Padova, sviluppato un nuovo test per il Coronavirus: è più rapido e accurato dei precedenti

Lo si può già utilizzare ed è in grado di fornire una risposta nel giro di circa due ore e mezza. Non solo, ma può individuare la presenza anche di pochissime copie del virus, quando l’infezione è quindi ancora all’inizio e i sintomi potrebbero anche non essersi manifestati. Ed è anche in grado di distinguere il 2019-nCoV dagli altri ceppi di Coronavirus.
Giulia Dallagiovanna 5 febbraio 2020

Tutta la comunità scientifica sta lavorando per contrastare l'epidemia di Coronavirus che imperversa nella provincia di Hubei e che sta coinvolgendo l'intera Cina, con casi di contagio accertati in quasi 30 Paesi del mondo. In prima fila c'è anche l'Italia, come ti sarai reso conto tu stesso quando hai letto delle ricercatrici che hanno isolato il 2019-nCoV all'Istituto Spallanzani di Roma. E dall'Università di Padova arriva un'altra, importantissima, notizia: è stato prodotto un nuovo test in grado di fornire una diagnosi nel giro di circa due ore e mezza. Se pensi che al momento possono trascorrere anche giorni prima che il responso sia definitivo, ti accorgerai di quanto fosse necessario uno strumento di questo tipo.

A metterlo a punto è stato il Laboratorio di Virologia dell'ateneo veneto, che fa parte di una rete più ampia di laboratori europei per le emergenze provocate da infezioni di questo tipo. Vengono chiamati "virus da importazione", perché provengono da oltreconfine, e sono ad esempio il West Nile o la Dengue, entrambi trasmessi da alcune zanzare. E lo è naturalmente anche questo nuovo ceppo di Coronavirus. L'equipe del professor Andrea Grisanti ha applicato una metodologia già individuata dall'Università di Berlino e spiegata in un articolo pubblicato su Eurosurveillance, la rivista europea specializzata nel monitoraggio delle infezioni virali e delle epidemia, e seguito la procedura raccomandata dall'Organizzazione mondiale della sanità.

Questo test potrà individuare la presenza del virus anche in persone che ancora non presentano sintomi

Il risultato è che già da oggi abbiamo un'arma in più contro questo virus, a riprova del fatto che la rete europea e internazionale fosse già pienamente attiva e che la psicosi era davvero ingiustificata.

Ma perché è importante questo test? Non è il primo, anzi. I kit per individuare il 2019-nCoV sono stati creati piuttosto rapidamente, per fortuna. Ma potevano richiedere fino a cinque giorni di attesa, con tutti i rischi che un tempo di questo tipo, per quanto breve, può comportare. Ora invece si parla di ore. Si potrà quindi capire subito se una persona è stata contagiata oppure no e quindi rintracciare immediatamente la sua rete di contatti e verificare che la trasmissione non sia già cominciata. Non bisogna tra l'altro dimenticare che è possibile anche in assenza di sintomi, sebbene si tratti di una eventualità più rara.

Un'altra novità riguarda l'accuratezza, che va di pari passo con la rapidità. Questo test è infatti in grado di rilevare la presenza di pochissime copie del virus, cioè di eseguire una diagnosi anche quando l'infezione è davvero agli inizi e, appunto, non si sono ancora manifestati i primi segnali, come tosse e starnuti. Allo stesso tempo può già distinguere il ceppo incriminato dagli altri tipi di Coronavirus, che corrispondono al raffreddore comune e all'inizio presentano quindi gli stessi sintomi.

Insomma, ogni giorno che passa cresce il vantaggio della Medicina rispetto a questa nuova minaccia. Non che si possa abbassare la guardia, ma puoi tranquillamente smettere di farti prendere dal panico e di lasciarti prendere dalla frenesia di scoprire quale complotto si nasconda dietro.

Fonti| Università degli Studi di Padova; "Detection of 2019 novel coronavirus (2019-nCoV) by real-time RT-PCR" pubblicato su Eurosurveillance il 23 gennaio 2020