Ma quindi nei cibi surgelati può esserci il Covid?

Il Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie ha dichiarato almeno un paio di volte di aver rintracciato particelle virali attive sugli alimenti surgelati, ma FDA e OMS ribadiscono che non c’è alcuna prova di contagio attraverso questi prodotti.
Giulia Dallagiovanna 4 Dicembre 2020
* ultima modifica il 04/12/2020

E se il Coronavirus entrasse nelle nostre case in modo subdolo? E se passasse per il cibo che compriamo al supermercato? Questo sembra suggerire l'annuncio del Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie sul rinvenimento di particelle di SARS-Cov-2 sopra ai cibi surgelati. Non si è ancora certi del fatto che il nuovo virus resista anche a temperature così basse, ma l'istituzione della Repubblica Popolare conferma che quei frammenti erano vivi, dunque in grado di contagiare e provocare un'infezione a tutti gli effetti. Dunque niente più buste dal classico bancone salva cena? Per la verità ci sono diversi "ma" in questa vicenda.

Prima di tutto, è altamente probabile che la presenza di tracce virali sugli alimenti in questione sia dovuta non tanto al tipo di prodotto, quando al fatto che i lavoratori coinvolti nell'imballaggio siano tanti e debbano spesso operare senza troppa distanza di sicurezza l'uno dall'altro, aumentando quindi il rischio di trasmissione del virus e la possibilità che particelle infette vengano liberate nell'aria, depositandosi poi sulle diverse superfici. E questa sarebbe la ragione che ha portato alla nascita di mini focolai in diversi stabilimenti alimentari, anche in Italia.

La prima ragione è legata al fatto che i lavoratori negli stabilimenti operano rimanendo molto vicini

Diverse autorità assicurano infatti che il cibo è sicuro e non ci sono prove che tu ti possa ammalare, solo perché hai deciso di cucinarti del merluzzo surgelato. Il 24 novembre, ad esempio, la Food and Drug Administration (FDA), l'ente statunitense predisposto sia al controllo dei farmaci che di quello degli alimenti, ha chiarito che: "Al momento non c'è alcuna evidenza che il cibo o il suo imballaggio siano associati alla trasmissione del Covid-19. I virus che provocano malattie gastrointestinali, come i norovirus e l'epatite A, possono contagiare le persone attraverso gli alimenti. Il SARS-Cov-2, però, provoca infezioni alle vie respiratorie".

L'Organizzazione mondiale della sanità specifica invece che non c'è alcun bisogno di disinfettare il cibo surgelato o il packaging che lo contiene. Non è ancora stata documentata con certezza alcun contagio da Coronavirus avvenuto in quel modo. È però vero che il SARS-Cov-2 ha avuto origine, o ha trovato terreno molto fertile, nei wet-market ed è per questo motivo che viene di nuovo raccomandata una corretta igiene delle mani prima e dopo aver toccato del cibo crudo. Non solo, ma per eliminare ogni rischio, il consiglio è quello di cuocere carne e pesce: a 70 gradi il virus viene inattivato.

Secondo l'autorità cinese, la presenza del patogeno attivo nei prodotti surgelati sarebbe la ragione per cui sono scoppiati nuovi focolai a Pechino, nonostante non si registrassero più casi positivi da diverso tempo. Il problema, come fa notare l'agenzia di stampa Reuters, è che il governo della Repubblica popolare sembra stia usando queste scoperte per sollevarsi dalle responsabilità legate allo scoppio dell'epidemia: il virus sarebbe arrivato da oltre confine, attraverso i cibi surgelati. Insomma, al netto di tutte le precauzioni che devi assumere, non è forse il caso di evitare l'acquisto di determinati prodotti per paura del contagio.

Fonti| FDA; OMS

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