L’inquinamento dell’aria è un problema grave per i bambini con meno di 1000 giorni di vita

Quando si parla di prevenzione, l’ambiente non dovrebbe rimanere in secondo piano e l’allarme della SIMA (Società italiana di medicina ambientale) lo conferma: i bambini con meno di 3 anni sono ancora più esposti alla patologie che lo smog può causare. Poiché non si tratta di un’emergenza, ma di un problema cronico, siamo tutti chiamati a fare qualcosa per rendere più pulita l’aria della nostra città.
Giulia Dallagiovanna 30 luglio 2020
* ultima modifica il 30/07/2020

Se vivi in una città inquinata, lo sai: quella foschia in cui ti devi immergere ogni mattina non è nebbia, è smog. E non fa per niente bene. Ma se negli anni scorsi ci si limitava a questa affermazione, senza andare in fondo alla questione, ultimamente il problema della contaminazione dell'aria è stato preso in esame da diversi ricercatori. Gli esperti hanno notato ad esempio come possa rappresentare una possibile causa di osteoporosi o di aterosclerosi e infarto. La Società italiana di medicina ambientale (SIMA) vuole far luce soprattutto sui problemi che possono riscontrare i più piccoli, quelli che sono venuti alla luce meno di mille giorni fa. A loro, così come anche alle donne incinte, l'inquinamento fa ancora più male.

Non andare subito in panico, se tuo figlio ha poco meno di tre anni potrà comunque uscire di casa e non rischierà di morire all'istante. Quando però sai che sono diversi giorni che non piove e inizi a notare quella polvere nerastra sulle finestre del tuo appartamento, cerca di limitare le passeggiate all'esterno. Anche perché le patologie di cui parlano gli esperti non sono disturbi banali: difficoltà respiratorie, come l'asma, patologie cardiovascolari, problemi dello sviluppo neurologico, fino ad arrivare ai tumori infantili.

Si tratta di malattie come asma, patologie cardiovascolari e persino tumori infantili

Ma perché la SIMA ha lanciato questo allarmare? Non tanto per spaventare te, quanto per spingere le autorità a prendere provvedimenti in proposito. Non bastano infatti misure temporanee, come il blocco del traffico, o la frequente consultazione del bollettino meteo nella speranza che piova da un momento all'altro. È necessario rendersi conto che lo smog è una situazione cronica e non un'emergenza improvvisa, e come tale deve essere affrontata. Sia da te, assumendo le dovute precauzioni e cercando di mettere in atto comportamenti più rispettosi dell'ambiente, che dai politici e dagli amministratori locali.

SIMAconclude il presidente della società, Alessandro Miani – si propone come portavoce di queste preoccupazioni, invitando alla condivisione le principali società scientifiche in ambito medico e richiedendo un confronto con le istituzioni, con l’avvio di un tavolo di lavoro per progettualità serie e di ampio respiro. L’invito a sperare nella pioggia può essere accolto, ma, evidentemente, da solo non basta”.

Spendiamo tante parole per la prevenzione delle malattie e ricordiamo sempre l'importanza di una dieta sana e dell'attività sportiva, ma l'ambiente in cui si vive è una parte fondamentale di queste buone abitudini.

Fonte| Pagina Facebook di SIMA – Medicina Ambientale

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