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Long Covid: quanto dura e quali sono i sintomi persistenti che non se ne vanno anche dopo il tampone negativo

La Post acute Covid syndrome (Pacs) è conosciuta ormai come Long Covid, ovvero una sindrome post-virale caratterizzata dalla presenza di sintomi riconducibili al Covid-19 che si presentano anche mesi dopo la guarigione dall’infezione. Vediamo come riconoscerla, quanto può durare e cosa fare se pensi di soffrire di questa condizione.
Kevin Ben Alì Zinati 17 Gennaio 2022
* ultima modifica il 17/01/2022

Il Long Covid è il nome che ormai si utilizza comunemente per riferirsi alla Post acute Covid syndrome (Pacs), ovvero quella sindrome che colpisce molti pazienti che hanno contratto il Covid-19 e che, nonostante un tampone negativo che certifica la fine dall'infezione, continuano a mostrare sintomi persistenti della malattia, a volte anche per mesi dopo la guarigione.

A causa della varietà dei sintomi che potresti manifestare, però, può risultare difficile diagnosticare il Long Covid e di conseguenza capire come curarlo, anche se secondo un recente studio, come ti spiegherò più avanti, ha confermato che vaccinarsi può essere un ottimo primo passo per ridurre il rischio di sviluppare questa sindrome.

Cos'è

Come indicato nella definizione data dall'Istituto Superiore di Sanità, il Long Covid è una condizione clinica caratterizzata dal "mancato ritorno da parte del paziente affetto da COVID-19 allo stato di salute precedente l’infezione acuta". In altre parole, si tratta di una sindrome post-virale in cui in cui i sintomi della malattia, variabili e debilitanti, diventano persistenti e possono durare per più mesi dopo l'infezione iniziale e l’esito negativo di un tampone molecolare, quindi dopo che il SARS-CoV-2 è stato eliminato dal tuo organismo.

Più precisamente, poi, possiamo dire che il Long Covid comprende due fasi distinte:

  • Malattia sintomatica Covid-19 persistente: quando i sintomi durano tra 4 e 12 settimane dopo la guarigione dal Covid
  • Sindrome post-Covid-19: se i sintomi perdurano più di 12 settimane dal tampone negativo

Come potrai immaginare, nonostante gli studi condotti negli ultimi mesi, le conoscenze sugli strascichi lasciati dal Coronavirus, e sulle possibili cause, sono ancora piuttosto limitate. Ad esempio, non posso darti numeri assoluti sull'incidenza del Long Covid. Secondo le stime dell'Oms, una persona su 4 che contrae il Covid-19 continua ad avere sintomi fino a 4-5 settimane dopo l'infezione, mentre il 10% presenta disturbi collegati all'infezione anche dopo 12 settimane.

Stando invece ai dati diffusi il 6 gennaio 2022 dall'Ufficio nazionale di statistica britannico, sembra che il Long Covid possa colpire più frequentemente una fetta di popolazione compresa tra 35 e 69 anni, mentre i sintomi tenderebbero a essere più debilitanti per le donne e per chi vive in aree più svantaggiate.

Oltre al sesso femminile, poi, anche un indice di massa corporea elevato (quindi le persone in sovrappeso) e l'età avanzata sarebbero fattori che aumentano le possibilità di soffrire di questa sindrome post-virale.

Sintomi

Tra i sintomi più diffusi che caratterizzano il Long Covid ci sono sicuramente la stanchezza persistente e una forte debolezza muscolare che, di conseguenza, provocano un perenne senso di affatticamento e malessere.

Sono state documentate anche importanti difficoltà respiratorie. Dai risultati di esami come spirometria, ecografia e tac dell’addome è emerso che più severa è stata la polmonite da Coronavirus più netta era la riduzione della capacità respiratoria: dimostrazione, secondo gli esperti, di un’elevata cicatrizzazione del tessuto polmonare.

La sindrome post-Covid potrebbe comportare anche la persistenza dell’anosmia, ovvero la perdita dell’olfatto, che come sai è una dei primi indizi da cui puoi riconoscere se l’infezione è in corso.

In poco più di un decimo dei pazienti che hanno superato il Covid-19 è stato rilevato anche un calo della funzionalità renale. Si tratterebbe di un dato molto importante che confermerebbe l’ipotesi che la malattia non si limiterebbe solo ai polmoni ma potrebbe effettivamente intaccare anche altri organi, tanto che tra i possibili sintomi renali ci sarebbero anche la presenza di sangue nelle urine (ematuria) o la perdita di proteine nelle urine (proteinuria).

Uno studio del dipartimento di Scienze della Salute dell’Università degli Studi di Milano, dell’Asst Santi Paolo e Carlo e dell’Irccs Istituto Auxologico di Milano ha inoltre confermato che a distanza di 5 mesi dalle dimissioni dall'ospedale, i pazienti possono continuare a soffrire di rallentamento, stanchezza mentale e mancanza di lucidità. Una sorta di "Brain Fog", o annebbiamento, che i ricercatori hanno individuato in una coorte di 38 pazienti tra i 22 e i 74 anni e senza precedenti problemi di memoria o di attenzione.

Gli autori dello studio hanno specificato che i disturbi non sono associati a uno stato depressivo ma sarebbero correlati alla gravità dell'insufficienza respiratoria durante la fase acuta del Covid-19. E come puoi capire, si tratta di sintomi da non sottovalutare poiché possono anche interferire con l’attività lavorativa: potrebbero incidere sui processi di decisione rapida, necessità imprescindibile per esempio di medici o infermieri.

Altri sintomi della sindrome post-Covid possono essere:

  • Febbre
  • Problemi di memoria
  • Tachicardia
  • Disturbi intestinali
  • Diarrea, nausea o vomito
  • Manifestazioni cutanee

Tra i sintomi, e quindi gli strascichi, del Long Covid non devi sottovalutare anche l’impatto che la malattia può avere sulla tua salute psicologica. Il Covid-19 può portare con sé paura, senso di solitudine e di abbandono durante il periodo di isolamento in casa o il ricovero in ospedale, può causare problemi del sonno e dell’umore e un prolungato stato di ansia e depressione: una sintomatologia molto simile a quella da sindrome post-traumatica da stress.

Cause

Se ti stai domandando cosa determini la persistenza dei sintomi del Covid-19 inducendo quindi quella che abbiamo definito Long Covid, anche in questo caso devo dirti che non ci sono risposte certe.

Il danno d’organo causato dall’eccessiva risposta infiammatoria che si origina in conseguenza all’infezione potrebbe essere il maggior responsabile della sindrome post-Covid. Secondo gli esperti, la spiegazione sta in quello che è definito “mimetismo molecolare”: sembra, infatti, che il Coronavirus possa presentare delle similitudini con alcuni componenti dell’organismo al punto da indurlo a produrre alte dosi di anticorpi.

Questi, oltre a contrastare gli agenti patogeni, potrebbero così agire anche contro i tuoi stessi organi o tessuti provocando i sintomi che ti ho descritto poco sopra.

A questa ipotesi devi aggiungere anche una potenziale reazione autoimmune indotta dal virus. Secondo gli esperti giustificherebbe la più elevata incidenza della sindrome post-Covid nelle donne in cui, è noto, per fattori genetici e ormonali la risposta immune è più forte rispetto agli uomini.

Diagnosi

Ottenere una diagnosi certa di Long Covid è tutt'altro che semplice, come avrai capito leggendo la lunga lista dei possibili sintomi persistenti che potresti manifestare anche mesi dopo aver superato l'infezione da SARS-CoV-2. Proprio per questo motivo, è importante che il tuo medico tenga conto di molteplici aspetti, valutando allo stesso tempo:

  • Natura e della gravità dei sintomi di un caso Covid-19 acuto
  • Durata dei sintomi dopo l'infezione
  • Terapia farmacologica pregressa e attuale
  • Presenza di eventuali sintomi riconducibili al Long Covid
  • Presenza di sintomi relativi alla sfera psicologica
  • Impatto del Covid e del Long Covid sugli aspetti nutrizionali
  • Presenza di altre patologie

Come vedi, quindi, anche se mostri dei segni che possono essere collegati al Covid-19 anche dopo 4 settimane dall'infezione, sarà necessario vare una serie di attente valutazioni per capire se questi possano essere effettivamente attribuiti alla Post acute Covid syndrome.

Nei bambini

Sebbene lo sviluppo di una forma aggressiva di Covid-19 sia più raro, l’infezione da Sars-CoV-2 può colpire anche i bambini. E diversamente da quello che potresti pensare, anche il Long Covid. L’ha dimostrato uno studio del Policlinico Gemelli di Roma citato dall'Iss ed effettuato su un campione di 129 bambini con diagnosi confermata di Covid-19. Secondo i dati, circa il 27% di loro aveva almeno un sintomo 120 giorni dopo la prima diagnosi mentre oltre il 20% aveva tre o più sintomi.

La sintomatologia comprenderebbe, più frequentemente, dolori muscolari e articolari, cefalea, dolore toracico, palpitazioni e disturbi del sonno.

Come si cura

Come potresti gestire i sintomi del Long Covid dipende sostanzialmente dal grado di aggressività e persistenza con cui si presentano. Se sono di lieve entità il tuo medico potrebbe offrirti cure specifiche e supporto direttamente a casa, se invece i sintomi sono molto debilitanti, potrebbe indirizzarti a un servizio di riabilitazione specializzato.

Questi programmi possono prevedere un supporto nutrizionale attraverso cui tenere sotto controllo la perdita di massa muscolare a cui potresti andare incontro.

Senza dimenticare anche i programmi di sostegno psicologico: come ti ho spiegato, molte persone affette da Long Covid sembrano soffrire di un disturbo post-traumatico da stress.

Ricordati però che, così come per tutte le altre patologie, anche per questa sindrome la prevenzione può fare la differenza: in particolare, uno studio israeliano recentemente pubblicato sembra suggerire che la vaccinazione con almeno due dosi possa avere un effetto protettivo contro il Long Covid.

Fonti | Gruppo San DonatoIstituto Superiore di Sanità; Fondazione Veronesi; Nhs

Le informazioni fornite su www.ohga.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.