Ovaio policistico: quali sono le caratteristiche della mancata maturazione ovarica

Forse hai difficoltà con il ciclo mestruale, une lieve peluria ma non ti devi spaventare. Potresti avere l’ovaio policistico, un disordine endocrino piuttosto comune nelle donne che sono in età riproduttiva. Ma cosa si rischia e quali problematiche potrebbe causare? Le cure sono varie e tutte ad hoc sul paziente.
Valentina Danesi 23 settembre 2020
* ultima modifica il 23/09/2020

Se ti è stato diagnosticato l’ovaio policistico, probabilmente te ne sei accorta a causa di difficoltà nel ciclo mestruale, non ti devi spaventare. Si tratta di una problematica endocrina, quindi delle ghiandole, ed è molto comune tra le donne.

Cos’è

La sindrome dell’ovaio policistico è uno dei più diffusi disordini endocrini nelle donne che sono in età riproduttiva. Chi ne soffre può avere disfunzioni ovulatorie, iperandrogenismo e vedere durante una semplice ecografia ovaie con aspetto policistico. Ma quali possono essere i rischi di avere un ovaio con queste caratteristiche? Le ripercussioni possono incidere sia sull’aspetto riproduttivo sia su quello metabolico.

I sintomi

Ecco i sintomi più comuni che, se riscontri in te stessa, potrebbero farti pensare di averla:

  • irregolarità del ciclo mestruale (si tratta di un intervallo tra una mestruazione e l’altra di più di 35 giorni)
  • segni di iperandrogenismo (crescita eccessiva di peli, acne, alopecia)
  • segni di insulino-resistenza (conseguente difficoltà a perdere peso).

I sintomi si possono manifestare subito dopo il menarca, cioè la prima mestruazione, oppure svilupparsi nel corso degli anni e possono peggiorare in base a tanti fattori tra cui l’obesità, ecco perché viene fortemente consigliato seguire uno stile di vita sano e una dieta equilibrata.

Le cause

Se vuoi sapere quali possano essere nello specifico le cause dell’ovaio policistico in realtà non è possibile perché non sono ancora chiare e si ritiene che la suscettibilità individuale sia determinata da vari fattori di rischio sia genetici che ambientali.

La diagnosi 

La diagnosi di sindrome dell’ovaio policistico viene fatta in presenza di 2 dei 3 seguenti criteri:

  • disfunzioni ovulatorie
  • iperandrogenismo
  • ovaie policistiche all’ecografia pelvica.

Quindi sarà consigliato:

  • visita ginecologica per indagare le caratteristiche del ciclo mestruale
  • la storia riproduttiva e all’esame obiettivo valutare eventuale presenza di iperandrogenismo
  • ecografia transvaginale per visionare le ovaie e le loro dimensioni
  • dosaggi ormonali, a seguito di un prelievo di sangue, per valutare con dati di laboratorio il livello degli androgeni nel sangue.

Naturalmente prima viene diagnosticata la patologia e scelta una cura ad hoc, più è facile evitare conseguenze a lungo termine. Alcune di queste potrebbero essere:

  • iperplasia endometriale
  • tumore dell’endometrio
  • ipertensione
  • iperlipidemia
  • insulino-resistenza
  • diabete mellito di tipo II
  • coronaropatia.

La cura

Se ti è stata diagnosticata la sindrome dell’ovaio policistico il medico scegliere il trattamento personalizzandolo in base al tuo quadro clinico e al tuo desiderio di gravidanza. Per le irregolarità mestruali, l’acne e l’irsutismo (cioè l’eccessiva crescita di peli) potrebbe esserti utile assumere una pillola anticoncezionale perché contiene estrogeni e progesterone. Invece, se desideri avere un bambino verranno prescritte terapie specifiche che vadano a ripristinare l’ovulazione spontanea e a migliorare il quadro metabolico.

Fonti| Ministero della Salute, Humanitas

Contenuto validato dal Comitato Scientifico di Ohga
Il Comitato Scientifico di Ohga è composto da medici, specialisti ed esperti con funzione di validazione dei contenuti del giornale che trattano argomenti medico-scientifici. Si occupa di assicurare la qualità, l’accuratezza, l’affidabilità e l’aggiornamento di tali contenuti attraverso le proprie valutazioni e apposite verifiche.
Le informazioni fornite su www.ohga.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.