Nistagmo oculare: che cos’è e quali sono le cause

Il nistagmo è un movimento oscillatorio involontario dei bulbi oculari. È una condizione che può essere fisiologica, congenita ma soprattutto patologica. Nella maggior parte dei casi è associato a problemi della vista, ma potrebbe nascondere anche malattie neurologiche. Ecco perché è sempre consigliabile rivolgersi al medico.
Valentina Rorato 16 Gennaio 2020
* ultima modifica il 16/01/2020

I bulbi oculari sono fatti per oscillare e permettere alle persone di girare e indirizzare lo sguardo, questo movimento è noto come nistagmo oculare e può essere fisiologico o patologico.

Cos’è il nistagmo oculare

Il nistagmo oculare è un movimento oscillatorio involontario dei bulbi oculari. Quando osservi un bel panorama fai scorrere sicuramente gli occhi. Immagina di essere in montagna: davanti a te potresti osservare un bel ruscello, sulla destra un prato circondato da alberi, in fondo a sinistra un gruppo di baite. E poi all’improvviso un’aquila inizia a planare sulla piccola valle, compiendo eleganti movimenti. I tuoi occhi sono “pieni di meraviglia” e per poter godere di questa spettacolo della natura, probabilmente, si sposteranno in continuazione. Questi movimenti sono del tutto fisiologici e soprattutto sono accompagnati da una volontarietà.

Il nistagmo ha principalmente origine patologica. In questo caso i movimenti dei bulbi non servono per permetterti di mettere meglio a fuoco gli oggetti, ma tendono ad allontanare l’oggetto che si vuole osservare dalla fovea (centro retinico). Il risultato? Si continuano a muovere gli occhi a causa di un disturbo visivo che può essere anche grave e soprattutto nascondere problematiche serie.

I  tipi di nistagmo

Oltre alla differenza tra nistagmo fisiologico e patologico, si può fare un’altra classificazione, più complessa ma anche più completa. Tradizionalmente, il nistagmo si divide in due tipi in base alla forma d'onda che si osserva clinicamente. Il nistagmo pendolare è sinusoidale, mentre il nistagmo a scosse ha una fase lenta e poi una più rapida. Puoi dunque distinguere tra:

  • Nistagmo a scosse: lenta deviazione da un lato (fase lenta) Nistagmo a scosse: lenta deviazione da un lato (fase lenta) seguita da un rapido movimento nel senso opposto (fase rapida). seguita da un rapido movimento nel senso opposto (fase rapida).
  • Nistagmo pendolare: movimenti di uguale velocità in entrambe le direzioni.
  • Nistagmo misto: in cui si alternano quello a scosse in posizione primaria a quello pendolare in posizione laterale di sguardo.
  • Nistagmo otto-cinetico: è provocato da oggetti in movimento all’interno del campo visivo.
  • Nistagmo vestibolare: causato da un disturbo del labirinto o del nervo vestibolare, si manifesta con vertigine, acufeni e ipoacusia.
  • Nistagmo congenito: è ovviamente un disturbo ereditario e si manifesta entro i primi mesi di vita. Per assicurare che non sussista un deficit visivo, bisogna chiedere il consulto di un oculista pediatrico.

Le cause

Il nistagmo oculare quando è patologico può avere cause genetiche o può subentrare  a seguito di lesioni al sistema nervoso o al nervo vestibolare. Tra i fattori scatenanti o, comunque, correlati puoi trovare:

  • Eredità
  • Albinismo
  • Disturbi dell’occhio come cataratta o strabismo
  • Malattie come la malattia di Meniere, labirintite, sclerosi multipla o ictus.
  • Lesioni del sistema nervoso (cervelletto e tronco encefalico)
  • Tumori dell’occhio o del cervello
  • Uso di alcuni farmaci, come litio, sedativi, benzodiazepine o farmaci anticonvulsivi
  • Uso di alcool o droga
  • Problemi dell’orecchio interno (sistema vestibolare)
  • Trauma cranico

I sintomi

I sintomi di nistagmo sono principalmente legati al movimento dell’occhio. Potresti prima di tutto notare oscillazioni non comuni:

  • Nistagmo rotatorio: circolare
  • Nistagmo orizzontale: percorso da un lato all’altro
  • Nistagmo verticale: dall’alto verso il basso

A questo si possono associare altri sintomi come:

  • problemi di visione
  • vertigini e difficoltà a mantenere l’equilibrio
  • irritabilità
  • forte sensibilità alla luce (fotofobia)
  • cefalea
  • oscillopsia (percezione instabile e oscillante del campo visivo)
  • posizione anomala della testa.

La diagnosi

La diagnosi deve essere affidata a un oculista o a un neurologo. Quanto ti rendi conto che non hai il controllo dei tuoi occhi (magari te lo fanno notare), conviene sempre chiedere un controllo neurologico o una visita oculistica, che escluda eventuali problematiche visivi, come strabismo, ambliopia, ipermetropia o cataratta. Potrebbero essere richiesti anche l’esame dell’orecchio, il test dell’udito, risonanza magnetica nucleare o TAC dell’encefalo.

Il trattamento

Per curare il nistagmo e soprattutto stabilire il trattamento, bisogna comprenderne la causa. Ci sono alcune problematiche “facilmente risolvibili”, come eliminare l’assunzione di alcuni farmaci, curare alcuni difetti visivi (per esempio l’ambliopia o la cataratta), altre sono invece più complesse. Per esempio, in caso di nistagmo congenito esistono delle terapie riabilitative che possono migliorare la condizione ma non risolverla completamente. Spesso è prescritta una terapia farmacologica per contenere il problema, a base di tossina botulinica, alcuni principi attivi miorilassanti e alcuni farmaci antiepilettici.

Fonti | Iapb; Humanitas

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