Parkinson, scoperta una tecnica per produrre velocemente nuovi neuroni: potrebbe trattarsi di una svolta

Inibendo il gene PTB, alcune cellule di supporto del tuo cervello, gli astrociti nativi, vengono convertiti in neuroni, i quali producono dopamina, il neurotrasmettitore che controlla il movimento. Nei topi questo trattamento ha portato alla scomparsa dei sintomi della malattia, ma sugli esseri umani non è ancora stato testato.
Giulia Dallagiovanna 1 luglio 2020
* ultima modifica il 05/07/2020

Quando hanno visto i risultati, sono rimasti tutti sorpresi. A partire dai ricercatori stessi che non si aspettavano di assistere a una crescita così rapida di nuovi neuroni. All'Università di San Diego in California potrebbe essere stato appena compiuto un passo straordinario, che segnerebbe una vera svolta nel trattamento del Parkinson, una malattia neurodegenerativa che porta a una progressiva riduzione delle capacità di movimento e per la quale ancora non esiste una cura. Attraverso l'inibizione del gene PTB, però, vengono convertiti gli astrociti nativi, cioè cellule che supportano il tuo cervello, in neuroni in grado di produrre la dopamina, un neurotrasmettitore fondamentale per controllare i movimenti del tuo corpo. E i sintomi della patologia spariscono. Hanno descritto quanto è accaduto nei loro laboratori in uno studio pubblicato sulla rivista Nature.

Quello che il team di ricerca è riuscito a fare è stato creare una sequenza stabile di fibroblasti, cellule appartenenti al tessuto connettivo, nella quale non comparisse il gene PTB. Le nuove particelle hanno impiegato diverso tempo per crescere, ma dopo circa un paio di settimane nella provetta del laboratorio erano comparsi dei neuroni.

Hanno provato quindi a sperimentare questo approccio sui topi e hanno subito notato come fosse sufficiente un singolo trattamento che inibisse il gene in questione, per stimolare la produzione di nuovo neuroni, che a loro volta sintetizzassero la dopamina. E gli animali non mostravano più alcuna manifestazione clinica riconducibile al Parkinson.

Sui topi è stato sufficiente un unico trattamento per vedere scomparire i sintomi del Parkinson

"I ricercatori di tutto il mondo hanno provato e continuano a tentare diverse strade per generare neuroni in laboratorio – ha commentato il professor Xiang-Dong Fu, del dipartimento di Medicina Cellulare e Molecolare dell'Università di San Diego e coordinatore dello studio. – Hanno utilizzato cellule staminali e altri strumenti allo scopo di studiare più da vicino le cellule del cervello e capire come intervenire su persone affette da patologie neurodegenerative. Aver scoperto di poterne produrre così tanti con una tecnica relativamente semplice è stata una grande sorpresa".

Purtroppo è il caso di tenere a freno l'entusiasmo. Prima di tutto, la sperimentazione per il momento è avvenuta solo sui topi e non sappiamo se e come funzionerà questo trattamento su un essere umano. Non solo, ma gli animali impiegati non avevano esattamente il Parkinson, ma una condizione di salute indotta loro artificialmente che simula nel modo più realistico possibile questa patologia. Insomma, la scoperta è importantissima, ma una cura vera e propria rimane ancora lontana.

Fonte| "Reversing a model of Parkinson’s disease with in situ converted nigral neurons", pubblicato su Nature il 24 giugno 2020

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