L’importanza della prevenzione nel tumore al seno: intervista alla ricercatrice Matilde Todaro

In Italia il tumore al seno colpisce una donna su nove. Nel mese di ottobre torna la Breast Cancer Campaign che per il quinto anno consecutivo sostiene il lavoro di ricerca della Fondazione AIRC. In occasione della presentazione ufficiale della campagna a Milano abbiamo incontrato la ricercatrice Airc Matilde Todaro, impegnata in un progetto dedicato alla resistenza alle cure di alcuni tumori.
Gaia Cortese 15 ottobre 2019
* ultima modifica il 15/10/2019

In Italia ricevono una diagnosi di tumore della mammella 53mila donne all’anno. Vale a dire che nell’arco della vita una donna su nove viene colpita da questo male. Grazie ai costanti progressi della ricerca, la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi oggi è aumentata fino all’87% ma sono ancora molti i passi da fare per sconfiggere questa malattia.

Forse, tutte le volte che senti parlare di raccolte fondi e campagne di sensibilizzazione non è facile o immediato immaginare tutto il lavoro che c’è dietro. Ottobre è il mese dedicato al tumore al seno e milioni di persone al mondo indossano l’iconico Nastro Rosa, simbolo della lotta a questa malattia. E con ottobre torna anche la Breast Cancer Campaign, ideata 27 anni fa da Evelyn H. Lauder e che, per il quinto anno consecutivo, rinnoca la partnership con la fondazione AIRC per la ricerca sul cancro.

La sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi di tumore al seno oggi è aumentata fino all’87%.

Fra i ricercatori sostenuti da AIRC c’è Matilde Todaro che all’Università degli Studi di Palermo studia gli eventi molecolari alla base dei meccanismi di resistenza alla chemioterapia convenzionale, che possono essere la causa di una recidiva o della formazione di metastasi. L’abbiamo incontrata a Milano in occasione della presentazione ufficiale della Breast Cancer Campaign.

Oggi la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi è in aumento. Negli ultimi 20 anni è passata dall’81% all’87%. Quanto può ancora migliorare questa percentuale?

Molto. L’importante è fare una buona prevenzione. Prima viene diagnosticato un tumore, maggiori sono le possibilità di guarirne. Tengo a sottolineare che è fondamentale trasmettere questo messaggio ai ragazzi e alle ragazze: sono ancora più ricettivi rispetto agli adulti che, al contrario, devono avere un incidente di percorso, fare esperienza della malattia in via diretta o indiretta, per rendersi conto di quanto sia importante fare prevenzione. Da parte nostra, stiamo già presentando diverse campagne di sensibilizzazione nelle scuole superiori, per informare per esempio sul pericolo dell’abuso di alcol. A quell'età, i ragazzi non hanno ancora gli enzimi adatti per scindere l’alcool, ma questo non lo sanno e non lo considerano un pericolo per la propria salute. Una buona idea sarebbe introdurre nel programma scolastico un’ora di educazione alla salute, proprio per dare le informazioni necessarie per una buona prevenzione, identificando i fattori di rischio come il fumo, l’abuso di alcool, un’alimentazione errata o la scarsa attività fisica.

Il 5-7% dei tumori è ereditario, ossia causato da geni mutati che sono stati tramandati dai genitori ai figli.

L’ereditarietà dà una maggiore predisposizione all’insorgenza di un tumore. Questo aspetto tuttavia, può essere lo stimolo a fare un’adeguata prevenzione. Se per esempio so di avere la presenza di mutazioni nei geni BRCA1 e BRCA2, so di avere il 50% di possibilità in più di sviluppare un tumore rispetto a chi non ha queste mutazioni. Di conseguenza mi terrò semplicemente più monitorata, aumenterò i controlli specifici, farò una mammografia ogni anno invece che ogni due. La familiarità con il tumore non deve spaventare. Se il tumore è diagnosticato precocemente, le possibilità di guarigione sono alte.

A cosa è dovuta l’insorgenza di una recidiva?

L’insorgenza di una recidiva è verosimilmente dovuta alla presenza all’interno del tumore di una sottopopolazione di cellule formata da quelle che sono conosciute oggi con il nome di cellule staminali tumorali. Si pensa che queste cellule sopravvivano ai trattamenti poiché presentano delle caratteristiche funzionali diverse dalle altre cellule tumorali e sono in grado di attivare meccanismi di resistenza che coinvolgono le vie di riparazione del DNA. Il focus del mio progetto sostenuto da AIRC è appunto quello di studiare gli eventi molecolari alla base della tumorigenesi nel carcinoma alla mammella, responsabili dei meccanismi di resistenza.

Come sostenere AIRC

La ricercatrice Matilde Todaro, al centro del suo gruppo di ricerca, tiene in mano il simbolo dell’AIRC.

Anche tu puoi dare il tuo contributo alla campagna Nastro Rosa. Puoi per esempio acquistare su shop.airc.it una spilletta di AIRC con il simbolo del Nastro Rosa o altri prodotti disponibili e in edizione limitata dedicati alla campagna. Puoi fare una donazione chiamando il numero verde 800 350 350 o sul sito nastrorosa.it. Puoi donare 5 o 10 euro chiamando il 45521 da telefono fisso o donare 2 euro mandando uno o più SMS al numero 45521 dal tuo cellulare personale.

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