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Osteopatia: a cosa serve e cosa cura questa nuova professione sanitaria

È stato un medico statunitense a fondare la prima scuola al mondo di osteopatia sul finire del 1800: esaminiamo insieme il significato del termine, a cosa serve, i benefici che può portare e com’è cambiato il riconoscimento di questa disciplina da parte del mondo medico.
6 Ottobre 2022 * ultima modifica il 06/10/2022

Il medico statunitense Andrew Taylor Still fondò la prima scuola di osteopatia come approccio complementare alla medicina ufficiale, fondando un nuovo concetto di diagnosi e trattamento. La sua filosofia si basava sul comprendere i vari meccanismi che mantengono lo stato di salute della persona nel suo insieme, così da poter capire cosa ne altera il funzionamento.

Cos’è

L’Organizzazione Mondiale della Sanità inserisce l’osteopatia tra le medicine complementari: viene definita per l’appunto medicina osteopatica. Il significato del termine deriva dal greco ostéon, cioè osso, e páthia, sofferenza.

Concretamente, l'osteopatia è una terapia incentrata sul contatto e trattamento manuale, sia per la diagnosi degli eventuali disturbi o patologie, che per il successivo trattamento.

Questo tipo di trattamento, chiamato trattamento manipolativo osteopatico (TMO), si concentra sul rapporto tra struttura e funzione delle varie componenti dell’organismo e delle sue parti, con il fine di ottimizzare l’equilibrio generale del corpo, agevolando le sue stesse capacità di autoregolazione e guarigione.

In condizioni normali i vari sistemi del corpo dialogano fra di loro al fine di mantenere lo stato di salute complessivo: l’osteopatia, attraverso il trattamento, sfrutta questa capacità dell’organismo di tendere all’autoguarigione, inducendone il corretto funzionamento.

Il TMO comprende una serie di tecniche manipolative non invasive che possono abbinarsi, e in molti casi essere complementari, ad altre procedure e rimedi, come ad esempio interventi sull’alimentazione, sull’attività fisica e sulla postura: è fondamentale che il trattamento non si limiti alla sede in cui viene eseguito, ma che continui poi anche nel resto del tempo, con una serie di accorgimenti e pratiche che il paziente stesso dovrà autonomamente eseguire e portare avanti, affinché non si vanifichi il lavoro svolto. Allo stesso modo, l’osteopata collabora con altre figure professionali dell’ambito sanitario per cercare di gestire lo stato di salute, come ad esempio dentisti, medici specialisti, psicoterapeuti, fisioterapisti.

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L’osteopatia ha l’obiettivo di mantenere lo stato di salute complessivo sfruttando la capacità dell’organismo di tendere all’autoguarigione.

Cosa cura

L’organismo è un’unità unica, formata da mente e corpo, capace di regolarsi e mantenere lo stato di salute, in cui struttura e funzione sono correlate: il compito dell’osteopata è comprendere tutti questi meccanismi e adoperarsi per farli funzionare al meglio delle possibilità. Il TMO diagnostica e tratta la disfunzione somatica, ossia l’alterazione della funzionalità di un sistema somatico, quindi del corpo.

L’osteopatia interviene utilizzando diversi approcci: muscolo-scheletrico, viscerale, craniale, e mio-fasciale. Per riassumere, la medicina osteopatia può essere utilizzata per trattare:

  • dolori e disfunzioni muscolo-scheletrici: a livello cervicale, lombare, sciatica e in generale ad ogni livello della colonna vertebrale, contratture muscolari, tendiniti, dolori a seguito di traumi o incidenti, problemi posturali;
  • disturbi digestivi;
  • disturbi uro-genitali: dismenorrea, problemi legati al post-parto;
  • fibromialgia;
  • nevralgie;
  • sinusiti, riniti;
  • cefalee, emicranie, vertigini;
  • disturbi del sonno, ansia, stress;
  • affaticamento cronico;
  • disturbi di circolazione;
  • disturbi temporomandibolari, malocclusioni.

Differenza con la fisioterapia

Tra le figure interpellate per risolvere i dolori e disagi fisici, oltre ovviamente ai medici, troviamo anche i fisioterapisti. Molto spesso fisioterapia e osteopatia vengono confuse: si tratta di realtà diverse, che necessitano innanzitutto di un percorso di studi differente, ed hanno un metodo di approccio e di trattamento che non è uguale.

Il trattamento osteopatico e il trattamento fisioterapico possono essere complementari, uno non esclude l’altro, appunto perché si concentrano su un campo di intervento differente: nonostante ciò molte tecniche pratiche sono condivise sia in una che nell’altra disciplina, e molti fisioterapisti aggiungono poi gli studi di osteopatia al proprio curriculum.

Le differenze principali le possiamo così riassumere:

  • Riconoscimento: fino al 2020 l’osteopatia non era riconosciuta in Italia come professione sanitaria, a differenza della fisioterapia, già riconosciuta. Un Dpr di fine 2020 istituisce l’osteopatia come professione sanitaria;
  • Percorso di studi: fisioterapia prevede una laurea, mentre l’osteopatia, fino ad oggi, richiede un diploma in una scuola di osteopatia. Con il riconoscimento le istituzioni si stanno adoperando per costituire un percorso di laurea anche all’osteopatia;
  • Cosa cura e metodo: l’osteopatia tratta i vari sistemi del corpo umano come un’unità unica, mentre la fisioterapia offre riabilitazione a determinati sistemi del corpo. L’osteopatia ha un approccio globale, se il dolore è avvertito in una determinata sede potrebbe essere trattata un’altra parte del corpo per risolverlo, mentre la fisioterapia si focalizza sull’area dolorante;
  • A cosa serve: la fisioterapia è necessaria dopo interventi chirurgici o traumi, quando si rivela necessaria della riabilitazione, mentre l’osteopatia cerca di riportare l’equilibrio del corpo spingendo ad un’autoregolazione dello stesso.
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Per trattare il dolore che avverti in una determinata sede, l’osteopata potrebbe intervenire anche su un’altra parte del corpo.

Ha effetti collaterali?

L’osteopatia non ha particolari effetti collaterali riscontrati se viene eseguita con criterio e da professionisti correttamente formati, l’importante è che l’osteopata sia cosciente dei limiti della propria disciplina e non decida di occuparsi di problematiche che non devono essere seguite da un’osteopata.

In altre parole l'osteopata non deve sostituirsi al medico, in quanto l’osteopatia non utilizza trattamenti farmacologici o strumentali. L’osteopata dovrebbe indirizzare il paziente presso altri specialisti, a seconda dei casi.

Non si può ricorrere all’osteopatia, e in generale l’osteopatia non avrebbe funzionalità, nei casi di:

  • lesioni gravi;
  • urgenze mediche;
  • patologie degenerative;
  • patologie genetiche;
  • malattie infettive.
Laureata in Medicina e Chirurgia presso l'Università degli Studi di Pavia, ha svolto periodi di formazione in ospedali universitari della Comunidad altro…
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