Linfociti alti: i valori normali e quali sono le cause e i sintomi della leucocitosi

Se i globuli bianchi sono l’esercito del tuo organismo, si potrebbe dire che i linfociti ne siano i cecchini. Il compito di queste cellule è infatti quello di individuare e distruggere l’agente patogeno che minacciai il tuo corpo. Si attivano soprattutto contro virus ed è per questa ragione che di solito i linfociti alti compaiono assieme ai neutrofili bassi. Le cause non sono però visibili da un semplice emocromo ed è quindi necessario un consulto del tuo medico.
Giulia Dallagiovanna 11 aprile 2019
* ultima modifica il 14/05/2019
Con la collaborazione del Dott. Mauro Martini Medico di Medicina generale

I linfociti sono quel gruppo di globuli bianchi che si occupa di andare a stanare l'agente patogeno, segnalarlo al sistema immunitario e poi distruggerlo. Insomma, sono cellule piccole, ma che sanno come farsi valere. Li si potrebbe definire una sorta di cecchini che puntano soprattutto all'eliminazione di virus che possono causare infezioni, come quello di una semplice influenza o di una mononucleosi. Quando i linfociti sono alti, quindi, significa che sono all'opera contro una minaccia diretta al tuo organismo.

In alcuni casi, la minaccia può essere anche molto seria come un tumore del sangue o un'infezione grave. Le analisi del sangue servono proprio a tenere monitorato il loro numero, per capire subito se ci sia un problema di salute in corso. Dopodiché saranno necessari ulteriori accertamenti e, soprattutto, un consulto da parte del tuo medico.

Cosa sono i linfociti

I linfociti sono cellule che appartengono al grande gruppo dei globuli bianchi, di cui ne costituiscono circa il 40%. Hanno dimensioni ridotte e possono essere distinti in piccoli, medi e grandi, in base al diametro che presentano. Nel mezzo, però, esistono una serie infinita di misure intermedie. Non solo, ma i piccoli linfociti possono trasformarsi in grandi, quando si presentano particolari condizioni. Vengono prodotti dal tuo midollo osseo, al pari degli altri leucociti, e hanno una durata della vita che può variare da un solo giorno a diversi anni.

All'interno della stessa categoria, c'è però un'ulteriore distinzione che va fatta. Nel tuo corpo si contano infatti tre tipi di linfociti:

  • Linfociti T: vengono prodotti nel midollo osseo, ma in seguito giungono a maturazione completa nel timo, una ghiandola che si trova fra lo sterno e il cuore e che si occupa soprattutto della produzione di ormoni che poi rilascia nella circolazione sanguigna. Questi globuli bianchi si chiamano così a causa del recettore delle cellule T presente sulla loro superficie, ovvero quella parte che riconosce gli antigeni come potenziale pericolo. Sono responsabili di una risposta immunitaria ritardata, o cellulo-mediata, efficace contro le infezioni provocate da alcuni agenti patogeni, ad esempio in risposta alla tubercolosi. A loro volta si suddividono in linfociti T helper, che stimolano il riconoscimento della minaccia e la produzione di anticorpi, e linfociti T citotossici, che sono in grado di distruggere altre cellule.
  • Linfociti B: si occupano di produrre alcuni tipi di anticorpi, chiamati immunoglobuline, che agiscono contro un antigene specifico legandosi a questo e segnalando il bersaglio da colpire ad altre cellule deputate alla sua neutralizzazione. Se stimolati, i linfociti B possono proliferare e aumentare in modo ingente la produzione di anticorpi. Una volta eliminato il problema, inoltre, una piccola porzione di questa particelle rimane in vita e va a formare la memoria immunologica, in modo che il tuo sistema immunitario riconosca subito quell'agente esterno come nemico, la prossima volta che proverà a infettare una zona del tuo corpo.

A cosa servono i linfociti

Come tutti i globuli bianchi, anche i linfociti si occupano di difendere il tuo corpo dalle minacce di agenti patogeni esterni, in particolare di virus. Assieme ai monociti, un altro gruppo di leucociti, e ai macrofagi, cellule immunitarie che si occupano di eliminare i rifiuti e che per questo vengono definite anche "gli spazzini del corpo", costituiscono il sistema dell'immunità acquisita. Una parte di loro va infatti a integrare la memoria immunologica, una sorta di registro attraverso cui il tuo sistema immunitario può riconoscere una minaccia e sapere come combatterla.

All'interno dell'esercito dei globuli bianchi, si potrebbe dire che i linfociti siano una sorta di cecchini, in grado di colpire in modo selettivo ciascun agente patogeno, anche se la loro azione si concentra, appunto, contro quelli di origine virale. Li puoi trovare in concentrazioni maggiori all'interno del sangue, ed è per questo che serve un emocromo per tenere monitorato il loro numero. Sono presenti anche nei linfonodi, nella milza e nel timo. Possono poi migrare, in caso di necessità, nel tessuto connettivo lasso che avvolge organi e arterie.

Valori normali dei linfociti

Data il loro ruolo nel difendere il tuo organismo, temporanee variazioni nel numero dei linfociti nel sangue sono abbastanza comuni. Il problema arriva quando la loro quantità supera le 4mila unità per microlitro di siero (sono considerati valori normali quelli compresi tra i 1500 e i 3000). In questo caso si parla di linfocitosi, ovvero linfociti alti. Di solito questo dato indica che c'è un'infezione virale in corso, ad esempio potresti aver contratto la mononucleosi o il morbillo, ma potrebbe essere anche il segnale di un attacco batterico intracellulare, come la tubercolosi.

In generale, però, questo risultato è difficilmente una totale sorpresa, perché normalmente la verifica viene effettuata quando compaiono sintomi evidenti o in chi soffre già di patologie che possono determinare questa condizione. Nei neonati e nei bambini durante i primi anni di vita, inoltre, è normale che siano presenti anche 9mila linfociti per microlitro di sangue.

Le cause dei linfociti alti

Quando si parla di un'alterazione dei globuli bianchi, le cause che l'hanno prodotte possono essere tante e molto diverse fra loro. I linfociti non fanno eccezione. Le ragioni più comuni sono infezioni di tipo virale, oppure reazioni allergiche. Ma l'origine dell'agente patogeno in alcuni casi può essere anche batterica. Quando si tratta di patologie più gravi, invece, si parla di leucemia linfocitica o mieloma multiplo. Proviamo allora a capire meglio le diverse cause dei linfociti alti:

Linfociti alti e leucemia

Nei casi più gravi, un valore alterato può significare che è in corso un tumore del sangue, ovvero una leucemia o un linfoma. Queste patologie infatti interferiscono con la produzione di globuli bianchi da parte del midollo osseo, che soprattutto durante i primi stadi inizia a immetterne in circolo una quantità eccessiva. Potrebbe quindi essere un segnale di una leucemia acuta o mieloide, ma anche di un linfoma che ha colpito la milza o i linfonodi.

È probabile che sia questa la prima preoccupazione che ti nasca di fronte a questo risultato, ma tieni presente che un emocromo mostra solo cifre e l'origine del problema. Devi quindi chiedere consiglio al tuo medico che saprà indicarti gli altri esami da effettuare o una visita specialistica alla quale dovresti sottoporti.

Linfociti alti e infezioni

I linfociti alti ti mostrano soprattutto che un virus, contratto tempo prima, ha dato origine a un'infezione. Può essere la conseguenza anche di una semplice influenza o di un herpes labiale, ma può segnalare anche problemi più seri come una complicanza da epatite B o C o da Hiv. Se poi aspetti un bambino, devi sapere che anche la toxoplasmosi provoca quest'anomalia nelle cellule che compongono il sangue. Come ti dicevo prima, i linfociti si attivano soprattutto contro i virus e sarà quindi abbastanza comune notare che i neutrofili risultano invece bassi o nella norma. Questi ultimi sono gli addetti alla lotta contro i batteri e, da un certo punto di vista, si potrebbe dire che sono complementari ai colleghi.

In realtà, però, anche alcune infezioni batteriche possono alzare il numero dei linfociti. Tra queste, anche la tubercolosi.

Linfociti alti e malattie infiammatorie croniche

Alcune infiammazioni intestinali croniche, come il morbo di Crohn e la colite ulcerosa, possono provocare un aumento dei linfociti. Si tratta infatti di patologie che danneggiano l'intestino e spingono il sistema immunitario a intervenire. Se quindi già soffi di questi seri problemi di salute, sarà normale riscontrare una cifra elevata nel referto delle analisi de sangue. È comunque importante che il tuo medico ne sia informato per capire se sia il caso di intervenire o meno.

Linfociti alti e malattie autoimmuni

Se sei affetto da una patologia che altera la funzione del sistema immunitario, è abbastanza normale che il numero dei globuli bianchi risulti alterato. In particolare, quello dei linfociti che si attiveranno per combattere una minaccia che, in realtà, è proprio una parte del corpo. Avviene ad esempio in caso di artrite reumatoide, ipertiroidismo, lupus e vasculite.

Linfociti alti: altre cause

Oltre a patologie vere e proprie, possono esserci anche altre ragioni che si nascondono dietro ai linfociti alti. Ad esempio, è probabile che tu stia assumendo farmaci che alterano questo valore, come la minociclina, un antibiotico molto utilizzato anche per la cura dell'acne, oppure medicine a base di cortisone o anche contro l'epilessia, contro le quali il tuo corpo potrebbe avere una reazione, aumentando le difese. Ma anche un trauma fisico subito di recente o un forte stress possono generare una risposta del tuo sistema immunitario. Un intervento chirurgico, come un trapianto, oppure uno stato di ansia profonda che si ripercuote sul tuo organismo, sono tutte situazioni che stimolano la produzione di globuli bianchi. Un discorso simile vale anche per la disidratazione, comune soprattutto negli anziani.

I sintomi dei linfociti alti

Naturalmente non ci sono sintomi che connotino la precisa condizione "linfociti alti", ma le manifestazioni cambiano in base a quale sia l'origine del problema. Ci sono però alcuni segnali che porteranno probabilmente il tuo medico a prescriverti degli esami del sangue, come un'anomala perdita di peso o un senso di stanchezza cronica e senza ragione apparente. A maggior ragione se sono presenti anche febbre, sudorazioni notturne e linfonodi ingrossati o dolore alle articolazioni.

L'emocromo è un controllo periodico che in ogni caso è consigliabile ripetere periodicamente, essendo la via più rapida per accertarsi che sia tutto nella norma.

Il parere dell'esperto

Abbiamo chiesto al dottor Mauro Martini, medico di Medicina generale con oltre trent’anni di esperienza, cosa potrebbe indicare un aumento dei linfociti nel sangue:

In generale, quando il numero di globuli bianchi risulta elevato, significa che è aumentata in modo esponenziale la produzione. In parole povere, si può dire che sia impazzita. Una volta preso atto della situazione, bisogna quindi trovarne la causa. Può trattarsi di un’infezione estesa, così come di un problema meno grave. Può bastare anche solo un’appendicite portare il numero di queste cellule fino a 15mila. Altre ragioni possono essere la tonsillite, oppure una malattie infiammatoria delle prime vie aeree, come la toxoplasmosi. Di solito i linfociti alti indicano che è in corso un attacco di tipo virale all’organismo.

Fonti| Focus; Humanitas

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