Niente più iniezioni: per i diabetici il futuro potrebbero essere le tavolette di insulina che si sciolgono in bocca

Un team di ricercatori dell’Università della British Columbia ha messo a punto un metodo tanto nuovo quanto rivoluzionario per la cura del diabete che prevede l’assunzione di insulina non attraverso le classiche iniezioni ma tavolette che si sciolgono una volta poste tra la gengiva e la guancia. Al momento la tecnologia è stata sperimentata solo sui topi ma se venisse confermata anche sull’uomo aprirebbe importanti scenari per più di 9 milioni di diabetici nel mondo.
Kevin Ben Alì Zinati 12 Settembre 2022
* ultima modifica il 12/09/2022

Assumere insulina attraverso tavolette orali e non più con un’iniezione.

L’approccio per curare il diabete su cui sta lavorando un gruppo di ricercatori dell’Università della British Columbia è tanto nuovo quanto rivoluzionario.

Fino ad oggi per assumere l’ormone responsabile della regolazione delle quantità di zuccheri nel sangue servono un ago e una siringa che inietta insulina direttamente nell’organismo di una persona affetta da diabete.

I ricercatori americani, invece, hanno messo a punto un nuovo metodo sperimentale per liofilizzazare ed essiccare a spruzzo insulina incapsulandola in tavolette da assumere per via orale.

Ma non si tratta di una compressa fatta per la deglutizione: l’idea che hanno descritto su Nature è quella di far dissolvere la tavoletta di insulina una volta posizionata tra la gengiva e la guancia.

“Siamo sulla strada giusta nello sviluppo di una formulazione di insulina che non avrà più bisogno di essere iniettata prima di ogni pasto. Questo migliorerà la qualità della vita, così come la salute mentale, di oltre 9 milioni di diabetici di tipo 1 in giro il mondo hanno dichiarato i ricercatori in una nota stampa dell’Ateneo.

Assumere insulina per via orale non è per nulla semplice. Come proteina, infatti, l’insulina viene degradata nel passaggio attraverso lo stomaco e l’intestino in direzione fegato, dove dovrebbe agire regolando l’assorbimento e la produzione degli zuccheri.

Per curare il diabete con insulina in pillole occorrerebbero poi dosaggi cinque volte superiori rispetto alle siringhe, perché buona parte di esso andrebbe comunque sprecato.

La maggior parte delle compresse di insulina finora realizzate dalla scienza tende a rilasciare la proteina lentamente, nell’arco di due o quattro ore, e in più devono contenere quantità decisamente più alte rispetto all’iniezione, che con il rilascio rapido inizia ad agire nel giro di 30-120 minuti.

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Per ovviare ai problemi di sgretolamento della sostanza e della necessità di alte dosi di insulina, i ricercatori dell’Università della British Columbia invece hanno pensato di sfruttare una sottile membrana che si trova nel rivestimento della guancia interna e della parte posteriore delle labbra.

Durante le sperimentazioni effettuate per ora solo sui topi, hanno osservato che una volta arrivata in questa posizione, la tavoletta si scioglierebbe in maniera omogenea consegnando tutta l'insulina al fegato senza troppi sprechi.

La tavoletta sarebbe in grado di agire già dopo mezz'ora e durerebbe dalle due alle quattro ore circa.

Lo studio deve ancora entrare in sperimentazione umana – hanno specificato i ricercatori – e per riuscirci serviranno più tempo, finanziamenti e collaboratori. Ma le prospettive che potrebbe aprire sono davvero interessanti.

Questo approccio potrebbe infatti limitare la quantità di rifiuti ambientali generati dagli aghi e dalla plastica della siringa per le iniezioni di insulina.

Ma un simile approccio “orale”, potenzialmente più economico e facile da realizzare, potrebbe contribuire anche a ridurre il costo dell’insulina.

Fonte | "Production of high loading insulin nanoparticles suitable for oral delivery by spray drying and freeze drying techniques" pubblicato il 15 luglio 2022 sulla rivista Nature 

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