Padova, scoperta la vera età del cuore: è 12 anni più giovane. Nuove strade per i trapianti?

Una nuova ricerca dell’azienda ospedale-università di Padova avrebbe dimostrato che il cuore, in media, ha un’età biologica molto più giovane rispetto a quella che leggiamo sulla nostra carta d’identità. La differenza sarebbe addirittura di 12 anni. La scoperta potrebbe aprire nuovi importanti scenari nell’ambito dei trapianti, allungando di fatto l’età massima che finora viene considerata accettabile per classificare “compatibile” un donatore e sopperendo alla carenza di organi disponibili.
Kevin Ben Ali Zinati 4 luglio 2020
* ultima modifica il 20/07/2020

Il tuo cuore è più giovane rispetto a quello che leggi sulla carta d’identità: lo dice la scienza. Secondo una nuova ricerca della Cardiochirurgia dell'azienda ospedale-università di Padova in collaborazione con il Laboratorio di Genomica e Mutagenesi ambientale e il Dipartimento di Scienze cardio-toraco-vascolari e Sanità pubblica del’Università cittadina, l’età biologica del muscolo cardiaco scritta nel Dna non corrisponderebbe affatto a quella anagrafica, anzi: il tuo cuore sarebbe più giovane di 12 anni. La scoperta è stata pubblicata su Scientific Reports e ha già posto le basi per una vera rivoluzione nell’ambito dei trapianti di cuore per i quali, ora, potrebbero diventare donatori anche pazienti prima considerati incompatibili. E se ci pensi, con una sempre maggior carenza di organi disponibili, le prospettive sono davvero importanti.

L’intuizione

Tutti invecchiamo, anche se non allo stesso modo. Tra le altre cose, molto dipende dalla nostra capacità di rispondere ad alcuni fattori di rischio esterni come l’eccessivo consumo di alcol, l’obesità o l’esposizione ai prodotti di combustione legati al fumo di sigaretta, alla cottura o anche al riscaldamento da camino o stufe a legna: sono tutti fattori che possono accelerare il nostro invecchiamento. I ricercatori padovani, quindi, hanno voluto indagare l’età reale del nostro organismo e del nostro cuore, ovvero l’età biologica.

Così hanno analizzato delle particolari strutture del Dna, chiamate metili, la cui attività è coinvolta nella gestione dell'espressione genica. L’importanza dei metili, in questo caso, sta nel fatto che la loro percentuale nelle cellule più giovani è minore rispetto alle cellule più “vecchie”. Ciò significa che più passa il tempo e più il tuo Dna risulterà ricco metili, che contribuiranno così a rallentare le sue attività. Individuando la percentuale di metili in un organo è possibile, dunque, stabilire la vera età di un soggetto.

La prospettive della scoperta

Attraverso questa analisi, i ricercatori hanno scoperto che in realtà il tuo cuore è più giovane di quello che pensi, più dell’età dunque che leggi sulla tua carta d’identità. E non di poco, dal momento che secondo lo studio il cuore, in media, ha un’età biologica di 12 anni più giovane. Ciò significa che una persona di 60 anni è biologicamente un 48enne. Questo, come sottolineano gli scienziati, potrà avere un risvolto concreto sul mondo dei trapianti: potrebbe allungare l'età massima finora considerata accettabile per i donatori rispondendo efficacemente alla sempre maggior carenza di organi disponibili ai trapianti.

Fonti | "The biological age of the heart is consistently younger than chronological age" pubblicato il 1 luglio 2020 su Scientific Reports 

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