Leucemia: i sintomi, le cause e la cura

È un tumore del sangue, di cui ancora non è chiara la causa scatenante, anche se generalmente si imputa ad una mutazione del DNA. La principale cura è la chemioterapia, ma ci sono anche altre terapie efficaci, oltre al trapianto di cellule staminali.
Gaia Cortese 17 aprile 2019
* ultima modifica il 17/04/2019

La leucemia è una malattia che colpisce i globuli bianchi, proprio quelle cellule che avrebbero lo scopo di proteggerti dalle infezioni e che normalmente si moltiplicano quando è necessario, quando è l’organismo a richiederlo. Esistono diversi tipi di leucemia, alcune forme sono più comuni nei bambini, altre negli adulti, ma sempre si tratta di un tumore del sangue. Cosa succede quando si sviluppa la leucemia? In pratica il midollo osseo, un tessuto spugnoso contenuto all'interno delle ossa lunghe e di alcune ossa piatte, produce grandi quantità di globuli bianchi che non funzionano come dovrebbero. Oltretutto, queste cellule impediscono a loro volta a globuli rossi e piastrine di crescere normalmente, di conseguenza chi è affetto da questo tumore è predisposto a stanchezza, infezioni ed emorragie. Questi sono i primi sintomi, ma non sono solo questi.

I sintomi della leucemia

Abbiamo detto che esistono diversi tipi di leucemia, di conseguenza anche i sintomi sono diversi, ma tra i più comuni si possono elencare: una forma di stanchezza che non sembra migliorare mai, febbre e brividi, frequenti infezioni, perdita di peso, dolori ossei e articolari, sudorazione notturna, emorragie e piccole macchioline color rosso violaceo sulla pelle (petecchie). A questi sintomi si aggiunge spesso anche l’ingrossamento dei linfonodi del fegato e/o della milza. È chiaro che tutti questi sintomi non sono per forza sintomi dovuti alla leucemia, perché comuni a molte altre malattie; prima quindi di preoccuparsi senza motivo, meglio rivolgersi al medico curante.

Le cause della leucemia

Ancora non è chiara quale sia la causa scatenante della leucemia, di sicuro alcuni fattori sia genetici sia ambientali hanno il loro peso. Generalmente si imputa la causa a una mutazione del DNA che genera delle cellule anomale che si sviluppano e si dividono più rapidamente rispetto alle cellule normali del midollo osseo, e di conseguenza, hanno la meglio su quest’ultime. Da qui compaiono i sintomi più comuni della leucemia.

Tipi di leucemia

Dicevamo che ci sono diverse forme di leucemia, che possono essere classificate in base alla velocità con cui si manifesta la malattia e in base al tipo di cellula di origine. La velocità di insorgenza determina le leucemie acute e quelle croniche. Nel caso di una leucemia acuta, che richiede una terapia tempestiva e rappresenta oltre il 25% di tutti i tumori dei bambini, delle cellule immature, dette "blasti" leucemici, si accumulano nel sangue, nel midollo osseo e a volte anche nella milza e nei linfonodi. Come potrai immaginare, questi blasti leucemici non funzionano correttamente, hanno una grande capacità di moltiplicarsi e vivono pure a lungo. Ecco perché come si presenta la malattia, progredisce anche molto velocemente.

Le leucemie croniche invece inizialmente sono asintomatiche. I globuli bianchi si accumulano nel midollo osseo, nella milza e nei linfonodi, maturano gradualmente e vivono a lungo. Quando invece si considera la cellula di origine, le leucemie possono essere linfatiche quando coinvolgono i linfociti del sistema immunitario, oppure mieloidi se coinvolgono quelle cellule che danno origine ai globuli rossi, ai globuli bianchi e alle piastrine.

Sottotipi di leucemia

Esistono poi anche dei sottotipi di leucemia:

  • Leucemia linfoblastica acuta (LLA): è la leucemia acuta più frequente nei bambini, anche se può verificarsi nell'adulto (rappresenta l'80% delle leucemie e circa il 25% di tutti i tumori diagnosticati tra 0 e 14 anni.
  • Leucemia mieloide acuta (LMA): è una forma di leucemia molto comune ed è la forma più frequente nell'adulto, anche se può colpire anche i bambini: è poco frequente prima dei 45 anni e in Italia rappresenta il 13% delle leucemie tra i bambini di età compresa tra 0 e 14 anni.
  • Leucemia linfatica cronica (LLC): è la forma di leucemia cronica più frequente nell'adulto e può avere uno sviluppo asintomatico per lungo tempo, senza che siano necessari specifici trattamenti. È la leucemia più comune nel mondo occidentale ed è tipica negli anziani: l'età media alla diagnosi è infatti intorno ai 70 anni e meno del 15% dei casi viene diagnosticato prima dei 60 anni.
  • Leucemia mieloide cronica (LMC): colpisce soprattutto in età avanzata. Infatti, meno del 30% dei casi viene diagnosticato prima dei 60 anni. Inizialmente la malattia può essere asintomatica (anche per diversi anni prima della diagnosi), anche se poi le cellule iniziano a crescere molto più rapidamente.

La diagnosi di leucemia

Abbiamo detto che in alcune forme la leucemia è addirittura asintomatica, per questo motivo può capitare che venga diagnosticata nel momento in cui viene fatto un semplice esame del sangue di controllo. In questo caso, l’emocromo mostra dei valori anomali di globuli bianchi, globuli rossi e piastrine. Quando invece occorre una diagnosi specifica per la leucemia si ricorre all’analisi del midollo osseo: si preleva un campione di midollo osseo dall'osso del bacino, per analizzare le caratteristiche delle cellule malate. Si fa in ambulatorio e sempre con anestesia locale.

La cura della leucemia

Le terapie per la leucemia tengono conto ovviamene del tipo di malattia (acuta, cronica, mieloide o linfoide), dell’età e delle condizioni fisiche del paziente. Trattandosi di un tumore del sangue, il trattamento principale è la chemioterapia e si basa sulla somministrazione di un farmaco o più farmaci combinati, per via orale o endovenosa, con lo scopo di annientare le cellule fuori controllo.

Quando si parla invece di radioterapia si intende la somministrazione di radiazioni ionizzanti per fermare la proliferazione delle cellule malate. Solitamente l'irradiazione è mirata a un bersaglio preciso come per esempio il midollo osseo, più raramente coinvolge tutto il corpo.

C’è poi la terapia bersaglio che blocca la proliferazione cellulare, utilizzando farmaci mirati a specifiche alterazioni presenti nelle cellule neoplastiche, la terapia biologica invece si basa su farmaci che aiutano il sistema immunitario a riconoscere le cellule leucemiche. Infine c’è il trapianto di cellule staminali, che sostituisce il midollo osseo malato con cellule di un midollo sano. Prima del trapianto, è prevista la chemioterapia ad alte dosi, a volte combinata o sostituita dalla radioterapia che ha lo scopo di distruggere il midollo osseo malato. Con il trapianto le cellule staminali del donatore vengono infuse per via endovenosa per andare a ripopolare il midollo osseo.

Fonte | AIRC

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