Mononucleosi: cos’è, come curare e riconoscere in adulti e bambini “la malattia del bacio”

La mononucleosi è una malattia infettiva causata dal virus Epstein-Barr (EBV) e si diffonde attraverso la saliva, per questo è conosciuta come “la malattia del bacio”. La durata dell’infezione è imprevedibile: in alcuni casi faticherai addirittura a notare i sintomi, che saranno molto lievi, in altre occasioni invece l’infezione può durare diverse settimane e possono volerci anche più mesi per guarire completamente dagli strascichi. In ogni caso, non si tratta di una malattia grave e le complicazioni sono molto rare.
Alessandro Bai 16 Giugno 2020
* ultima modifica il 19/05/2021
Con la collaborazione del Dott. Albert Kasongo Medico vaccinatore presso il Centro medico Santagostino di Milano

La mononucleosi è una malattia infettiva causata dal virus di Epstein-Barr (EBV) e si manifesta principalmente nei ragazzi, anche se puoi contrarla a tutte le età. Potresti già conoscerla come “malattia del bacio”: viene infatti chiamata così perché si trasmette attraverso la saliva. Sono soprattutto bambini e adolescenti ad essere colpiti da questa patologia, che può comunque contagiare anche gli adulti. Se ad ammalarsi è un neonato, invece, sarà più difficile accorgerti dei sintomi. In ogni caso, è possibile che tu contragga la mononucleosi senza rendertene conto, sviluppando gli anticorpi che ti permetteranno di non ammalarti più.

Potresti aver preso la mononucleosi se ti senti spossato, se noti un ingrossamento dei linfonodi del collo e delle ascelle e, a volte ma non sempre, se ti viene la febbre, magari anche alta. Se insieme a questi sintomi hai anche un’eruzione cutanea, le tonsille gonfie e il mal di testa, allora dovresti recarti dal medico senza esitazioni.

Il tempo di incubazione della mononucleosi è abbastanza lungo per una malattia virale: ciò significa che potresti iniziare a notare dei primi sintomi lievi per un periodo che va dai 7 ai 15 giorni, prima di una seconda fase caratterizzata da sintomi più importanti, che dura 10-15 giorni nei bambini e dalle 4 alle 6 settimane negli adulti. Nel periodo di incubazione non corri il rischio di trasmettere il virus ad altre persone; la malattia è contagiosa quando i sintomi sono già evidenti.

Cos'è

La mononucleosi è una malattia infettiva molto contagiosa che si trasmette attraverso la saliva, motivo per cui è conosciuta anche come "malattia del bacio". Si tratta di un'infezione provocata dal virus di Epstein-Barr, più diffusa negli adolescenti ed adulti compresi tra i 15 e i 35 anni ma presente anche nei bambini. Come vedremo, in molti casi la mononucleosi può essere asintomatica o manifestarsi con sintomi lievi destinati a sparire in poco tempo, mentre più raramente può accadere che gli effetti della malattia possano durare più a lungo o portare a delle complicanze.

Sintomi

La mononucleosi si annuncia con linfonodi ingrossati nel collo e nelle ascelle, mal di gola, debolezza diffusa e, talvolta, febbre. Nella maggior parte dei casi la malattia è lieve e potrai facilmente risolverla con un trattamento minimo. Possono capitare casi di mononucleosi senza febbre, che potrebbero farti pensare a una tonsillite batterica da curare con l’antibiotico. Se commetti questo errore, però, potresti veder comparire sulla pelle un rash cutaneo.

Generalmente, l'infezione non è grave e di solito scompare da sola in massimo 1-2 mesi. Durante questo periodo potresti comunque avvertire tutti o alcuni di questi sintomi:

Quanto dura

Tieni presente che la durata della mononucleosi è variabile e può dipendere da caso a caso. A volte potresti fare fatica persino ad accorgerti dell’infezione, perché dopo il lungo periodo di incubazione, che negli adulti può durare anche più di un mese, potresti iniziare ad avvertire dei sintomi molto lievi, accompagnati da febbricola e malessere generale per una o 2 settimane. Se in questa fase il tuo sistema immunitario non riesce a debellare l'infezione, allora comincerà la fase acuta della mononucleosi, che è caratterizzata da sintomi più importanti, come la presenza di placche sulle tonsille, e che può durare altri 15 giorni.

In tutto, per guarire completamente dalla mononucleosi ci vorranno diverse settimane, ma in alcuni casi dovrai attendere anche alcuni mesi prima che scompaiano tutti gli effetti dell'infezione: per esempio, per un po' di tempo potresti continuare a sentirti molto stanco dopo uno sforzo fisico.

Cause

La mononucleosi è causata dal virus di Epstein-Barr (EBV), che appartiene alla famiglia degli herpesvirus, e si diffonde attraverso il contatto diretto con la saliva. Questo significa che è sufficiente che qualcuno che abbia contratto il virus starnutisca, tossica o anche solo respiri a bocca aperta molto vicino a te perché minuscole goccioline della sua saliva arrivino alle tue mucose nasali o della bocca, e i germi arrivino nel tuo organismo.

Se sei un adolescente o un adulto, l’infezione potrebbe causare sintomi poco evidenti e potresti sentirti molto stanco o avere un semplice mal di gola per qualche tempo, trascurando questi segnali e considerandoli passeggeri. Se ad aver contratto la mononucleosi è il tuo bambino, magari portandosi alla bocca giocattoli già contaminati, potresti addirittura faticare a riconoscerla, visto che nei più piccoli il virus di solito non provoca sintomi. In ogni caso non devi preoccuparti eccessivamente: ricorda che la mononucleosi non è una malattia pericolosa né mortale.

Diagnosi

Sarà il tuo medico a fare la diagnosi della mononucleosi, riconoscendone i sintomi tipici ed escludendo patologie più gravi con manifestazioni simili come l’infezione da citomegalovirus. Il medico ti misurerà la temperatura e ti controllerà le ghiandole del collo, delle ascelle e dell'inguine. Infine ti prescriverà gli esami del sangue per individuare gli anticorpi specifici del virus EBV ed eventuali anomalie. Ad esempio, un elevato numero di globuli bianchi potrebbe confermare che c’è un’infezione in corso.

Gli esami previsti sono:

  • Monotest: si tratta di un esame del sangue che determina i livelli di un altro gruppo di anticorpi che il tuo corpo è in grado di produrre quando sei infetto da EBV: sto parlando degli anticorpi eterofili. I risultati di questo test sono più validi quando vengono eseguiti tra le 2 e le 4 settimane dopo la comparsa dei sintomi della mononucleosi. A questo punto, avresti una quantità sufficiente di anticorpi eterofili per innescare una risposta positiva affidabile. Questo test non è sempre accurato, ma è facile da eseguire e generalmente avrai i risultati entro un'ora o meno.
  • Test per la ricerca degli anticorpi anti EBV: se il monotest risulta negativo, il medico potrebbe prescriverti un test per la ricerca degli anticorpi anti EBV che è in grado di rilevare la mononucleosi già a partire dalla prima settimana in cui si manifestano i sintomi.

Trattamenti

Devi sapere che non esiste un trattamento specifico per curare la mononucleosi infettiva. Tuttavia, il medico può prescriverti un farmaco corticosteroide (cioè a base di cortisone) se il gonfiore che presenti in gola e nelle tonsille è particolarmente intenso. Puoi ricorrere agli antinfiammatori, invece, per ridurre la febbre e l’infiammazione alla gola. Anche nei casi più seri, in 1-2 mesi al massimo, dovresti veder scomparire tutti questi sintomi.

Non esiste una cura specifica per la mononucleosi e la durata è variabile. Potrebbe passarti da sola in circa 10 giorni, altre volte possono volerci 1 o 2 mesi

Poiché questa malattia è di origine virale non dovrai assumere antibiotici: il più delle volte passerà da sola nel giro di una decina di giorni. Durante questo periodo devi aiutare il tuo sistema immunitario a neutralizzare il virus stando a riposo, idratandoti il giusto (quindi bevi molto e assumi liquidi come brodi, tè e tisane, spremute di frutta), e mangiando cibi nutrienti ma leggeri.

Complicazioni

La mononucleosi non è quasi mai una patologia seria e solo molto raramente può avere conseguenze significative. Le complicanze possono, invece, problemi più seri, ma per tua tranquillità va detto che si tratta di evenienze davvero improbabili a meno che tu non sia molto anziano o abbia già un fisico debilitato. Tra le principali complicanze possono esserci:

  • Ingrossamento della milza con possibilità di rottura
  • Patologie del fegato tra cui epatite e ittero (colorazione giallastra della pelle e delle sclere, cioè la parte bianca degli occhi, dovuto a un accumulo di bilirubina nel sangue)
  • Anemia
  • Trombocitopenia (carenza di piastrine nel sangue con conseguenti problemi di coagulazione dello stesso)
  • Complicanze a carico del sistema nervoso, tra cui meningite e encefalite
  • Miocardite (infiammazione del miocardio, il tessuto che riveste il cuore)
  • Ingrossamento delle tonsille che può creare problemi di respirazione

La mononucleosi può tornare?

No, la mononucleosi non può riattivarsi, dato che dopo la prima infezione il tuo organismo svilupperà un'immunità che dura per tutta la vita, impedendo così alla malattia di tornare. A volte, a distanza di settimane o mesi dai primi sintomi, potresti pensare che l'infezione stia tornando a colpire ma, come ti ho detto, questa sensazione dipende solo dalla durata piuttosto lunga che la mononucleosi può avere in alcuni casi, nei quali ci vuole molto tempo prima di giungere alla completa guarigione.

Mononucleosi in gravidanza

La mononucleosi non è pericolosa in gravidanza: se sei una donna incinta, quindi, la malattia non creerà problemi né a te né al tuo bambino. Potrebbe, però, esporti ad altre infezioni, essendo una malattia che compromette il sistema immunitario.

Il parere dell'esperto

Abbiamo chiesto al dottor Albert Kasongo, medico vaccinatore presso il Centro medico Santagostino di Milano, quanto duri la mononucleosi e quale sia la cura più indicata:

"La durata della mononucleosi può variare da persona a persona. Di norma, il periodo di incubazione dura all'incirca un mese. Dopodiché c'è una fase iniziale che permane per circa 10-14 giorni, dove i sintomi sono molto blandi: non vi sono delle manifestazioni specifiche, ma più un malessere generale, stanchezza e febbricola. A questo punto inizia però la fase acuta vera e propria che può impiegare anche un paio di settimane prima di esaurirsi. Anche una volta che si guarisce, però, la stanchezza può permanere ancora per diverse settimane. 

Non esiste una terapia specifica, proprio perché non vi sono sintomi che in medicina si chiamano patognomici, ovvero che identificano con chiarezza la patologia. Nel caso della mononucleosi si procede quindi con antinfiammatori per lenire il dolore e i fastidi diffusi, uniti agli antipiretici per abbassare la febbre. Dopodiché, bisogna aspettare che passi. Questi farmaci infatti non mirano a trattare direttamente la malattia, ma solo a migliorare il benessere del paziente".

(Scritto da Paola Perria il 20-10-2018
Modificato da Alessandro Bai il 19-5-2021)

FontiOspedale Bambino Gesù; Msd; Fondazione Veronesi

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