L’Organizzazione mondiale della sanità interverrà contro le fake news diffuse sul nuovo Coronavirus

Contro chi invita a boicottare i ristoranti e i negozi cinesi, chi risveglia la paura contro i migranti e chi sostiene, come sempre, che non ci dicano tutta la verità ora scende in campo l’Organizzazione mondiale della sanità che monitorerà la diffusione delle fake news. Assieme a lei, Facebook, Twitter, Instagram e Tik Tok.
Giulia Dallagiovanna 3 febbraio 2020
* ultima modifica il 03/02/2020

Più veloce del Coronavirus 2019, corrono le fake news. Naturalmente, prima di tutto si è diffuso l'invito ad evitare ristoranti e negozi cinesi, che, si sa, importano il virus direttamente dalla patria e lo spargono sui piatti dei loro clienti. Poi ci si è ricordati dei barconi e della sbadataggine di non chiudere i porti ai cittadini cinesi che, come ogni anno, scelgono di evitare i banali voli aerei e sorprenderci arrivando in Italia direttamente dalle coste di Lampedusa. E poi ci sono quei 27 casi ricoverati presso l'Istituto Spallanzani di Roma di cui nessuno parla, tranne naturalmente il bollettino quotidiano diffuso dallo stesso istituto. Stavolta però la novità è che scende in campo direttamente l'Organizzazione mondiale della sanità, accanto ai social network.

L'hanno chiamata infodemia, cioè un fiume di informazioni continuo e martellante, all'interno del quale si trovano notizie veritiere, altre inaccurate e fuorvianti e alcune del tutto false. E così l'Oms ha deciso di sporcarsi le mani ed entrare nel flusso, attraverso il sito ufficiale, Facebook, Twitter, LinkedIn e Instagram. "A causa dell'elevata richiesta di informazioni tempestive e affidabili sul 2019-nCoV, i team di comunicazione e social media dell'Oms stanno lavorando a stretto contatto per rintracciare e rispondere a miti e voci non attendibilihanno fatto sapere. – Attraverso la sua sede centrale a Ginevra, i suoi sei uffici regionali e i suoi partner, l'Organizzazione lavora 24 ore su 24 al giorno per identificare le dicerie più diffuse, potenzialmente dannose per la salute pubblica, come le false misure di prevenzione o di cura".

E non sono i soli. Facebook ha annunciato che rimuoverà dalla piattaforma qualsiasi post, video o foto che contribuisca a fare disinformazione e che la medesima attenzione sarà rivolta anche verso gli hashtag utilizzati su Instagram. Di stanare le bufale si occuperanno i debunker delle organizzazioni no profit che collaborano già con i due siti e come linee guida utilizzeranno i consigli che arrivano dalle organizzazioni sanitarie globali e locali. Infine, verranno concessi spazi gratuiti per quelle fonti autorevoli che condurranno campagne per una corretta informazione sul Coronavirus.

Twitter ha invece dichiarato che quando un utente cercherà la parola "Coronavirus", si aprirà una finestra che inviterà a cercare le notizie da fonti attendibili, come i Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie statunitensi. Al momento, però, sulla versione in italiano della piattaforma non appare nulla. Infine Tik Tok, il social di origine cinese che sta spopolando tra gli adolescenti si è allineato ai colleghi più anziani e rimuoverà video che diffondono notizie non corrette o potenzialmente pericolose per gli utenti.

Quanto a te, ricorda che le fonti ufficiali non sono quelli che hanno studiato all'università della vita e passano le giornate su internet, ma l'Organizzazione mondiale della sanità, l'Istituto superiore della sanità, il ministero della Salute, gli studi pubblicati sulle riviste scientifiche validate, gli esperti che studiano da anni i virus e le loro diffusioni. Presta attenzione, perché una fake news è pericolosa. Prima di tutto, per te.

Fonte| Adnkronos del 2 febbraio 2020

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