Per diagnosticare la SLA potrebbe bastare un test del sangue

Un recente studio condotto dai ricercatori dell’Institute for Ethnomedicine di Jackson (Stati Uniti) è arrivato a distinguere con sicurezza i campioni di sangue dei pazienti affetti da SLA e da malattia del motoneurone da quelli delle persone sane, esaminando le sequenze di microRNA e identificando l’impronta genetica.
Federico Turrisi 29 luglio 2020
* ultima modifica il 29/07/2020

Identificare i biomarcatori della Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) e delle altre malattie del neuromotore per cercare di migliorare la qualità della vita dei pazienti, consentendo un intervento precoce e aiutando a determinare l'efficacia del trattamento. Avendo in mente questo obiettivo, i ricercatori dell'Institute for Ethnomedicine di Jackson, nel Wyoming, hanno messo a punto un innovativo test del sangue che permette di diagnosticare con certezza i pazienti colpiti da queste gravi malattie neurodegenrative.

In che cosa consiste? In estrema sintesi, gli esperti hanno indagato se determinate sequenze di microRNA da vescicole extracellulari, arricchite di neuroni nel plasma sanguigno, potessero differenziare i pazienti con SLA o malattia dei motoneuroni dalle persone sane. Hanno individuato quindi un gruppo di otto microRNA in grado di farlo in maniera sicura, risalendo così a un'impronta genetica unica per la diagnosi.

Un test di questo tipo potrebbe rivelarsi molto utile per i pazienti che manifestano i primi sintomi della malattia dei motoneuroni e per le persone ritenute a rischio di SLA per il loro background familiare o per le precedenti esposizioni a tossine ambientali. Non di meno, rappresenta uno strumento importante anche per i neurologi che con un test rapidissimo sarebbero in grado di confermare la diagnosi clinica.

Fonte | "An miRNA fingerprint using neural-enriched extracellular vesicles from blood plasma: towards a biomarker for amyotrophic lateral sclerosis/motor neuron disease", pubblicato su Royal Society Open Biology il 24 giugno 2020.

Le informazioni fornite su www.ohga.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.