Pessima qualità dell’aria e temperature folli: entro il 2050 la vita a Roma e Milano potrebbe diventare sempre più difficile

Secondo un recente studio dell’Enea, l’azione combinata dall’aumento delle temperature dovute al cambiamento climatico con gli alti livelli di agenti inquinanti nell’aria. in due città come Roma e Milano potrebbe significare un aumento del rischio di morte rispettivamente dell’8% e del 6%.
Kevin Ben Alì Zinati 8 Giugno 2022
* ultima modifica il 08/06/2022

Le previsioni danno brutto. Non sto parlando del meteo quanto invece dei potenziali effetti distruttivi del cambiamento climatico e dell’inquinamento atmosferico da qui a poco meno di 30 anni.

Se non invertiamo la rotta di questi due treni lanciati da tempo ad altissime velocità, infatti, entro il 2050 il rischio di mortalità nelle città di Roma e Milano potrebbe aumentare a dismisura.

In uno studio appena pubblicato sulla rivista Science of The Total Environment, gli esperti dell’Enea hanno osservato che nei prossimi anni l’azione combinata del rialzo delle temperature dovute al Climate Change con gli alti livelli di inquinanti nell’aria porterà a un aumento del rischio di morte nelle due città italiane rispettivamente dell'8% e del 6%.

Due minacce

A chi dice che il cambiamento climatico è solo un’invenzione mediatica puoi rispondere mostrando il termometro di questi giorni.

Da Nord a Sud, infatti, il riscaldamento globale si sta facendo sentire prepotentemente anche in tutta Italia, dove il caldo ha raggiunto livelli elevati che prima non ci saremmo aspettati.

L’esposizione alle alte temperature rappresenta uno dei pericoli più preoccupanti per la popolazione, soprattutto per la fascia degli anziani, per i quali il caldo è davvero un fattore di rischio mortalità.

Lo stress da caldo, i colpi di calore e la disidratazione, infatti, spesso possono anche contribuire all’insorgenza o al peggioramento di patologie respiratorie e cardiovascolari già presenti.

Senza parlare poi dell’inquinamento atmosferico. Più volte ti abbiamo raccontato che il particolato atmosferico è riconosciuto come un agente cancerogeno pericolosissimo.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità poi la pessima qualità dell'aria che respiriamo rappresenta la prima causa ambientale di mortalità con un numero di decessi raddoppiato dal 1990 al 2019: ormai saremmo giunti a più di 4,5 milioni di morti, di cui il 92% a causa del particolato atmosferico e l’8% per l’ozono.

La previsione dello studio

Per il recente studio, i ricercatori dell’Enea hanno strutturato un modello di calcolo che integra simulazioni climatiche con quelle della qualità dell’aria a livello regionale.

Hanno così ottenuto una “migliore comprensione degli effetti combinati del clima e dell’inquinamento atmosferico sulla salute umana al 2050, utilizzando come riferimenti due scenari IPCC che presuppongono, entro il 2100, un aumento della temperatura media globale che oscilla tra 0,4 e 0,8°C nello scenario più sostenibile e 3,3 – 4,9°C nello scenario meno sostenibile di business as usual” hanno spiegato.

Analizzando i risultati, i ricercatori hanno visto che nei prossimi decenni a Roma i decessi annuali durante i mesi estivi potrebbero diventare 591 a causa delle alte temperature e di una concentrazione di ozono troposferico al di sopra del valore limite per il danno alla salute umana (70μg/m3): quindi l’8% in più rispetto ai decenni precedenti.

A Milano, invece, la mortalità aumenterebbe di più nei mesi invernali con 1.787 decessi su 1.977 complessivi, pari al 90%.

La colpa, nel capoluogo lombardo, sarebbe da attribuire soprattutto alle maggiori concentrazioni di PM10 (oltre la soglia giornaliera di 50μg/m3 fissata dalla Direttiva Ue sulla qualità dell’aria) per effetto delle maggiori emissioni da combustione e di condizioni atmosferiche stagnanti.

Come saprai, infatti, la Pianura Padana è una delle aree più inquinate d’Europa.

E quindi?

I risultati dello studio sottolineano, una volta di più, l’importanza di un cambiamento. Una rivoluzione – vera – che interessi nel profondo i nostri comportamenti e gli stili di vita.

Serve adottare politiche più rigorose e integrate sulla qualità dell’aria e in contrasto all’avanzare dei cambiamenti climatici. Serve lavorare seriamente per contento l’aumento della temperatura media globale sotto quegli ormai “famigerati” 1,5 °C entro il 2100.

Un simile risultato permetterebbe di ridurre il numero di decessi di 8 volte a Roma e di 1,4 volte a Milano rispetto al periodo 2004-2015. Oltre a salvare, con molta probabilità, anche il futuro del nostro Pianeta.

Fonte | "Climate change and air pollution: Translating their interplay into present and future mortality risk for Rome and Milan municipalities" pubblicata sulla rivista Science of The Total Environment

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