L’occhio pigro: a quali comportamenti di tuo figlio devi prestare più attenzione

In gergo medico si chiama ambliopia ed è un disturbo della vista che colpisce soprattutto i bambini, ma che si può correggere soprattutto se si interviene in tempo. Per questa ragione sono molto importanti i controlli periodici, in modo che si possa arrivare a una diagnosi precoce.
Giulia Dallagiovanna 23 novembre 2019
* ultima modifica il 23/11/2019
Con la collaborazione della Dott.ssa Emilia Bigiarini Ortottista assistente di Oftalmologia

Lo chiamerai più spesso occhio pigro, ma si tratta in realtà di ambliopia: un difetto nello sviluppo delle capacità visive che porta a una visione opaca e sfocata in uno, o più raramente entrambi gli occhi. In poche parole, poiché il tuo cervello si accorge che da un lato ci vede meno rispetto all'altro, decide di iniziare a ignorare la parte in deficit, fino ad annullarne le funzioni. È un disturbo abbastanza diffuso, che colpisce circa il 4% della popolazione mondiale, ma si manifesta soprattutto durante i primi anni di vita.

Se ci pensi bene, avrai notato anche tu qualche bambino che porta abitualmente un cerotto su uno dei due occhi. Questo bendaggio serve proprio per correggere una pigrizia rilevata da un solo lato. In questo caso infatti una diagnosi precoce e l'inizio tempestivo del trattamento permettono di risolvere il problema ed evitare che peggiori fino a compromettere sul serio le abilità visive.

E proprio per questa ragione, il progetto AMGO (A me gli occhi), assieme all'Istituto di Ortofonologia (IdO), il 23 novembre organizzeranno una serie di mini-visite gratuite per individuare eventuali difficoltà nei bambini che hanno tra i 12 e i 36 mesi, in diverse piazze italiane.

Cos'è

L'ambliopia, o occhio pigro, è un difetto nello sviluppo della capacità visiva. Di solito viene coinvolto un solo occhio, mentre in casi più rari sono colpiti entrambi. Se ti stai chiedendo se ne soffri, la riposta è probabilmente no: se nessuno te lo ha ancora diagnosticato non dovresti avere questo disturbo che è invece più tipico dei bambini di età compresa tra gli 0 e i 7 o 8 anni di età.

Più che nella pupilla, il problema è nel cervello e in particolare in quell'area riservata alla vista, cioè la corteccia occipitale che non si forma in modo corretto, cioè parallelamente alla porzione controlaterale. In poche parole, la visione sarà sfocata e l'occhio intaccato presenterà uno o due decimi in meno rispetto a quello sano. Se non viene trattata, questa condizione è destinata a peggiorare nel tempo e c'è il rischio che tuo figlio finisca per non utilizzare più entrambi gli organi della vista. Ma se si comincia subito a utilizzare le forme di correzione previste, si può guarire. Il disturbo è infatti reversibile e proprio questa è una condizione fondamentale per distinguere l'ambliopia da altre patologie.

Come si sviluppa la visione

Forse a questo punto sarai un po' confuso. Avrai intuito cosa significhi avere l'occhi pigro, ma non esattamente cosa provochi questo disturbo. Diventa quindi necessario fare un passo indietro e capire come si sviluppa la visione nell'essere umano. Probabilmente infatti non saprai che la vista, per come la possiedi tu, ha bisogno di un tempo di sviluppo che va dai cinque ai sette o otto anni e che si concentra durante la prima fase della tua vita. Ecco perché eventuali difetti emergono subito nei bambini.

Come già saprai, il fatto che in questo momento riesci a vedere chiaramente le persone e gli oggetti che ti circondano è frutto di un lavoro congiunto tra occhi e cervello. La luce che colpisce gli elementi nei diversi modi e permette di delinearne forma e colori entra nel tuo occhio. A questo punto la retina si occupa di tradurre l'immagine in una serie di segnali nervosi e li invia al cervello, passando per le vie ottiche. L'organo celebrale mette insieme tutti i dati ricevuti, provenienti da entrambi gli occhi, e forma l'immagine colorata, tridimensionale e in tutto e per tutto corrispondente a quanto esiste effettivamente nella realtà.

Se il cervello capisce che un occhio vede meno bene rispetto all'altro, smette di utilizzarlo

Questa procedura complessa deve essere imparata e allenata prima di poter funzionare per bene e, come ti dicevo, il periodo di training corrisponde ai primi anni di vita. Se durante questo arco di tempo interviene un intoppo, il risultato sarà compromesso e quindi la visione avrà dei difetti. Il cervello, preso nota del deficit, decide allora di privilegiare le informazioni che derivano dal lato sano e di basarsi quasi solo su quelle. Di conseguenza, l'altro occhio rimarrà inutilizzato e si disabituerà a lavorare. Sarà pigro, appunto.

Le cause

Ma come si può arrivare a questa situazione? Le cause dell'ambliopia sono diverse perché comprendono qualsiasi difetto della vista che può intervenire durante lo sviluppo che abbiamo visto prima insieme.

Una delle più probabili è, ad esempio, lo strabismo. All'origine c'è un problema di muscoli: non tutti presentano la stessa potenza ed risulta quindi difficile coordinare e far muovere allo stesso modo i bulbi oculari. Il cervello così isola l'occhio con più problematiche per interrompere il flusso di informazioni discordanti e così nasce l'ambliopia.

Altre ragioni risiedono in errori di refrazione, come la miopia, l'astigmatismo o l'ipermetropia, anche in combinazione. Le strutture di uno o entrambi gli occhi presentano delle alterazioni che non permettono di mettere a fuoco l'immagine in modo corretto. Di nuovo, il cervello darà la priorità all'occhio che vede meglio, rendendo pigro l'altro.

Un ruolo lo giocano anche le patologie oculari, anche se sono meno frequenti nei bambini. Sto parlando ad esempio della cataratta, nella forma congenita e quindi presente sin dalla nascita, una possibile ulcera o una lesione sulla cornea, la palpebra cadente e un glaucoma.

I sintomi

Il sintomo è la riduzione della capacità visiva, come potrai facilmente intuire. In particolare, una visione centrale offuscata e sfocata, mentre la porzione periferica di norma non presenta difetti.  Naturalmente tuo figlio di cinque anni non ti dirà che una parte della sua vista accusa un deficit e probabilmente nemmeno se ne renderà conto: ha sempre guardato il mondo in quel modo e non conosce la differenza con la forma corretta. Per questa ragione diventano fondamentali la tua capacità di osservazione e i controlli periodici da un oculista o da un ortottista ai quali dovresti accompagnarlo.

Gli indizi di cui ti parlavo prima sono un movimento strano dei bulbi oculari, magari verso l'interno o verso l'esterno, specie se involontario. Potrebbe essere il primo sintomo di strabismo. Anche una scarsa percezione della profondità è sicuramente il segnale di un problema. Se un bambino ha difficoltà ad afferrare gli oggetti davanti a sé è perché non sa calcolare la distanza precisa tra questi e la sua mano. Perciò è evidente che uno dei due occhi non funziona come dovrebbe.

Fai caso anche a una postura scorretta, dove il lato destro o quello sinistro del corpo sono preponderanti rispetto all'altro. Senza rendersene conto, tuo figlio sta cercando di valorizzare l'occhio dal quale vede meglio con conseguenza che possono ripercuotersi non solo sulla vista, ma anche sulla schiena.

La diagnosi

Per diagnosticare l'ambliopia sono necessarie una visita oculistica e una valutazione ortottica con studio della motilità oculare. Si tratta di controlli di routine che ciascuno di noi dovrebbe ripetere periodicamente e che è consigliato eseguire già attorno ai tre anni, ma si può anticipare anche entro il primo anno di vita, soprattutto se vi sono già sospetti di un possibile problema alla vista. Dovrai poi prestare maggiore attenzione se nella tua famiglia ci sono già episodi di strabismo, cataratta infantile e altre patologie oculari.

In ogni caso, prima di cominciare il primo anno di elementari, è sempre bene sottoporsi a una visita oculistica completa e poi ripetere l'esame ogni tre o quattro anni, soprattutto durante l'età dello sviluppo.

Il trattamento

Avere l'occhio pigro non significa essere ciechi: è solo l'area centrale a presentare un difetto, mentre la visione periferica dovrebbe funzionare nella norma. Si tratta però di un disturbo che peggiora con il tempo, perciò è importante ottenere una diagnosi precoce e iniziare subito il trattamento. Lo scopo è proprio quello di correggere la visione scorretta nell'occhio in difetto, attuando diverse strategie per togliergli la pigrizia.

La prima è l'occlusione. Ti sarà capitato di vedere di bambini con un occhio completamente ricoperto da un cerotto, ecco, proprio loro stavano correggendo l'ambliopia. Il bendaggio viene applicato dal lato dove si vede di più, in modo da stimolare il lavoro della parte più debole. In base al tipo di problema, dovrà essere mantenuto per più o meno ore e per uno specifico numero di anni. Di solito comunque si consiglia di indossare il cerotto nelle ore di maggiore attività, cioè quando si va a scuola, perché il trattamento sia più efficace.

Il trattamento più utilizzato è il classico cerotto sull'occhio sano

A volte la benda viene sostituita da un collirio a base di atropina il quale, utilizzato una o due volte a settimana sull'occhio sano, ne offusca la visione costringendo l'altro ad attivarsi per svolgere i compiti di entrambi. Entrambi i dispositivi servono comunque per stimolare lo sviluppo del cervello e fare in modo che i difetti nella formazione e nella crescita spariscano, cosicché il bambino possa vedere in modo normale.

Ma oltre all'occhio pigro, dovrà essere corretto anche l'eventuale difetto della vista che lo ha causato. Per questa ragione, è fondamentale l'impiego di lenti correttive per la miopia, l'astigmatismo o l'ipermetropia, ovvero dei banali occhiali. Allo stesso modo, bisognerà intervenire anche sullo strabismo.

Si interviene con la chirurgia solo in caso di patologie che devono essere risolte in questo modo, come la cataratta congenita. In ogni caso, una volta risolto il primo problema, sarà necessario lavorare sull'ambliopia con lenti correttive e collirio.

Come si previene

Non si può esattamente prevenire che si sviluppi l'ambliopia, ma si può fare intervenire subito e correggerla senza che il disturbo lasci strascichi o complicazioni. Una diagnosi precoce è quindi la miglior forma di prevenzione. Individuare i fattori di rischio è quindi importante per sapere prima quando alzare la soglia dell'attenzione. Come ti dicevo prima, è importante sottoporsi a un controllo oculistico se i problemi alla vista sono di famiglia, ma anche se il bambino è nato prematuro, oppure sottopeso.

Il parere dell'esperto

Abbiamo chiesto alla dottoressa Emilia Bigiarini, Ortottista assistente di Oftalmologia e che partecipa al progetto AMGO, come avverranno gli screening visivi e soprattutto quali segnali dovrebbero mettere in allarme i genitori rispetto a un possibile disturbo della vista nel proprio figlio:

Dottoressa Bigiarini, ci può spiegare cosa sia di preciso quello che noi chiamiamo occhio pigro?

L’occhio pigro è l’ambliopia, cioè una situazione di ridotta acuità visiva su un occhio, o anche su tutte e due, causata da una deprivazione sensoriale. Questa condizione si manifesta nei primi anni di vita, soprattutto in un’età compresa tra gli 0 e i 5 anni, ovvero quando il bambino impara a vedere esattamente come se imparasse a camminare o a parlare. Si tratta del periodo più plastico per la vista ed è la fase in cui si arriva a raggiungere i 10 decimi. Quando però interviene un qualsiasi elemento che non permette all'occhio e alla vista di svilupparsi in modo corretto, si genera l'ambliopia.

Di questo disturbo ne esistono tre tipologie: l’ambliopia da deprivazione, dovuta a una cataratta congenita o a delle opacità corneali o anche a un’anaptosi congenita, l'ambliopia strabica, causata dallo strabismo, e l’ambliopia nisometropica, che è quella provocata da un difetto di refrazione.

In cosa consisteranno gli screening visivi gratuiti del 23 novembre?

Lo screening che faremo sarà rivolto ai bambini di un'età compresa tra i 12 e i 36 mesi. Il progetto AMGO (A Me gli Occhi), però, è una campagna nazionale che organizza queste visite anche sui bambini fino a tre anni. Oltre alle visite e alle valutazioni, il nostro scopo è quello di informare e sensibilizzare i genitori. Spesso infatti anche i pediatri tendono a consigliare una prima visita oculistica all’entrata in prima elementare, mentre in realtà i controlli andrebbero effettuati quando il bambino è più piccolo.

L'ideale sarebbe una prima visita entro il primo anno d’età, una seconda all’ingresso della scuola materna e la terza all’ingresso della scuola primaria. Dopodiché, se ci sono problemi, sarà lo stesso professionista che fornirà indicazioni rispetto ai successivi controlli. Altrimenti è sufficiente una volta all’anno o ogni due anni.

A quali segnali dovrebbe prestare più attenzione un genitore?

Quando si tratta di un bambino molto piccolo, è opportuno far caso a un occhio con una palpebra abbassata o a un'eccessiva sensibilità alla luce che gli fa chiudere gli occhi e stropicciarseli, mentre questi lacrimano in modo copioso. Ma a volte è sufficiente scattare una foto col flash: se un occhio è rosso, mentre l'altro presenta un riflesso bianco, allora c'è sicuramente un problema, che potrebbe essere anche importante.

Quando poi diventano più grandi si farà invece attenzione a quando lamentano mal di testa o a come guardano la televisione: una postura scorretta, o un occhio chiuso, come mi è capitato di recente, segnalano probabilmente un difetto della vista, come l'astigmatismo. Importante è anche controllare che non compiano movimenti strani e involontari degli occhi, che in gergo tecnico si chiamano nistagmi. Infine, un occhio storto che si associa allo strabismo o le due pupille di dimensioni diverse. In tutti questi casi, un genitore dovrebbe subito portare il figlio da un oculista e poi da un ortottista.

Fonti| Multimedica; Humanitas

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