Placca dentale: cos’è e come rimuoverla

Avere una buona igiene orale domiciliare è importantissimo per preservare la salute dei denti. È proprio attraverso le corrette manovre di spazzolamento che riusciamo a rimuove efficacemente la placca prima che si mineralizza trasformandosi in tartaro che non è più rimovibile con lo spazzolino.
Dott. Fabio Cozzolino Specialista in Implantologia e Parodontologia
24 ottobre 2019 * ultima modifica il 24/10/2019

La placca dentale può formarsi in ogni punto della superficie dentale, ma in genere tende a depositarsi nelle zone dove lo spazzolino arriva con meno facilità, vicino alle gengive, nello spazio interdentale o dove è presente una irregolarità dello smalto.

Cos’è la placca dentale

La placca dentale è una patina appiccicosa incolore bianca o giallina contenente batteri, cellule morte e residui di cibo. In genere i pazienti tendono a non preoccuparsi troppo della presenza della placca sui denti probabilmente perché quasi invisibile ad occhio nudo. Questo atteggiamento è molto pericoloso perché con il tempo la placca reagisce con i minerali presenti nella saliva e si trasforma in tartaro con conseguenze negative sulla salute orale. Accumuli di placca e tartaro sulla superficie dei denti infatti sono responsabili delle comuni patologie orali.

Come si forma la placca

Come accennato, avere una buona igiene orale è fondamentale per proteggere i denti dalla placca. Già pochi minuti dopo lo spazzolamento, infatti, i denti cominciano a ricoprirsi di uno strato di mucoproteine salivari che viene rapidamente colonizzato dai microorganismi naturalmente presenti nel cavo orale formando la placca batterica. Dopo 8 ore la placca comincia a sedimentare e non può essere più rimossa semplicemente spazzolando i denti, ma richiede un intervento professionale di pulizia dei denti. Questo è il motivo per cui non dovrebbero mai passare più di 8 ore tra uno spazzolamento e l’altro.

Cos’è il tartaro

Il tartaro è placca batterica mineralizzata e a differenza di quest’ultima è visibile ad occhio nudo. Il tartaro può essere di due tipi:

  1. tartaro sopragengivale di colore bianco o giallastro
  2. tartaro sottogengivale, più pericoloso perché si forma al di sotto della gengiva e quindi il paziente può non essere a conoscenza della sua presenza

Il tartaro può diventare scuro e nero con il tempo a seguito della sua pigmentazione dovuta al sangue o ad esempio al catrame nei pazienti fumatori.

I tempi di formazione del tartaro dipendono dal Ph e dalla composizione della saliva di conseguenza in alcuni soggetti possono essere sufficienti pochi giorni perché si accumuli tartaro sui denti, mentre per altri questo processo risulta essere più lento.

Patologie orali

Gli accumuli di placca e tartaro sono responsabili della comparsa di diverse patologie orali come:

  • Gengivite: infiammazione delle gengive che si presentano gonfie, arrossate e sanguinanti;
  • Carie: comincia a formarsi proprio dalla placca contenente batteri, come lo streptococco mutans, i quali metabolizzando gli zuccheri producono sostanze acide che corrodono lo smalto. Se questo processo non viene fermato i batteri riescono a farsi strada fino alla dentina e alla polpa dentale provocando il classico mal di denti;
  • Parodontite: rappresenta una delle conseguenze più pericolose della presenza della placca e del tartaro sui denti. Si tratta infatti di una malattia infiammatoria a carico dei tessuti di sostegno del dente che vengono danneggiati dall’azione dei batteri causando la caduta degli elementi dentari coinvolti. Agendo con tempestività, talvolta anche nei casi più gravi, è possibile bloccare questo processo salvando i denti naturali del paziente.

Eliminare la placca e prevenire il tartaro

Spazzolare i denti in modo corretto dopo ogni pasto, utilizzando filo interdentale e idropulsore, è l’unico modo per eliminare efficacemente la placca dalla superficie dei denti.

Tuttavia ci sono alcune zone che non riescono ad essere pulite in modo adeguato dallo spazzolino  – ad esempio lo spazio interdentale specialmente quello tra denti storti – e succede che depositi di placca mineralizzino trasformandosi in tartaro, per questo è importante programmare periodiche visite di controllo dal proprio dentista e sottoporsi a sedute di igiene professionale almeno un paio di volte all’anno. Poi, i soggetti che hanno una predisposizione genetica alla parodontite dovrebbero sottoporsi a sedute di igiene professionale ogni tre mesi.

Odontoiatra parodontologo e implantologo, iscritto all’ordine il 23/06/1997 con N° TO 1968. Fondatore di Zerodonto, blog di odontoiatria con cui ha altro…
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