Malattia di Lyme: cos’è questa infezione e a chi rivolgersi

La malattia di Lyme è una zoonosi contratta attraverso il morso della zecca del genere Ixodes (o zecca dura). I sintomi sono dovuti all’infezione batterica della spirocheta Borrelia che viene inoculata nella pelle dell’ospite dal morso della zecca. Esistono tre fasi di malattia, da quella inziale a quella cronica.
Dott.ssa Roberta Kayed Medico chirurgo
4 Giugno 2020 * ultima modifica il 12/06/2020

Dal nome un po’ esotico che rimanda a un cocktail fresco bevuto su una spiaggia bianca, la malattia di Lyme non è una malattia del lime, il cugino del limone, ma un’infezione che si trasmette dalla zecca all’uomo.

Cos'è

La malattia di Lyme è un’infezione, in particolare è una zoonosi: vuol dire che l’essere umano la contrae da un animale, in questo caso dal morso delle zecche del genere Ixodes (o zecche dure).

L’infezione provoca delle manifestazioni sulla pelle (si chiama eritema migrante) e questo è il segno iniziale, ma può comportare anche dei segni a livello del cuore, cervello e articolazioni, espressione della diffusione dell’infiammazione.

Inoltre, se non è riconosciuta e trattata, la malattia può andare incontro a una fase cronica e più tardiva.

Le cause

La causa della malattia di Lyme è il morso della zecca e l’inoculazione nella pelle di un microorganismo.

Questo piccolissimo animaletto indesiderato trasmette con il suo morso delle spirochete, cioè dei batteri a forma di spirale (hai presente le stelle filanti di carnevale? Una cosa del genere).

La buona notizia è che fortunatamente la malattia non si può trasmettere da uomo a uomo, come invece accade per altre zoonosi.

Le spirochete trasmesse dalla zecca possono essere

  • Borrelia burgdorferi
  • Borrelia afzelii
  • Borrelia garinii

Come si trasmette

 La malattia è più frequente nella stagione estiva perché è in questo periodo dell’anno che siamo più probabilmente a contatto con la natura, nei parchi o a fare delle belle scampagnate.

Prima di mordere qualcuno, la zecca ha bisogno di una “casa” dove crescere e progettare la “conquista” della prossima preda che ingenuamente voleva solo godersi la giornata in mezzo alla natura.

Le case delle zecche sono diversi animali che, ignari d tutto, se le portano a spasso come se niente fosse.

Alcuni animali fungono quindi solo da ospiti (come il cervo negli Stati Uniti, che ospita la Borrelia burgdorferi, e la pecora in Europa), mentre altri mammiferi sono ospiti e possono loro stessi ammalarsi (come i cani).

Il morso delle zecche è quindi la porta d’ingresso della spirocheta, attraverso questo microscopico buchino il batterio entra indisturbato nella pelle dell’uomo, potendosi anche spostare a distanza.

Ti starai chiedendo: “Va bene, ma questo batterio come fa a muoversi? Ha le gambe?”. Una specie, infatti la spirocheta può muoversi attraverso la cute grazie a dei filamenti che quando si contraggono consentono al batterio di “camminare”.

La zecca può essere così piccola da non dare segno di sé se non indirettamente. Quello che succede come prima cosa è una reazione infiammatoria locale nella zona del morso, e quindi d’entrata del batterio (eritema migrante), che è quindi la prima manifestazione visibile dell’infezione.

Dopo di che, dopo un tempo variabile fino ai 30 giorni, la spirocheta può migrare attraverso i vasi linfatici o sanguigni verso altri organi o altre sedi cutanee.

I sintomi

La malattia di Lyme si manifesta con dei sintomi precoci e con manifestazioni più tardive. Di solito tra i sintomi iniziali e quelli tardivi la persona è asintomatica, cioè sta soggettivamente bene.

Le fasi della malattia sono 3:

  • Infezione iniziale localizzata o cutanea
  • Infezione iniziale disseminata
  • Infezione tardiva persistente

Infezione iniziale localizzata (o cutanea)

Il primo segno della malattia è l’eritema migrante, una macchia rotondeggiante e rossastra con il centro più chiaro che compare dopo giorni dal morso della zecca. L’eritema è piano (a volte anche leggermente rilevato) e spesso lo possiamo vedere sulle braccia o sulle gambe, cosce, inguine e ascelle. L’area di rossore poi tende a ingrandirsi, lasciando più pallida la zona compresa fra il centro e i contorni, tanto che il tipico aspetto dell’eritema si è guadagnato il pittoresco nome di rash a “occhio di bue” per descrivere bene il centro rosso più scuro, la periferia più chiara e di nuovo i contorni rosso scuro.

L’eritema non fa male nella maggior parte dei casi, a volte però può prudere e senza il trattamento sparisce spontaneamente in 3-4 settimane.

Infezione iniziale disseminata

Dopo la comparsa dell’eritema, la spirocheta comincia a diffondersi a distanza prendendo la via dei vasi linfatici o sanguigni e provocando sintomi che dipenderanno da quale area del corpo verrà colpita. Ci possono essere:

  • Sintomi cutanei: la metà delle persone sviluppa delle lesioni, più piccole dell’eritema migrante e senza l’aspetto tipico.
  • Sintomi “simil-influenzali”: stanchezza, mal di testa, febbre, dolore alle ossa e ai muscoli. La stanchezza e il malessere possono durare diverse settimane, inoltre se l’eritema migrante non è presente (può capitare) questi sintomi possono mimare una vera e propria influenza e quindi è difficile fare diagnosi subito della malattia di Lyme.
  • Sintomi neurologici: il 15% delle persone sviluppa un coinvolgimento del sistema nervoso (cervello e nervi periferici) a causa della diffusione dell’infiammazione a questo livello. Ci possono essere meningiti (infiammazione delle meningi), meningo-encefaliti (infiammazioni miste delle meningi e del cervello) oppure infiammazioni dei nervi periferici.
  • Sintomi cardiaci: nell’8% delle persone si possono avere delle alterazioni della conduzione elettrica del cuore (come i cosiddetti blocchi atrio-ventricolari).

Infezione tardiva persistente

Se la malattia di Lyme iniziale non si cura, allora dopo mesi o addirittura anni dall’infezione (dalla comparsa dell’eritema migrante) una grossa fetta di persone può sviluppare le manifestazioni croniche a carico di:

  • Articolazioni: il 60% va incontro ad artriti intermittenti soprattutto del ginocchio che si gonfia e può diventare caldo.
  • Cute: compaiono delle lesioni rosso-violacee della pelle che rispondono agli antibiotici (acrodermatite cronica atrofica).
  • Sistema nervoso: polineuropatia o encefalopatia cronica.

 La diagnosi e a chi rivolgersi

L’eritema migrante è il primo segno di malattia e interessa la pelle, per questo motivo è possibile che il percorso diagnostico inizi nello studio del dermatologo (preceduto dalla visita del medico di medicina generale che prescrive i vari accertamenti del caso).

La diagnosi è clinica nella fase iniziale, ed è supportata dagli esami di laboratorio e da quelli strumentali per escludere che siano coinvolti altri organi.

  • Diagnosi clinica: si basa sul riscontro dell’eritema migrante accompagnato dal racconto di una scampagnata o comunque di un periodo passato all’aria aperta e la presenza dei sintomi simil-influenzali.
  • Diagnosi sierologica: si ricercano gli anticorpi contro la spirocheta.
  • Diagnosi strumentale: per studiare lo stato di salute di cuore, cervello e articolazioni.

La cura

 La cura della malattia di Lyme si concentra sull’eliminazione della spirocheta che, essendo un batterio, è sensibile agli antibiotici, meglio se utilizzati subito nella fase iniziale dell’infezione.

Agli antibiotici possono essere aggiunti altri farmaci o manovre utili per alleviare i sintomi associati, come antiinfiammatori, corticosteroidi, artrocentesi.

Come si può previene

 La zecca, una volta attaccata alla pelle, rimane lì per un po’ di giorni a pasteggiare con il sangue dello sventurato e la trasmissione di B. burgorferi non avviene prima di 36 ore dal morso. Con queste premesse possiamo attuare alcuni piccoli accorgimenti per prevenire il morso e la propagazione dell’infezione.

Per prevenire l’esposizione alla zecca e al morso:

  • Evitare di addentrarsi in percorsi o sentieri naturali non tracciati o normalmente non battuti.
  • Proteggere braccia e gambe quando possibile, ad esempio indossando maniche lunghe o infilando i pantaloni dentro le scarpe o calzini.
  • Applicare repellenti con dietiltoluamide (con molta cautela nei bambini piccoli per le possibili reazioni tossiche, e comunque sempre sotto il controllo del medico).

Per prevenire la diffusione dell’infezione da Borrelia:

  • Attenta ispezione delle aree più colpite (braccia, cosce, ascelle e inguine sono le più frequenti) alla ricerca della zecca.
  • Pronta rimozione. Può ovviamente prevenire l’infezione ma attenzione: la zecca non deve essere schiacciata tra le dita né tirata perché si rischia in questo modo l’effetto contrario, e cioè la diffusione dell’infezione. La zecca deve essere gradualmente estratta con una pinza, stando molto attenti a non esercitare troppa forza o tensione e pulendo la zona colpita con alcol per mantenere una disinfezione adeguata.

Fonti| Manuale MSD per professionisti

Medico-Chirurgo, specializzanda in Anestesia-Rianimazione, Terapia intensiva e del dolore, ha lavorato per diversi anni negli ambulatori di Medicina Generale. Nella pratica altro…
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