Parodontite, cos’è e come controllarla

Tra le patologie orali che destano più preoccupazioni nel paziente c’è sicuramente la parodontite (o piorrea), comunemente nota come piorrea. Nei suoi casi più gravi può causare la perdita dei denti coinvolti con conseguenze non solo estetiche, ma anche funzionali. Tuttavia anche in caso in cui venga diagnosticata la parodontite può essere tenuta sotto controllo. Vediamo cos’è la piorrea, come si può curare e cosa fare se si perdono i denti.
Dott. Fabio Cozzolino Specialista in Implantologia e Parodontologia
30 aprile 2019 * ultima modifica il 26/08/2019

La parodontite (o piorrea) è una malattia infiammatoria degenerativa. I batteri responsabili dello sviluppo della malattia attaccano i tessuti di sostegno del dente portando alla loro distruzione. Uno dei segni più significativi della presenza della patologia è la mobilità dei denti.

Cause della parodontite

Tra i principali responsabili della formazione della parodontite c’è la scarsa igiene orale.

In soggetti particolarmente predisposti, il tartaro che si accumula lungo il margine della gengiva può diffondersi anche sotto la gengiva. Qui i batteri parodontopatogeni trovano un ambiente ideale dove moltiplicarsi indisturbati formando tasche parodontali. Se lasciati indisturbati di agire, i batteri producono tossine in grado di distruggere le cellule responsabili della riproduzione ossea determinando un riassorbimento osseo e di conseguenza l’instabilità e la caduta dei denti.

Sintomi della parodontite

Nelle sue fasi iniziali non è facile accorgersi della presenza della parodontite. Molto spesso i sintomi della parodontite vengono confusi con quelli della gengivite con gengive rosse, infiammate e che sanguinano quando ci si lava i denti o si passa il filo interdentale. Per questo motivo sono molti i pazienti che trascurano questi segni e si rivolgono al dentista solo quando i denti cominciano a muoversi.

Un parodontologo tuttavia attraverso le radiografie e il sondaggio parodontale può diagnosticare la patologia fin dalle sue prime fasi, così da iniziare l’iter terapeutico per tenere sotto controllo la parodontite. In ogni caso, sia che si tratti di semplice gengivite sia che si tratti di parodontite le gengive sane non devono mai sanguinare e non bisogna mai lasciarsi andare. Infatti è stato ampiamente dimostrato da numerosi studi scientifici che il sanguinamento gengivale porta i batteri anche nel circolo sanguigno determinando arteriosclerosi e quindi aumentando il rischio di patologie gravi come infarto ed ictus.

Cura per la parodontite

Anche se molti professionisti ancora sostengono in via preferenziale l’idea di estrarre il dente per sostituirlo con un impianto dentale, in realtà anche nei casi più complessi la parodontite può essere tenuta sotto controllo. L’obiettivo di un parodontologo dovrebbe essere sempre quello di salvare i denti naturali del paziente e solo in casi in cui ciò non è effettivamente possibile ricorrere all’implantologia dentale.

Il primo approccio terapeutico è quello non chirurgico che prevede diverse sedute per la rimozione accurata della placca e del tartaro sottogengivale. Per questa operazione vengono oggi usate curettes soniche che con un movimento oscillatorio tridimensionale eliminano tutto il tartaro dalla tasca parodontale. In questo modo la superficie radicolare viene perfettamente pulita favorendo la guarigione dei tessuti. In passato venivano usate anche le curettes manuali per raschiare la parete gengivale ed eliminare i tessuti molli e necrotici dalla tasca. Oggi si è visto che l’eliminazione del tartaro è sufficiente per ottenere una guarigione parodontale e le curettes montate su manipoli sonici sono più performanti rispetto agli strumenti manuali.

Nel caso in cui dopo l’approccio non chirurgico persistano ancora tasche parodontali profonde, si procede con la terapia chirurgica resettiva o rigenerativa. Tuttavia grazie alle curettes soniche che sono molto efficaci anche nelle tasche più profonde e grazie all’azione di un parodontologo che nello specifico si occupa di questa problematica, si riesce quasi sempre a evitare la chirurgia.

Dopo l’intervento del parodontologo è essenziale che anche il paziente faccia la sua parte, seguendo tutte le indicazioni del dentista per tenere sotto controllo la parodontite. Nello specifico è necessario tenere un’igiene orale domiciliare impeccabile con l’uso dello spazzolino, del filo interdentale o dello scovolino e dell’idropulsore 4 volte al giorno, effettuare tutte le visite di controllo e sottoporsi a periodiche sedute di pulizia dei denti per rimuovere il tartaro sottogengivale.

In caso di predisposizione alla parodontite bisogna sottoporsi a sedute di pulizia dei denti ogni 3 mesi.

Parodontite aggressiva (giovanile)

Spesso si pensa che la parodontite sia una malattia che riguarda principalmente persone di una certa età, in realtà essendo causata da una cattiva igiene orale può tranquillamente riguardare anche persone più giovani. Tuttavia non tutti sanno che c’è un tipo di parodontite, in passato definita parodontite giovanile, che può insorgere anche in età adolescenziale. Questa patologia progredisce molto più velocemente rispetto alla parodontite cronica, quindi diventa essenziale la diagnosi precoce così da riuscire a tenere sotto controllo la patologia ed evitare la perdita dei denti. Fino a pochi mesi fa questa parodontite rientrava nelle parodontiti aggressive.

Oggi esiste una nuova classificazione delle parodontiti. Questa classificazione divide la gravità di una parodontite in 4 stadi, dove il 4 stadio è il più grave, e 3 gradi (A, B e C sempre in ordine di gravità) che tengono conto della velocità di progressione della malattia, di eventuali fattori di rischio come il fumo ed il diabete e dello stato di salute generale.

Parodontite in gravidanza

Altri soggetti a rischio per lo sviluppo della malattia parodontale sono le donne in gravidanza. Le modificazioni ormonali possono favorire l’infiammazione delle gengive che tendono a essere più sensibili, doloranti e a sanguinare facilmente. In questi casi si parla appunto di gengivite gravidica. In ogni caso è sempre il tartaro l’unica causa del sanguinamento gengivale e quindi della gengivite e della parodontite. Rimuovendolo correttamente, il problema si risolve. Le variazioni ormonali rendono la donna solamente più sensibile all’accumulo del tartaro e della placca.

Nei soggetti predisposti, se l’igiene orale viene trascurata c’è il serio rischio che questa si sviluppi in parodontite. In questo caso in pericolo non è solo la salute dentale della madre, potrebbero esserci complicazioni anche per i bambini che potrebbero nascere prematuri o sottopeso.

Diventa quindi essenziale porre maggiore attenzione alla propria salute orale e programmare una visita di controllo dal parodontologo ogni trimestre in modo da intervenire immediatamente in caso ci sia da tenere sotto controllo la parodontite.

Perdere i denti per parodontite

Anche se oggi è possibile tenere sotto controllo la parodontite anche nei casi più gravi, se si trascurano troppo i segni della malattia e non si interviene può succedere di perdere i denti. In questi casi l’unico modo di riacquistare il proprio sorriso e la corretta funzionalità della bocca è il ricorso alle protesi dentali, mobili o fisse.

Di solito vengono preferite quelle fisse come gli impianti dentali, radici artificiali in titanio che vengono ancorate all’osso e che funzionano come supporto a singoli denti, a gruppi di denti o per una protesi completa. Oggi, grazie all’implantologia guidata, l’intervento chirurgico è più preciso e meno invasivo. In questo modo è possibile garantire una maggiore prevedibilità dei risultati e limitare al massimo la possibilità di perdita dell’impianto dentale.

Ricordiamo che diagnosticare in tempo la patologia e affidarsi a mani esperte vuol dire riuscire a tenere sotto controllo la parodontite e salvaguardare i propri denti evitando così l’implantologia dentale.

Odontoiatra parodontologo e implantologo, iscritto all’ordine il 23/06/1997 con N° TO 1968. Fondatore di Zerodonto, blog di odontoiatria con cui ha altro…
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