Mononucleosi, cos’è e come si cura la “malattia del bacio” quando colpisce gli adulti

La mononucleosi è un’infezione virale che comporta sintomi come mal di gola e ingrossamento del linfonodi, raramente febbre. Di solito colpisce i bambini e gli adolescenti, ma puoi contrarla anche se sei adulto, anche senza accorgertene. Vediamo come curare questa malattia di solito benigna e quali possono essere le complicanze.
Paola Perria 20 ottobre 2018
* ultima modifica il 15/01/2020
Con la collaborazione del Dott. Albert Kasongo Medico vaccinatore presso il Centro medico Santagostino di Milano

Forse conosci la mononucleosi come “malattia del bacio”, perché si trasmette anche attraverso la saliva, e magari pensi che si “prenda” solo da bambini o, al più, da adolescenti. Ma attenzione, è una malattia infettiva contagiosa che colpisce anche in età adulta con un’incubazione più lunga e talvolta sintomi più sfumati. Potresti anche contrarre la mononucleosi senza accorgertene, e sviluppare gli anticorpi che ti permetteranno di non ammalarti più. Senso di spossatezza, ingrossamento dei linfonodi di collo e ascelle e, a volte, febbre, o anche febbre alta, si manifestano soprattutto in chi ha un'età più giovane, ma potresti comunque avvertire qualcuno di questi disturbi. Se poi noti anche eruzioni cutanee, tonsille gonfie e mal di testa, dovresti recarti dal medico senza esitazioni.

In ogni caso, la mononucleosi passa da sola. Quello che puoi fare è assumere farmaci antipiretici per abbassare la febbre e mantenerti idratato con acqua, infusi e brodo vegetale per favorire l'eliminazione più rapida del virus. Non esiste insomma una vera e propria cura, ma dovresti comunque prenderti cura di te, anche per evitare le possibili, sebbene rarissime, complicanze.

Cos'è la mononucleosi

Di che patologia si tratta? La mononucleosi è un'infezione virale che colpisce soprattutto la gola e linfonodi del collo, provocata per lo più dal virus Epstein Barr, della famiglia degli Herpes virus, quindi affine alla varicella e al Fuoco di Sant'Antonio.

Contagio e trasmissione della mononucleosi

Come abbiamo detto, il contagio avviene da persona infetta e persona sana attraverso la saliva, ma non solo. Un po’ come accade per il raffreddore o l’influenza, altri comuni modi per contagiarsi coinvolgono le vie aeree superiori. Basta che qualcuno che abbia contratto il virus starnutisca, tossica o anche solo respiri a bocca aperta molto vicino a te perché minuscole goccioline della sua saliva arrivino alle tue mucose nasale o della bocca, e i germi “passino” nel tuo organismo.

I sintomi della mononucleosi

La mononucleosi ha un tempo di incubazione abbastanza lungo per una malattia virale: parliamo di 10-15 giorni nei bambini, e dalle 4 alle sei settimane negli adulti. La malattia non è contagiosa nel periodo di incubazione, lo è invece quando i sintomi sono già evidenti. Si annuncia con sintomi caratteristici che negli adulti possono però, essere molto “deboli”, tanto da passare praticamente inosservati. In questo caso la mononucleosi può essere del tutto asintomatica. Potresti comunque sperimentare tutti o alcuni di questi disturbi:

  • Senso di spossatezza
  • Stanchezza cronica
  • Febbre
  • Linfonodi del collo e delle ascelle ingrossati
  • Mal di gola, tonsille infiammate
  • Mal di testa
  • Ingrossamento della milza
  • Eruzioni cutanee

Non è raro che i bambini contraggano la mononucleosi. Può capitare che tuo figlio, soprattutto se molto piccolo, si porti alla bocca dei giochi contaminati e si infetti a sua volta. È invece piuttosto frequente che tu non te ne accorga, perché i sintomi saranno davvero leggeri. Anzi, il più delle volte non ne compare nessuno. E per mettere a tacere anche una tua eventuale paura è bene sottolineare che la mononucleosi per i neonati non è pericolosa e sicuramente non è mortale.

, mentre se sei adulto, come ti dicevo potresti anche solo sentirti molto stanco e avere un po’ di mal di gola per qualche tempo, senza minimamente dar peso a questa condizione, che magari bolleresti come debolezza passeggera. In ogni caso tonsille ingrossate, febbre e mal di gola tendono a passare prima rispetto all’ingrossamento dei linfonodi e al senso di spossatezza, che possono perdurare per settimane. Se ti senti così, forse sarebbe il caso di farti controllare dal medico, che ne dici?

Le complicazione della mononucleosi

Te lo dico perché se è vero che la mononucleosi in sé è una malattia non più preoccupante di un’influenza, le sue complicanze possono, invece, dar luogo a seri problemi. Tra le principali complicanze, infatti, si segnalano (seppur, va detto per tua tranquillità, si tratta di evenienze alquanto improbabili a meno che tu non sia molto anziano e abbia già un fisico debilitato):

  • Ingrossamento della milza con possibilità di rottura
  • Patologie del fegato tra cui epatite e ittero (colorazione giallastra della pelle e del bianco degli occhi per un accumulo di bilirubina nel sangue)
  • Anemia
  • Trombocitopenia (carenza di piastrine nel sangue con conseguenti problemi di coagulazione dello stesso)
  • Complicanze a carico del sistema nervoso, tra cui meningite e encefalite
  • Miocardite (infiammazione del miocardio, il tessuto che riveste il cuore)
  • Ingrossamento delle tonsille che può creare problemi di respirazione

Come si cura la mononucleosi

Bè, a dirtela tutta, non esiste una specifica cura per la mononucleosi, puoi alleviare i sintomi assumendo farmaci sintomatici, come antipiretici per abbassare la febbre, se elevata. In genere questa malattia è di origine virale è quindi non servono antibiotici, ma passa da sola nel giro di una decina di giorni. Durante questo periodo devi aiutare il tuo sistema immunitario a neutralizzare il virus stando a riposo, idratandoti il giusto (quindi bevi molto e assumi liquidi come brodi, tè e tisane, spremute di frutta), e alimentandoti con cibi nutrienti ma leggeri.

Se, però, dovesse subentrare un’infezione batterica – per lo più da streptococco – che comporti una tonsillite con placche o una sinusite, dovrai curarti con gli antibiotici. Quando puoi ritornare alla tua vita di sempre? Come ti anticipavo, nel giro di una decina di giorni dovresti aver superato alla grande l’infezione. Tuttavia, potresti avvertire ancora qualche “strascico” per un tempo più lungo, come il senso di spossatezza ad esempio. Non ti preoccupare e cerca di riprendere le tue solite attività per gradi, senza costringerti a fare tutto di fretta, anche perché per un certo periodo potresti a tua volta contagiare il virus.

Approfitta della mononucleosi per riposarti un po’. Qualche volta il nostro corpo si ammala di comuni infezioni per chiedere “tregua” da ritmi di vita troppo frenetici.

Quanto tempo dura la mononucleosi

Tolto il periodo di incubazione, che può essere di circa un mese per gli adulti e di 10 o 15 giorni per i bambini, quanto dura di preciso la mononucleosi? Si potrebbe dire che la malattia vera e propria, tra fase iniziale e acuta, dura più o meno tra i 20 giorni e un mese. Dopodiché ti servirà ancora un periodo per riprenderti completamente. Ma vediamo le tempistiche più nel dettaglio.

Quanto tempo dura la fase acuta

La fase acuta dura all'incirca 15 giorni. Si tratta del momento in cui compaiono i sintomi più severi, come linfonodi ingrossati, febbre, possibili eruzioni cutanee e ingrossamento della milza. Questo stadio è però preceduto dalla fase iniziale, che ha una durata di una o due settimane e che può essere anche asintomatica, oppure presentare manifestazioni più lievi come spossatezza, mal di gola e qualche prima linea di febbre.

Quanto tempo serve per guarire

Una volta terminata la fase acuta, puoi considerarti guarito dalla mononucleosi. In termini di giorni, si può dire che più o meno nell'arco di 20 o 30 la malattia scompare. A questo punto però dovrai fare i conti il suo lascito, che di solito è una stanchezza abbastanza persistente e che può proseguire ancora per settimane, se non per mesi. Molto dipende dalle tue condizioni di salute, dalla tua forma fisica e dalla capacità che ha il tuo corpo di recuperare le energie.

La prevenzione della mononucleosi

Quanto al discorso prevenzione, come ti ho spiegato il virus Epstein-Barr si trasmette da soggetto infetto a soggetto sano attraverso la saliva. Quindi, se pensi di non aver mai contratto l’infezione e sai di qualcuno che è ammalato, limita i contatti intimi e non scambiarti bicchieri, posate o spazzolini. Detto questo… non puoi fare molto altro, anche perché non esiste un vaccino per immunizzarti dalla mononucleosi. Del resto potresti anche avere nel tuo corpo già gli anticorpi della malattia perché te la sei presa anni fa senza rendertene conto… vai a sapere!

La mononucleosi può tornare?

Sì, la mononucleosi può riattivarsi. Il virus infatti, una volta contratto, non se ne va mai dal tuo corpo. Si rintana all'interno dei linfociti B, un sottogruppo dei globuli bianchi, tenuto in uno stato di quiescenza dal tuo sistema immunitario. In poche parole, dorme. Se però le tue difese subiscono un improvviso abbassamento, l'antigene potrebbe ricominciare a replicarsi e quindi ricomparire l'infezione. Una situazione che si verifica in caso di stress, di altre malattie virali che hanno indebolito il tuo organismo o di terapie immunosoppressive.

In ogni caso, diventa un reale problema solo quando il sistema immunitario inizia ad attaccare la tiroide. Potrebbe accadere, perché le molecole infette si mimetizzano con le cellule della tiroide e i tuoi anticorpi potrebbero confondersi. È una delle cause delle malattie autoimmuni della tiroide, ma può essere tenuta sotto controllo grazie all'osservazione medica e alle giuste terapie.

Cosa puoi fare in caso di mononucleosi?

In caso di mal di gola che non guarisce, di ingrossamento linfonodale e altri sintomi quali quelli che ti ho descritto, vai dal tu medico e fatti visitare. Se esiste il sospetto di mononucleosi, perché ricordi di non aver già avuto la malattia da piccolo, devi solo averne la certezza con un test del sangue che serve a rilevare gli anticorpi del virus. Se presenti, significa che hai contratto l’infezione e se anche i tuoi globuli bianchi sono più della norma, vuol dire che la malattia è in stadio acuto. Che fare?

Il parere dell'esperto

Abbiamo chiesto al dottor Albert Kasongo, medico vaccinatore presso il Centro medico Santagostino di Milano, quanto duri la mononucleosi e quale sia la cura più indicata:

"La durata della mononucleosi può variare da persona a persona. Di norma, il periodo di incubazione dura all'incirca un mese. Dopodiché c'è una fase iniziale che permane per circa 10-14 giorni, dove i sintomi sono molto blandi: non vi sono delle manifestazioni specifiche, ma più un malessere generale, stanchezza e febbricola. A questo punto inizia però la fase acuta vera e propria che può impiegare anche un paio di settimane prima di esaurirsi. Anche una volta che si guarisce, però, la stanchezza può permanere ancora per diverse settimane. 

Non esiste una terapia specifica, proprio perché non vi sono sintomi che in medicina si chiamano patognomici, ovvero che identificano con chiarezza la patologia. Nel caso della mononucleosi si procede quindi con antinfiammatori per lenire il dolore e i fastidi diffusi, uniti agli antiepiretici per abbassare la febbre. Dopodiché, bisogna aspettare che passi. Questi farmaci infatti non mirano a trattare direttamente la malattia, ma solo a migliorare il benessere del paziente".

(Ultima modifica di Giulia Dallagiovanna, il 27/11/2019)

Fonti| Humanitas; Istituto Mario Negri

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