Pidocchi: come riconoscere un’infestazione e come sbarazzarsi dei parassiti che colonizzano i capelli (ma non solo)

I pidocchi sono una delle preoccupazioni dei genitori che ogni anno, all’inizio della scuola, si augurano che i propri bambini non vengano infestati da questi fastidiosi parassiti. Si tratta di piccoli insetti che sopravvivono soltanto se attaccati all’uomo, al quale succhiano il sangue. I bimbi sono più a rischio, è vero, ma l’infestazione chiamata pediculosi può colpire anche gli adulti: scopri come riconoscere i sintomi e cosa fare per debellare i pidocchi.
Alessandro Bai 14 Settembre 2020
* ultima modifica il 28/09/2020
Con la collaborazione del Dott. Massimo Luca Castellazzi Medico chirurgo specialista in Pediatria

Vero incubo di ogni scuola e dei genitori, i pidocchi sono dei piccoli insetti che si nutrono di sangue (quindi sono ematofagi) e non riescono a sopravvivere lontano dall'uomo o da altri esseri viventi, nei quali si insediano per nutrirsi e riprodursi, deponendo le uova: proprio per questo, vengono definiti parassiti obbligati.

Questi animaletti possono dare vita a un'infestazione chiamata pediculosi: quella che sicuramente conoscerai già è provocata in particolare dai pidocchi dei capelli, che spesso invadono le teste dei bambini che frequentano gli istituti scolastici. La loro diffusione, però, ha poco a che vedere con l'igiene personale di un soggetto o con il livello di pulizia di un ambiente, contrariamente a quanto si possa credere.

I pidocchi non hanno le ali ma si possono trasmettere facilmente in ambienti altamente affollati nei quali è più facile che avvenga un contatto diretto tra gli individui, visto che è proprio con questa modalità che avviene il contagio. Ora ti sarà quindi più facile capire perché, ogni anno, l'inizio della scuola, specialmente quella materna e elementare, è accompagnato dalle apprensioni di mamme e papà che sperano che i propri figli non prendano i pidocchi. Si tratta di un problema da curare con attenzione ma che può essere risolto senza grandi difficoltà; tuttavia, può anche diventare molto fastidioso, dato che, senza le giuste contromisure, questi parassiti possono arrivare a contagiare un intero nucleo familiare o buona parte di una classe.

Il cuoio capelluto è l'area che viene più spesso infestata, ma la pediculosi può essere causata anche dai pidocchi del corpo o dai pidocchi pubici (ovvero le piattole) e quindi può interessare altre parti del corpo. Conosciamo meglio questi insetti, capiamo come riconoscerli e le cose da fare e non fare in caso di infestazione.

Pidocchi: come riconoscerli

I pidocchi sono dei minuscoli parassiti ematofagi lunghi tra 2 e 4 millimetri e dotati di sei zampe piuttosto resistenti, che utilizzano per aggrapparsi ai capelli o ad altre parti del corpo. Essendo quasi invisibili a occhio nudo, sarà molto difficile accorgerti della loro presenza almeno fino a quando non utilizzeranno il loro apparato per pungerti e succhiarti il sangue, provocando quel prurito che potrebbe farti venire qualche sospetto.

Come ti dicevo, i pidocchi colpiscono soprattutto i bambini in fascia scolare e prescolare, dai 3 agli 11 anni, con una maggiore prevalenza nelle femmine, dato che i capelli lunghi potrebbero favorirne la proliferazione. È proprio in questa fascia d'età, infatti, che i bimbi hanno più opportunità di stare a stretto contatto, aumentando così il rischio di contagio per loro e per le proprie famiglie.

Ogni parassita vive tra 1 e 3 mesi, almeno fino a quando resta ancorato al cuoio capelluto, o più in generale alla tua pelle. La temperatura ideale per i pidocchi infatti è di circa 37 gradi, quindi lontano dal calore emanato dal corpo umano questi insetti sono destinati a morire in 24-48 ore. Finché non li scopri, però, continueranno a nutrirsi del tuo sangue o di quello di tuo figlio ogni 3-6 ore, anche se il problema maggiore è dato dal fatto che, nella loro vita, i pidocchi possono arrivare a deporre anche 300 uova, chiamate anche lendini. In un giorno, un esemplare femmina può deporre tra 5 e 10 uova: queste restano attaccate alla base del capello grazie a una sostanza adesiva.

Se te lo stavi chiedendo, ecco come puoi riconoscere le tipiche uova di pidocchi: le lendini sono di colore chiaro, hanno una forma a pinolo e sono lunghe circa 1 millimetro; vengono deposte in gran parte dietro le orecchie e sulla nuca (proprio dove si acutizza la sensazione di prurito) e si schiudono dopo circa una settimana se mantenute alla stessa temperatura del corpo, altrimenti morirebbero in una decina di giorni. Dopo altri 7-10 giorni, poi, il pidocchio diventerà adulto e sarà pronto a propria volta a deporre delle uova, aggravando la pediculosi.

Il ciclo vitale e riproduttivo di questi parassiti è lo stesso per i pidocchi dei capelli, del corpo o del pube.

Tipologie di pidocchi

Come ti ho anticipato, pur essendo conosciuti soprattutto per le infestazioni del cuoio capelluto, i pidocchi vengono distinti in tre specie diverse a seconda delle parti del corpo che colonizzano:

  • Pidocchi dei capelli: sono quelli più comuni, soprattutto nei bambini ma anche nelle persone adulte. Presentano una forma allungata, la testa appuntita e un colore grigiastro, e la loro presenza non è indice di scarsa igiene. Le zone più colpite, in genere, sono il cuoio capelluto della nuca e le aree dietro le orecchie.
  • Pidocchi del corpo: hanno una forma simile ai colleghi che colonizzano i capelli ma con dimensioni leggermente più grandi. Al contrario dei primi, però, proliferano più facilmente in condizioni igieniche precarie e in luoghi affollati e dalle dimensioni ridotte, come le caserme. Questa tipologia di pidocchi vive su indumenti o biancheria da letto che è a contatto con il corpo umano, e la cui condivisione favorisce la diffusione dei parassiti.
  • Pidocchi del pube: sono quelli che avrai già sentito chiamare piattole e si annidano soprattutto nelle aree genitali e anali, ma potresti trovarli anche nelle ascelle, o persino nella barba e nei baffi. La loro forma è più schiacciata rispetto alle altre specie, mentre il contagio può avvenire sia tramite via sessuale che con lo scambio di indumenti infestati.

Contagio

I pidocchi si trasmettono in primis per contatto diretto con una persona che è già stata infestata dai parassiti, ma come avrai capito ci sono anche altri modi in cui può avvenire il contagio:

  • Entrare in contatto con biancheria da letto o indumenti infestati
  • Scambio di oggetti personali come spazzole, pettini o asciugamani
  • Rapporti sessuali con una persona già infestata dai pidocchi pubici

I pidocchi non possono saltare o volare da una persona all'altra, tuttavia riescono a muoversi con grande agilità tra i capelli. Ad esempio, basta che la testa di tuo figlio sfiori quella di un altro bambino già infestato perché possa avvenire il contagio, motivo per cui la pediculosi è molto più frequente all'interno delle scuole. Avendo spesso i capelli lunghi, poi, le bambine hanno un rischio maggiore di essere raggiunte dal parassita.

La possibilità di trasmissione dei pidocchi attraverso contatto indiretto va segnalata ma, allo stesso tempo, non è così comune, dato che come abbiamo visto questi insetti possono sopravvivere pochi giorni lontano dal corpo dell'uomo. In ogni caso, lavando gli indumenti in lavatrice ad almeno 60 gradi o chiudendo gli oggetti in un sacchetto per circa 48 ore puoi ridurre al minimo i rischi, causando la morte dei parassiti.

Sintomi

Quando un pidocchio ti punge per succhiare il sangue, rilascia allo stesso tempo i suoi escrementi e una sostanza irritante presente nella sua saliva. Le conseguenze sono l'irritazione del cuoio capelluto o della pelle e il prurito, che però potrebbero anche presentarsi dopo qualche settimana, in seguito a un primo periodo asintomatico.

In alcuni casi, il morso dei pidocchi può provocare una reazione allergica, che si manifesta con la formazione di papule arrossate e pruriginose che ti spingeranno a grattarti intensamente: in questa fase devi fare attenzione, perché potresti creare delle ferite sulla pelle che possono infettarsi.

Le punture dei pidocchi del corpo hanno l'aspetto di piccoli fori rossi e raramente possono portare a malattie più serie, come il tifo e la febbre ricorrente. I parassiti che colonizzano l'area pubica, invece, possono causare la comparsa di macchie grigio-blu nelle zone colpite, che a volte includono anche torace e cosce.

Potrai accorgerti di un'infestazione in corso trovando i pidocchi e le lendini tra i capelli, in particolare nei pressi della nuca e dietro le orecchie. Per capire da quanto tempo dura la pediculosi, puoi guardare proprio la posizione delle uova: più sono vicine al cuoio capelluto e più l'infestazione sarà recente. Probabilmente non riuscirai a staccarle immediatamente, perché come ti dicevo tendono a restare attaccate al capello, quindi potresti dover ricorrere a una tecnica chiamata wet combing che si esegue con un pettine a denti fitti.

Trattamento

Una volta accertata la presenza dei pidocchi sulla tua testa o su quella di tuo figlio, dovrai pensare a come eliminarli. Prima ancora, però, è importante capire se qualche altro membro della famiglia (o compagno di classe) sia stati contagiato: in questo caso, infatti, tutte le persone dovranno iniziare il trattamento per debellare i parassiti contemporaneamente, per non rischiare che un soggetto ancora infestato li ritrasmetta a uno già guarito.

Solo in caso di diagnosi certa, la pediculosi va trattata con l'utilizzo di prodotti insetticidi che puoi trovare in commercio: si tratta dei pediculocidi, perlopiù a base di piretrina, che esistono in diverse formulazioni da applicare direttamente sul cuoio capelluto, sugli indumenti o sulla pelle. Come ti ho anticipato, è particolarmente importante abbinare a questo trattamento il wet combing, una tecnica che consiste nel bagnare i capelli e pettinarli dalla radice fino alle punte per 10-15 minuti con un pettine a denti fitti, in modo da sbarazzarsi delle uova o allontanarle dal cuoio capelluto, il cui calore è fondamentale per permettere la schiusa.

Il wet combing può essere eseguito senza che siano utilizzati altri prodotti nei casi in cui i pidocchi sono solo sospetti oppure sono in numero molto ridotto, ma anche come metodo per prevenire una nuova infestazione.

Ricordati che per eliminare definitivamente i pidocchi dovrai anche lavare a 60 gradi o a secco la biancheria da letto o gli indumenti con cui la persona infestata può essere entrata in contatto. Allo stesso modo, eventuali oggetti, ad esempio i giochi di tuo figlio, andrebbero tenuti al chiuso o all'aria aperta per circa 2 settimane, per uccidere i parassiti. Dovrai invece disinfettare e lavare fermagli, pettini e spazzole in acqua calda.

Ci sono però alcune cose fondamentali da evitare: ricorda che i prodotti contro i pidocchi non vanno mai usati a scopo preventivo, poiché otterresti solo l'effetto di irritare il tuo cuoio capelluto e rischieresti di sviluppare parassiti resistenti al principio attivo. Non ti fidare poi della lunghissima lista di metodi fai-da-te nella quale ti potresti imbattere: la maionese è inutile, mentre l'aceto può aiutare a scollare le uova, ma non di certo a uccidere gli insetti.

Prevenzione

Non esiste un metodo preventivo sicuro per evitare la pediculosi: sicuramente il wet combing, se eseguito per 2 settimane a intervalli di 2-3 giorni, può aiutare sia per eliminare ogni pidocchio residuo che per evitare un'altra infestazione. Più in generale, invece, visto che il contagio avviene principalmente per contatto diretto è bene seguire le regole di base per avere una buona igiene personale (anche se non sempre è sufficiente) ed evitare di scambiarsi oggetti personali, dai pettini ai cappelli o altri indumenti. Suggerimenti che sono preziosi per il tuo bambino, ma che dovresti seguire anche tu, specialmente se lavori o frequenti luoghi molto affollati.

Il parere dell'esperto

Una volta accertata la presenza di lendini e quindi di pidocchi, bisogna intervenire tempestivamente. Come? Lo abbiamo chiesto al Dottor Massimo Luca Castellazzi, medico chirurgo specialista in Pediatria:

"La pediculosi del capo deve essere trattata con prodotti pediculocidi a base di piretrina, permetrina o malathion in gel, crema o mousse. E' importante distribuire il prodotto su tutti i capelli, in modo uniforme, dalla radice alla punta, lasciarlo agire per circa 10-15 minuti a seconda del prodotto e quindi risciacquare con acqua. Questa operazione deve essere ripetuta dopo una decina di giorni perché alcune uova possono sopravvivere al primo trattamento. E' inoltre importante rimuovere le lendini con un pettine a denti fitti subito dopo il lavaggio dei capelli. Un'alternativa ai trattamenti tradizionali può essere il ricorso ai prodotti a base di gel siliconici inerti di recente introduzione e che agiscono con un meccanismo di soffocamento sulle lendini. Tagliare a zero i capelli, una pratica un tempo molto utilizzata, non è più consigliata perché priva di evidenza e perché può essere umiliante per il bambino".

"Non esistono al momento trattamenti preventivi efficaci. Inoltre il ricorso al trattamento ripetuto dovuto alla "paura dei pidocchi" può essere nocivo. E' buona norma invece cercare di interrompere la trasmissione dell'infestazione attraverso il controllo dei membri della famiglia, il lavaggio della biancheria in acqua calda (almeno 60°C) oppure chiudere in un sacchetto per un paio di settimane o lavare a secco tutto ciò che non può essere lavato a 60° e l'immersione per circa un'ora degli oggetti da toilette (come i pettini) nei prodotti pediculocidi liquidi".

Fonti| Istituto Superiore di Sanità; Società italiana di Pediatri

(Scritto da Gaia Cortese il 24-10-2018
Modificato da Alessandro Bai il 14-9-2020)

Contenuto validato dal Comitato Scientifico di Ohga
Il Comitato Scientifico di Ohga è composto da medici, specialisti ed esperti con funzione di validazione dei contenuti del giornale che trattano argomenti medico-scientifici. Si occupa di assicurare la qualità, l’accuratezza, l’affidabilità e l’aggiornamento di tali contenuti attraverso le proprie valutazioni e apposite verifiche.
Le informazioni fornite su www.ohga.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.