone: riduce il rischio di recidiva

È indirizzato contro il tumore al polmone non a piccole cellule, che rappresenta più o meno il 70% di tutte le diagnosi, e più nello specifico per quello che presenza una mutazione del recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR).
Giulia Dallagiovanna 7 Giugno 2021
* ultima modifica il 10/06/2021

L'EMA, l'Agenzia europea del farmaco, ha approvato un nuovo farmaco per il tumore del polmone non a piccole cellule. Si chiama osimertinib ed è destinato all'uso su pazienti che sono già stati sottoposti a un intervento chirurgico e che presentino una patologia in stadio precoce, con mutazioni del recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR). L'ok è arrivato dopo aver preso visione dei risultati molto importanti ottenuti nelle fasi di sperimentazione dello studio ADAURA pubblicato sul New England Journal of Medicine.

In fase tre infatti è emerso un miglioramento significativo, oltre che clinicamente rilevante, della sopravvivenza libera da malattia. È stato infatti ridotto fino all'80% il rischio di recidiva o di morte. Questi risultati importanti, inoltre, sono indipendenti rispetto all'utilizzo o meno di chemioterapia.

L'osimertinib riduce fino all'80% il rischio di recidiva o di morte

Bisogna infatti sapere che circa un paziente su tre, tra tutti quelli che ricevono la diagnosi, scoprono la malattia in fase precoce e possono quindi accedere all'intervento. Ma devono poi scontarsi con la possibilità di una recidiva, che colpisce in media la metà di loro entro i successivi 5 anni.

Questo nuovo farmaco dunque aiuterà a scongiurare un ulteriore pericolo, per una tipologia di cancro che rappresenta ben il 70% tra tutti i tumori del polmone esistenti. Vale quindi la pena ricordare che le tue abitudini giocano un ruolo fondamentale nella prevenzione di questa neoplasia, che è per lo più causata proprio dal fumo di sigaretta.

Fonte| "Osimertinib in Resected EGFR-Mutated Non–Small-Cell Lung Cancer" pubblicato sul New England Journal of Medicine il 29 ottobre 2020; EMA

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