L’immunità naturale contro il Covid potrebbe durare tutta la vita (e forse anche quella ottenuta dai vaccini)

L’ipotesi arriva da uno studio della Washington University pubblicato su Nature. I ricercatori si riferiscono alle cellule B di memoria, che rimangono nel tuo organismo pronte a riconoscere un’eventuale reinfezione e a ordinare quindi al sistema immunitario di attivarsi.
Giulia Dallagiovanna 4 Giugno 2021
* ultima modifica il 04/06/2021

Gli anticorpi contro il Covid-19 potrebbero durare anche tutta la vita. Prima di capire cos'abbia portato i ricercatori della Washington University a fare questa affermazione, è bene precisare un passaggio: si tratta di uno studio, pubblicato sulla rivista Nature, che prova a ipotizzare quello che potrebbe accadere in futuro, ma è chiaro che per averne la certezza l'unica cosa che possiamo fare è aspettare e capire cosa accadrà. Insomma, stiamo parlando di un rigoroso lavoro scientifico, apparso su una delle più importanti riviste del settore, non di una sfera di cristallo con la quale abbiamo previsto il futuro.

Fatte le dovute premesse, proviamo ad addentrarci meglio in quello che è emerso dalla sperimentazione. Gli autori dello studio si sono concentrati sull'immunità naturale, cioè su quella acquisita da chi ha contratto il Covid-19 ed è guarito. Non, cioè, su quella stimolata dai vaccini, sebbene secondo diversi immunologi il risultato potrebbe essere lo stesso: in entrambi i casi garantirebbero una copertura a vita.

Devi sapere che quando contrai un'infezione, ci sono alcuni anticorpi che si attivano subito, per rispondere immediatamente all'attacco esterno. Queste cellule si chiamano plasmablasti e se ne vanno subito dopo che la malattia è terminata. Ce ne sono altre, però, che si mantengono più a lungo nel tempo: le cellule B di memoria. Si tratta di un sottogruppo di linfociti B che si occupano di vigilare contro il presentarsi di una reinfezione. Accanto a loro ci sono anche le plasmacellule, o Bmpc, che hanno invece il compito di produrre gli anticorpi.

In 15 campioni su 18 erano presenti anche bassi livelli di plasmacellule

Il team di ricerca, quindi, ha raccolto proprio le cellule B di memoria da un sottogruppo di partecipanti e hanno così notato come 7 mesi dopo la malattia, fossero ancora presenti questi linfociti in grado di riconoscere il SARS-Cov-2. Non solo, ma in 15 su 18 campioni analizzati, sono state rintracciati anche bassi livelli di Bmpc. Il sistema immunitario dunque era ancora perfettamente in grado di attivarsi immediatamente qualora fosse entrato in contatto con il Coronavirus e la conclusione degli scienziati è che questa situazione potrebbe mantenersi anche per tutta la vita.

Bisogna ancora capire naturalmente se questi anticorpi siano in grado di riconoscere tutte le varianti del virus e se quindi offrano una protezione a tutto tondo. Ma è davvero una bella notizia e, se le previsioni dovessero venire confermate dalla realtà, potremmo davvero dimenticarci della pandemia.

Fonte| "SARS-CoV-2 infection induces long-lived bone marrow plasma cells in humans" pubblicato su Nature il 24 maggio 2021

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