Perché in estate si gonfiano i piedi?

I piedi, le caviglie e le gambe gonfie sono un disturbo frequente in estate, causato dalla vasodilatazione periferica prolungata, scatenata a sua volta dal caldo. Per fortuna, non è nulla di allarmante e ci sono tanti buoni consigli per ridurre e prevenire questo problema.
Valentina Rorato 30 Maggio 2022
* ultima modifica il 12/06/2022

Arriva il caldo estivo e si gonfiano piedi e caviglie. Ti è mai capitato? Questo disturbo è noto come edema da calore perché generalmente le alte temperature fanno sì che i vasi sanguigni si espandano (dilatano) naturalmente. La vasodilatazione periferica prolungata causa un ristagno di sangue nelle estremità inferiori che, con l’aumento della pressione intravasale, provoca un travaso di liquidi nell’interstizio.

Come per qualsiasi altra cosa, ci sono una serie di fattori di rischio aggiuntivi che possono renderti più vulnerabile a questo gonfiore. E sono importanti da conoscere perché potrebbero aiutarti nella prevenzione.

I sintomi

Il sintomo più evidente dell'edema da calore è il gonfiore delle gambe e dei piedi, ma potresti anche avere:

  • Gonfiore alle braccia e alle mani
  • Pelle elasticizzata o lucida
  • Pelle che mantiene una fossetta dopo essere stata pressata per diversi secondi
  • Gonfiore addominale
  • Gambe doloranti
  • Arrossamento
  • Pesantezza
  • Fatica
  • Prurito
  • Bruciore
  • Irrequietezza
  • Crampi

Le cause

Le cause dei piedi gonfi in estate sono in realtà dei fattori di rischio e come tali possono essere prevenuti. Quali sono?

  • Ritenzione di sale nel corpo: quando il corpo trattiene più sali, o lo perde a una velocità più lenta del normale, il fluido viene assorbito nei tessuti causando gonfiore. Le gambe e i piedi sono un sito comune di ristagno e spesso indicano proprio che stai seguendo una dieta con
  • Insufficienza venosa: quando le vene sono problematiche e lottano per riportare il sangue al cuore contro la gravità, il liquido può essere trattenuto nei nostri piedi e gambe.
  • Stare seduti o fermi per lunghi periodi: muovere i piedi e le gambe, aiuta la nostra circolazione e sposta i liquidi in tutto il corpo e dagli arti inferiori. Se, però si sta fermi per lunghi periodi, il corpo lavora di più per pompare il nostro sangue contro la gravità.
  • Età: gli anziani hanno un rischio maggiore di gonfiore dovuto al calore a causa dei cambiamenti naturali del cuore e del sistema circolatorio dovuti al processo di invecchiamento.
  • Essere incinta: durante la gravidanza, il volume dei liquidi può aumentare del 20-80%, così come il peso. E di conseguenza si tende a muoversi meno. Questa condizione costringe il sistema circolatorio a lavorare di più e, spesso, non riesce sempre a tenere il passo.
  • Farmaci: alcuni farmaci possono causare edema. I colpevoli più comuni sono gli antidepressivi, gli steroidi, alcuni medicinali per la pressione sanguigna e gli ormoni, come quelli che si trovano nella terapia ormonale postmenopausale o nelle pillole anticoncezionali.

La prevenzione

Esistono diversi modi semplici per aiutare a prevenire l’edema da calore.

  • Solleva i piedi: poiché la gravità gioca spesso un ruolo nel diminuire l'efficienza dei fluidi che salgono dalle gambe, aiuta il tuo corpo sollevando regolarmente le gambe. Tre o quattro volte al giorno dovresti portare gambe e piedi sopra il livello del cuore. Se non puoi sdraiarti, quando sei seduto, usa un poggiapiedi con un cuscino ove possibile.
  • Fai movimento: l'esercizio fa muovere i piedi e le gambe e il cuore e la circolazione diventano forti. Più il cuore pompa il sangue in tutto il corpo, meglio il tuo corpo aiuterà a ridurre il gonfiore.
  • Evita gli ambienti caldi: anche se non è sempre possibile evitare il caldo estivo estremo, cerca di evitare bagni lunghi ed eccessivamente caldi, docce calde e saune.
  • Fai attenzione alle scarpe. Se i tuoi piedi sono gonfi, assicurati che le scarpe non siano troppo strette: ciò può causare vesciche, unghie incarnite, calli, dolore e disagio generale ai piedi. In queste circostanze si consigli di indossare un sandalo regolabile, adatto all'ortesi e a punta aperta.
  • Indossa calze elastiche. Se soffri di insufficienza venosa, indossa calze a compressione graduata, che forniscono pressione alle vene delle gambe per aiutare a riportare il sangue verso il cuore.
  • Mangia cibi che agiscono come diuretici. Ci sono cibi noti per aiutare ad eliminare i liquidi in eccesso nel corpo. Buone fonti da provare sono fagiolini, verdure a foglia verde, zucca, ananas, limoni, cipolle e barbabietola.
  • Massaggia piedi e caviglie: Puoi fare massaggi linfodrenanti o a casa effettuare dei messaggi circolari partendo da piedi e caviglie e risalendo verso l’inguine con aiutandoti con oli essenziali.
  • Magnesio. Assunto in dosi di 200 milligrammi due volte al giorno, il magnesio può aiutarti a rimanere idratato per una minore ritenzione idrica. Banane, noci, spinaci e avocado sono ottime fonti per aumentare i livelli di magnesio.

Quando preoccuparsi

Il gonfiore generalmente ha una causa innocua, ma ci sono dei sintomi che richiedono immediata attenzione medica:

  • Il gonfiore si sviluppa in una sola gamba. Se asimmetrico è spesso una bandiera rossa che sta succedendo qualcosa di più, come un'infezione, un coagulo di sangue o una ferita.
  • Il cambiamento è improvviso. Un'altra cosa a cui prestare attenzione è se il cambiamento nel gonfiore è improvviso o diverso da quello che si verifica normalmente.
  • Il gonfiore è accompagnato da altri sintomi. Dovresti chiamare il tuo medico se oltre al gonfiore hai arrossamento e dolore, febbre, mancanza di respiro, dolore al petto o pressione.

Fonte | Gavazzeni

Contenuto validato dal Comitato Scientifico di Ohga
Il Comitato Scientifico di Ohga è composto da medici, specialisti ed esperti con funzione di validazione dei contenuti del giornale che trattano argomenti medico-scientifici. Si occupa di assicurare la qualità, l’accuratezza, l’affidabilità e l’aggiornamento di tali contenuti attraverso le proprie valutazioni e apposite verifiche.
Le informazioni fornite su www.ohga.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.