L’inquinamento potrebbe aumentare il rischio di depressione e problemi mentali

Depressione, ma anche disturbo bipolare, schizofrenia e altri problemi mentali. A tutte queste diagnosi sembra sia associato anche un maggiore livello di inquinamento atmosferico nella zona in cui la persona vive e lavora. Il legame dovrà ancora essere dimostrato nel dettaglio, ma quel che è certo è che tutti dobbiamo fare qualcosa per ridurre l’impatto sull’ambiente.
Giulia Dallagiovanna 8 settembre 2019
* ultima modifica il 08/09/2019

Non puoi sfuggire all'inquinamento atmosferico. Si deposita sui tuoi vestiti, sulle pareti degli edifici ed entra nei tuoi polmoni attraverso il respiro. Fino ad oggi si conoscevano, anche se non con totale precisione, i possibili rischi che questa situazione poteva provocare al tuo corpo. Ma già da qualche anni, gli esperti si interrogano se l'aria piena di emissioni tossiche non possa in qualche modo danneggiare anche la tua mente. Su Ohga ti avevamo già parlato di uno studio dove si sosteneva che il tono dell'umore in generale ne risentisse. Ma una nuova ricerca internazionale dimostra come potrebbe avere ripercussioni gravi anche sul tuo lato psicologico, aumentando le possibilità che tu soffra di depressione o altri problemi mentali.

Gli autori hanno analizzato i dati di ben 151 milioni di persone che vivevano negli Stati Uniti e di altri 1,4 milioni residenti in Danimarca. Hanno cercato di formulare una mappa con i diversi livelli di inquinamento e di capire quanto i singoli individui potessero rischiare di venire esposti alle emissioni. Infine, hanno tenuto conto di fattori importanti per determinare meglio un eventuale legame tra contaminazione ambientale e stato di salute, come etnia, reddito e densità di popolazione nell'area in cui si vive.

A questo punto, hanno incrociato tutte le informazioni con le richieste di assicurazione sanitaria e le ragioni per cui venivano avanzate in entrambi i Paesi. Dal confronto è emerso come una diagnosi di disturbo bipolare nella maggior parte dei casi fosse associata a un maggiore livello di inquinamento nella zona dove la persone trascorrevano la maggior parte della loro vita. Andando avanti, le correlazioni più evidenti sono state con patologie come schizofrenia, disturbi della personalità e depressione maggiore, ovvero la forma più diffusa.

La diagnosi di disturbo bipolare era associata a maggiori livelli di inquinamento

Il rapporto di causa-effetto non è ancora stato chiarito e si tratta più che altro di una stima alla luce di quello che hanno mostrato i dati. Ma i ricercatori hanno già provato ad avanzare qualche ipotesi. Innanzitutto, l'inquinamento viene provocato dal traffico, che oltre a emettere sostanze tossiche, fa anche tanto rumore. Di conseguenza, aumenta lo stress di rimanere in coda per diversi minuti e impiegare più tempo del dovuto per compiere il normale tragitto da casa al lavoro. E poi si dorme male, tra un clacson, un mezzo pesante che fa rumore quando passa e una brusca frenata.

Ci sono poi dei particolari micro inquinanti, come le PM 2,5, cioè un tipo di quelle che vengono chiamate polveri sottili, che possono attraversare la barriera emato-encefalica e, potenzialmente, arrivare fino al tuo cervello. In questa situazione rappresentano, come immaginerai, una fonte di pericolo. Quanto elevato sia il rischio, però, deve ancora essere dimostrato con precisione. Altre teorie che sono state prese in considerazione riguardano il fatto che l'inquinamento intensifichi lo stato infiammatorio nel corpo e questo influenzi anche la psiche. Infine, esiste la possibilità, che deve però essere indagata e dimostrata, che il tuo Dna possa subire delle leggere modifiche e che questo possa alterare il generale equilibrio di corpo e mente.

Nei prossimi anni probabilmente vi saranno sempre più ricerche che indagheranno tutti i possibili rischi rappresentati dall'inquinamento per la tua salute. Quello che però è evidente fin da ora è come ciascuno di noi debba impegnarsi a ridurre il più possibile il suo impatto sull'ambiente.

Fonte| "Environmental pollution is associated with increased risk of psychiatric disorders in the US and Denmark" pubblicato su Plos Biology il 20 agosto 2019

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