Neutrofili alti: sintomi, cause e quando preoccuparsi (anche in caso di linfociti bassi)

Non ci sono sintomi che identifichino la condizione di neutrofilia, ovvero l’aumento dei neutrofili nel tuo sangue. Questo perché le cause possono essere diversissime tra loro: da un’appendicite a un infarto o un linfoma. Inoltre, devi sapere che in alcuni periodi della tua vita, è normale che questo valore risulti alterato. Per queste ragioni, è sempre importante sottoporre al tuo medico il referto delle analisi del sangue.
Giulia Dallagiovanna 12 aprile 2019
* ultima modifica il 20/05/2019
Con la collaborazione del Dott. Mauro Martini Medico di medicina generale

Come fanno i globuli bianchi a combattere gli agenti patogeni esterni che minacciano il tuo organismo? Li mangiano. O almeno, questo è quello che fanno i neutrofili, il gruppo più numeroso all'interno della famiglia dei leucociti. Sono quelle cellule che si attivano soprattutto quando il pericolo arriva da un batterio o da un fungo, mentre per quanto riguarda i virus, preferiscono cedere il passo ai linfociti.

Le cause dei neutrofili alti possono quindi essere tantissime, da un'appendicite a una patologia molto seria, come un tumore o un infarto. Il valore viene monitorato attraverso gli esami del sangue, ma preso in considerazione da solo non significa nulla. Sarà il tuo medico a capire se sia il caso di preoccuparsi, guardando anche agli altri risultati e tenendo presente tutta la tua storia clinica o il periodo particolare che stai vivendo. È infatti normale riscontrare variazioni quando il tuo corpo deve affrontare un intenso stress psicologico o fisico, come durante una gravidanza o dopo il parto.

A cosa servono i neutrofili

I neutrofili sono la componente più numerosa dei globuli bianchi, presenti soprattutto nel sangue. Ne costituiscono circa il 50-70% e il tuo midollo osseo ne produce circa 100 miliardi ogni giorno. Questo perché devono proteggere il tuo corpo da eventuali agenti patogeni e perché la loro vita non ha una durata superiore alle 10 ore nel siero e può arrivare al massimo a pochi giorni nei tessuti, dove comunque la loro popolazione è minore. Lo loro funzione è quella di intercettare e distruggere sostanze potenzialmente pericolose. Per liberarsi di loro, attuano il meccanismo della fagocitosi: ingeriscono le particelle e le disintegrano.

I neutrofili si chiamano così perché negli esami di laboratorio reagiscono solo al contatto con coloranti neutri. Si tratta di cellule non più grandi di 12 micron e il loro nucleo è formato da più lobi, collegati fra loro da ponti sottilissimi. Una caratteristica particolare che è valsa loro il nome di polimorfonucleari. Vengono anche classificati come leucociti granulosi, perché nel loro citoplasma, cioè in quella sostanza che si trova fra la membrana cellulare e quella che riveste solo il nucleo, si possono notare delle fini granulazioni. Questi granuli contengono proteine che aiutano il sistema immunitario a combattere batteri e funghi. Gli altri lobuli bianchi di questo tipo sono gli eosinofili e i basofili.

I neutrofili alti

Per tenere monitorato il livello dei tuoi neutrofili, è sufficiente che effettui un esame del sangue. Tenendo presente che i valori riportati sul referto possono variare anche in base al laboratorio nel quale sono state effettuate le analisi, si può dire che i valori normali si aggirino attorno alle 4mila unità per millimetro cubo di liquido. Si parla invece di neutrofili alti, quando il conteggio supera le 8mila cellule per millimetro cubo. In gergo medico, questa condizione viene chiamata neutrofilia e si può assistere a un aumento che raggiunge anche le 30mila presenze nella circolazione periferica, cioè nei vasi che raggiungono arti inferiori e superiori.

La ragione dei neutrofili alti è solitamente uno stato infettivo acuto provocato da un batterio o da un fungo. Il tuo midollo osseo inizierà a produrne in quantità maggiori quando capirà che è necessario affrontare una minaccia esterna e rientrerà nei ranghi una volta cessato il pericolo. Ecco perché si può assistere a un picco di presenze durante la fase più acuta dell'infezione e, successivamente, a una progressiva riduzione della concentrazione. Può però anche esserci un'origine non infettiva alla base del valore alterato, ad esempio un infarto o una forma di anemia.

Le cause dei neutrofili alti

Un valore alto dei neutrofili nel sangue può essere il segnale di un'appendicite, di stress, ma anche tu un'emorragia o di un tumore. L'emocromo si limita a indicare la cifra dei leucociti, ma non le ragioni del loro aumento (o diminuzione). Per questo motivo, dovrai sempre sottoporre il referto al tuo medico e lasciare che valuti se nel tuo caso siano necessari ulteriori accertamenti. Proviamo comunque a capire insieme quali sono le cause più comuni dei neutrofili alti.

Una prima ragione è, come ti dicevo prima, di natura infettiva. Quando un batterio o un fungo riesce a provocare un'infezione nel tuo organismo, il midollo aumenta la produzione di neutrofili, soprattutto durante la fase acuta e quando la zona interessata è ben localizzata, come in caso di:

  • ascessi: accumulo di pus in una zona circoscritta, una cavità neoformata come un foruncolo, causata da un'infiammazione
  • flemmoni: una dispersione di pus provocata da un'infiammazione acuta o subacuta del tessuto connettivo sottocutaneo
  • empiemi: accumulo di pus in una cavità preformata, come l'utero o la cavità toracica
  • appendicite acuta: un'irritazione, infiammazione e infezione dell'appendicite vermiforme, quel tubulo che origina dall'intestino cieco

L'origine può però anche essere un problema di salute più serio. Sia un'infezione come la setticemia, che un'infiammazione come una malattia intestinale (morbo di Crohn o colite ulcerosa), un ictus, una coronopatia o un'artrite reumatoide. Sono poi anche un segnale che potrebbe esserci una neoplasia in corso. Può trattarsi di leucemia, ma anche di carcinomi con metastasi alle ossa o linfomi.

Se poi la causa non è infettiva, allora si apre un diverso insieme di ipotesi. In particolare potrebbe trattarsi di un'infiammazione, o flogosi, dovuta alla necrosi di alcuni tessuti, come in casi di ustione o infarto. Ma può anche essere la conseguenza di un intervento chirurgico o di un trauma: anche un forte stress può infatti determinare l'aumento dei neutrofili nel sangue.

Infine, alcune forme di anemia, cioè di carenza di ferro a livello patologico, possono produrre l'incremento di queste cellule. Nello specifico, l'anemia emolitica, quella emorragica e la megaloblastica. In generale, come potrai facilmente immaginare, un disturbo che riguarda il sangue, come un'emopatia ma anche un'emorragia, provoca un'alterazione nei valori che emergono dall'emocromo.

I sintomi dei neutrofili alti

Non ci sono sintomi che identifichino esattamente la neutrofilia. Le manifestazioni fisiche cambieranno in base alla patologia o al problema di salute che ha provocato l'aumento dei neutrofili. In generale, però, un controllo potrebbe essere effettuato quando hai la percezione di un malessere diffuso, magari con mal di testa o con febbre, possibile segnale di uno stato infiammatorio o infettivo in corso. Un discorso simile vale anche per le cure: sarà il tuo medico a identificare con precisione di quale disturbo si tratti e quali sono i farmaci o le terapie più adatte per intervenire.

Neutrofili alti in gravidanza e nei bambini

Durante la gravidanza, è necessario aumentare l'attenzione nei confronti dei segnali che invia il tuo corpo e informare sempre il tuo medico e il tuo ginecologo di ogni variazione dalla norma. Alcune alterazioni sono però fisiologiche e dovute all'importante carico di stress al quale stai andando incontro. Tra queste, c'è anche l'aumento dei neutrofili. In generale, è l'intero volume del tuo sangue, influenzato da quello di plasma e globuli rossi, a crescere di circa il 40% nel corso dei nove mesi. Uno squilibrio che provoca una sorta di reset anche nei globuli bianchi, che possono arrivare anche a 7mila per millimetro cubo, se non addirittura oltrepassare questa soglia.

In alcuni periodi della tua vita, un aumento dei neutrofili è fisiologico

Altre ragioni di aumento fisiologico dei neutrofili sono invece legate a periodi di stress intenso, al ciclo mestruale o al parto e, in generale, a un eccessivo sforzo fisico. Per quanto riguarda un bambino, invece, è bene sapere che i globuli bianchi possono risultare più alti della norma durante i primi due anni di vita. In ogni caso, sarà il pediatra a dover tenere monitorato questo valore, anche perché le possibili cause sono davvero troppe per potersi lasciare andare a una diagnosi fai da te. Perciò, prima di allarmarti, contatta il vostro specialista di fiducia.

Come si trattano i neutrofili alti

Per il trattamento dei neutrofili alti è necessario che il tuo medico abbia individuato la causa che ha scatenato il problema. Sarà infatti diverso l'intervento per una forma di anemia, rispetto a quello per un'appendicite o per un tumore. Ecco perché non dovresti mai affidarti a diagnosi fai da te, ma seguire i consigli di una persona specializzata.

Neutrofili alti e linfociti bassi

Come ti dicevo prima, i neutrofili sono un gruppo che appartiene all'insieme più grande dei globuli bianchi. Assieme a loro ci sono anche i basofili, gli eosinofili, i monociti e l'altra grande famiglia, quella dei linfociti. Ciascuno di loro è addetto alla difesa del tuo organismo e ha un preciso bersaglio da colpire, all'interno di una gamma davvero vasta che va da una banale allergia o influenza a una forma di leucemia o di tumore.

In caso di neutrofili alti, ad esempio, avrai probabilmente notato che i linfociti risultano invece più bassi. Una relazione in realtà piuttosto nomale. I primi infatti reagiscono contro i batteri e i funghi, mentre i secondi sono addetti al contrasto dei virus. È un po' come quando ti si intasa il rubinetto: chiamerai l'idraulico e non l'elettricista, pur avendo, durante la tua vita, bisogno di entrambe le competenze. Ecco, il tuo sistema immunitario è quello che si occupa di chiamare i professionisti più adatti per il tipo di lavoro che dev'essere svolto, mentre il tuo midollo osseo ne è il produttore.

Il parere dell'esperto

Abbiamo chiesto al dottor Mauro Martini, medico di Medicina generale con oltre trent’anni di esperienza, se vi fosse una differenza fra i valori dei neutrofili e quelli dei linfociti:

I neutrofili rappresentano la famiglia più grossa all’interno del gruppo dei globuli bianchi, assieme ai linfociti. Di solito i primi aumentano in modo significativo quando è in corso una forma di tipo batterica, mentre i secondi in caso di infiammazione derivante da un virus. Poi naturalmente, bisogna studiarli prendendo in considerazione anche il resto dei globuli bianchi e gli altri valori del sangue.

Fonti| Humanitas; Ospedale pediatrico Bambin Gesù

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