L’inquinamento dell’aria potrebbe aumentare il rischio di aterosclerosi e infarto

Quando si parla di aterosclerosi, ci si riferisce alla formazione di placche di lipidi nelle arterie che ne possono anche provocare l’occlusione e quindi l’attacco cardiaco. Per prevenire questo problema dovrai prestare attenzione all’alimentazione e allo stile di vita, ma ora uno studio suggerisce che anche l’aria che respiri tutti i giorni ha un ruolo importante.
Giulia Dallagiovanna 2 settembre 2019

L'aterosclerosi è un problema piuttosto serio. Si tratta di formazione di placche nelle tue arterie dovute a depositi di grasso e colesterolo nel sangue. Quando queste masse diventano troppo grandi, esplodono e formano dei coaguli che occludono, del tutto o in parte, il vaso sanguigno. Si tratta cioè di una delle prime cause dell'infarto, oltre che di altre patologie del sistema cardiocircolatorio come una cardiopatia coronarica o una malattia delle arterie periferiche. I fattori di rischio più diretti sono naturalmente un'alimentazione scorretta e uno stile di vita poco sano. Ma ora uno studio ha dimostrato che anche l'inquinamento dell'aria può danneggiare gravemente le arterie.

La ricerca è stata condotta da Meng Wang, ricercatore in Epidemiologia e Medicina ambientale dell'Università di Buffalo, nell'ambito di un progetto più ampio che mira a valutare la maggior o minor incidenza di aterosclerosi in base al Paese di provenienza e alla propria etnia. Wang ha selezionato 6.619 persone tra i 45 e gli 84 anni, che non avevano manifestato alcun problema di salute a livello cardiaco, quando è iniziato lo studio. Tutti loro provenivano da diverse città e metropoli degli Stati Uniti, come Winston (o Salem), Baltimora, New York, Chicago, Los Angeles e Saint Paul.

L'ozono favorisce l'ispessimento delle pareti delle arterie e la formazione delle placche

Il periodo di osservazione è durato 6 anni e mezzo e sono stati utilizzati dei modelli statistici per valuta l'incidenza dell'ozono presente nell'aria sul rischio di soffrire di aterosclerosi. Devi sapere infatti che questo gas è uno degli elementi che vengono presi in considerazione per misurare la qualità dell'aria, assieme ad esempio a monossido di carbonio e particolato. "Il modello ha messo in evidenza che esiste un'associazione tra la prolungata esposizione all'ozono e la progressione dell'aterosclerosi", ha spiegato Wang.

Questa sostanza, che oltre una certa soglia di concentrazione viene considerata tossica, provoca l'ispessimento delle pareti dei vasi sanguigni e favorisce la formazione di placche di lipidi, chiamate anche ateromi. Vivere a lungo in una metropoli dominata dallo smog potrebbe quindi aumentare il rischio di soffrire di problemi cardiaci, anche gravi come l'infarto.

Una ragione in più, dunque, per contribuire a preservare la qualità dell'aria nella tua città, cercando di utilizzare l'auto il meno possibile e di acquistare un veicolo elettrico o ibrido.

Fonte| "Long-Term Exposure to Ambient Ozone and Progression of Subclinical Arterial Disease: The Multi-Ethnic Study of Atherosclerosis and Air Pollution" pubblicato su Environmental Health Perspectives il 7 maggio 2019