Lontano della scuola e isolate in una baracca: come vivono la period poverty le bambine e le ragazze degli slum di Nairobi

Oggi è la Giornata Internazionale per l’igiene mestruale. Una giornata che dà l’occasione per riflettere sul fenomeno della period poverty, diffuso non soltanto in paesi in via di sviluppo come il Kenya, ma anche in molti paesi sviluppati del mondo occidentale. Gli assorbenti non sono bene di lusso e devono essere garantiti a tutti, indistintamente dal ceto sociale.
Gaia Cortese 28 Maggio 2021
* ultima modifica il 28/05/2021

Assorbenti e tamponi sono beni di lusso? In Italia (purtroppo) sì, e vengono tassati al 22%. In Kenya, forse, non ci si pone neppure il problema perché il 65% delle donne non può neppure permetterseli.

La fotografia fornita da Alice for children by Twins International (associazione onlus che opera in Africa da 15 anni) sulle condizioni delle donne che vivono in alcune baraccopoli di Nairobi lascia senza parole. La povertà diffusa in questa area del mondo non solo non dà garanzia di poter fare un pasto al giorno, di ricevere un’istruzione e un lavoro per sopravvivere, ma regolarmente sconvolge la vita di bambine e ragazze nei giorni del proprio ciclo mestruale.

La period poverty non colpisce solo paesi in via di sviluppo come il Kenya, ma è anche diffusa nei paesi sviluppati del mondo occidentale.

Per la maggior parte di queste giovani donne avere le mestruazioni significa dover rimanere nella propria baracca e perdere le lezioni a scuola, anche per un’intera settimana, solo per l'impossibilità di procurarsi degli assorbenti. Si chiama period poverty, o povertà mestruale, e descrive l’impossibilità da parte delle ragazze e delle donne di poter vivere il proprio ciclo mestruale serenamente, non potendo contare sugli strumenti igienici necessari.

Negli slum di Nairobi la abitazioni non sono altro che baracche di lamiera senza alcun tipo di servizio igienico, dove manca l’acqua corrente e non ci si può lavare. Non avendo servizi igienici, le ragazze sono costrette a utilizzare latrine a cielo aperto che servono più di un centinaio di famiglie e che sono sono raggiungibili coprendo una certa distanza dalle baracche. Nel tragitto, tuttavia, le ragazze possono anche fare incontri sgraditi e rischiare di essere abusate. Il rischio di una gravidanza indesiderata è dietro l’angolo, ma la possibilità di interromperla in Kenya non è assolutamente contemplata.

Per garantire un pasto alla propria famiglia, ma anche per procurarsi gli assorbenti, in Kenya molte donne arrivano anche a prostituirsi.

Gli abusi tuttavia sono frequenti anche all’interno della stessa baracca, dove non c’è una reale consapevolezza sul legame esistente tra la comparsa delle mestruazioni e l’inizio della fertilità  e dove il disagio sociale si esprime nelle maniere più inconcepibili.

Anche per questo motivo la scuola è uno dei luoghi più sicuri per una bambina o una ragazza che vive nelle baraccopoli, ancor più se ha già avuto il primo ciclo mestruale. Diverse scuole, oltre ad essere finalmente attrezzate con  acqua corrente, bagni e servizi igienici, mettono a disposizione anche i principali strumenti per affrontare con serenità il ciclo mestruale.

Nelle scuole seguite dal Progetto di Alice for Children è stato avviato un importante intervento di sensibilizzazione, di educazione mestruale e di educazione sessuale per limitare le conseguenze della period poverty in questa area del Kenya: non si tratta solo di evitare il più possibile le gravidanze indesiderate, ma anche di ridurre il rischio di infezioni e malattie gravi come l’HIV.

In occasione della Giornata Internazionale per l’igiene mestruale, Alice for Children ha deciso di dare vita ad un grande evento di sensibilizzazione  con le bambine, le ragazze e le donne della baraccopoli di Nairobi e dell’area rurale di Rombo, in terra Masai. Per partecipare puoi seguire l'evento sulla Pagina Facebook di Alice for Children per vivere questa giornata con le ragazze dello slum.

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