Mangia bene e sano e anche la tua salute mentale potrebbe migliorare

L’uomo è ciò che mangia. È l’aforisma sul cibo più citato di sempre ed è anche quello più vero. E lo conferma un recente studio che ha dimostrato che la dieta non solo influenza la tua salute in generale, ma anche il tuo benessere psicologico. Attenzione dunque all’alimentazione tua e dei tuoi bambini.
Valentina Rorato 23 Ottobre 2021
* ultima modifica il 23/10/2021

Ci sono giorni, stressanti e magari pieni di appuntamenti importanti, in cui pensi solo a una cosa: magiare. Mangiare non per nutrirsi o per fame, ma per sentirsi più tranquilli e sereni. È sufficiente infilarsi in bocca un cioccolatino, fare merenda con una fetta di torta o bere un bel caffè per darti l’idea di stare meglio. È un errore, perché se è vero che i dolci possono sembrarti confortanti, è anche vero che possono effettivamente alterare ulteriormente il tuo umore e il tuo benessere mentale. E non in meglio.

Uno degli ultimi studi sull'argomento, condotto da un team internazionale di ricercatori in neuroscienze, psichiatria e psicologia pubblicato sulla rivista European Neuropsychopharmacology, ha dimostrato che la dieta influenzava la salute mentale e il benessere. Questa ricerca punta il dito contro le diete ricche di grassi e povere di carboidrati e la carenza di vitamina B12.

La serotonina è un neurotrasmettitore che aiuta a regolare il sonno e l'appetito, regola l'umore e inibisce il dolore. Poiché circa il 95% della tua serotonina è prodotta nel tuo tratto gastrointestinale e il tuo tratto gastrointestinale è rivestito da cento milioni di cellule nervose, o neuroni, ha senso che il funzionamento interno del tuo sistema digestivo non solo ti aiuti a digerire il cibo, ma guidi anche le tue emozioni", scrivono gli esperti della Harvard Medical School.

"C'è un numero crescente di dati che mostrano un legame tra una cattiva alimentazione e il peggioramento dei disturbi dell'umore, tra cui ansia e depressione", riferisce Suzanne Dickson (Università di Göteborg, Svezia), tra gli autori dello studio pubblicato all'interno dell'European Neuropsychopharmacology .

Tra gli alimenti che più probabilmente influenzeranno il tuo umore, ci sono sicuramente i cibi ricchi di grassi, ma anche di zuccheri raffinati. Questi potrebbero essere favorevole alla l'iperattività. "Oltre a peggiorare la regolazione dell'insulina nel tuo corpo, promuovono anche l'infiammazione e lo stress ossidativo  Molti studi hanno trovato una correlazione tra una dieta ricca di zuccheri raffinati e una funzione cerebrale compromessa – e persino il peggioramento dei sintomi dei disturbi dell'umore , come la depressione”. E allora che cosa mangiare?

Devi seguire i principi della Dieta Mediterraneae fare il pieno di verdure, condite possibilmente con olio d'oliva, ma anche di frutta secca e fare in generale scelte più salutari a tavola tutti i giorni. Il rischio di depressione sarebbe inferiore dal 25 al 35% nei seguaci di questa dieta. “Le diete chetogeniche prescritte e monitorate dal medico sono utili in caso di epilessia; un deficit di vitamina B12, contenuta in cibi di derivazione animale, è associato ad affaticamento, depressione, calo della memoria; la nutrizione in gravidanza ha conseguenze a lungo termine sulla funzione cognitiva del bambino”, ha aggiunto la Dickson. “È però molto più difficile provare quel che succede con il consumo di uno specifico alimento: il cibo non è un farmaco, è complicato studiare ed estrapolare l’effetto di un singolo elemento sul benessere e la funzionalità mentale. È possibile che in molti casi le conseguenze siano minime e difficili da rilevare o che modifiche metaboliche dettate da differenze genetiche rendano alcuni più suscettibili ai cambiamenti della dieta: di certo la psichiatria nutrizionale è un nuovo campo di ricerca e non ci sono dubbi che l’alimentazione condizioni la salute mentale, ma bisogna essere molto cauti nel saltare a conclusioni dicendo che un cibo abbia uno specifico effetto”.

Fonte | "Nutritional psychiatry: Towards improving mental health by what you eat" studio pubblicato su European Neuropsychopharmacology

Le informazioni fornite su www.ohga.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.