Nuovi alleati contro il tumore della tiroide all’orizzonte: è il cabozantinib, già usato per le neoplasie del rene

I dati dello studio di fase III sono stati presentati durante il convegno online della Asco: il farmaco sarebbe stato in grado di contrastare efficacemente il carcninoma differenziato alla tiroide e refrattario alle cure di radioiodio riducendo significativamente il rischio di progressione di malattia o di morte del 78% rispetto al placebo.
Kevin Ben Alì Zinati 12 Giugno 2021
* ultima modifica il 16/06/2021

La nuova potenziale strada all’orizzonte per il trattamento del tumore della tiroide si chiama cabozantinib.

È il nome di un farmaco dalla storia “vecchia”, nel senso che è già noto per il trattamento di alcune forme di tumore al rene, ma dalle prospettive nuovissime.

Sì, perché sarebbe in grado di “allungare la vita” dei pazienti affetti da una forma particolarmente aggressiva di questa neoplasia.

Lo dimostrerebbero i risultati di uno studio di fase III presentati al congresso dell'American Society of Clinical Oncology 2021: il convegno online durante il quale, come ti abbiamo raccontato, erano già emerse novità su potenziali trattamenti per il tumore del polmone, del rene e dell’esofago.

Secondo i dati raccolti e in fase di pubblicazione su Lancet Oncology, il cabozantinib si sarebbe dimostrato assai efficace nel trattamento dei pazienti affetti da carcninoma differenziato alla tiroide e refrattario alle cure di radioiodio, ovvero le terapia utilizzate nel caso di pazienti con elevato rischio di una recidiva, di asportazione incompleta del tumore o di metastasi.

Il farmaco, infatti, avrebbe dimostrato una riduzione significativa del rischio di progressione di malattia o di morte del 78% rispetto al placebo.

I risultati dello studio erano molto attesi ha spiegato Howard Mayer, Executive Vice President e Head of Research and Development della società che sviluppa il farmaco, soprattutto perché il carcinoma tiroideo nel mondo, considerata la nona neoplasia più comune a livello globale, nel 2020 aveva fatto registrare più di 580mila nuovi casi.

Considera poi che l'attuale sopravvivenza delle persone affette da questa forma non comune di carcinoma della tiroide differenziato è di 3-5 anni dalla diagnosi delle lesioni metastatiche.

Sulla base di questo studio, è già stata inviata la richiesta alla Food and Drug Administration per estendere la possibilità di utilizzare il cabozantinib anche contro questa forma di cancro.

Fonte | Asco 2021

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