Cos’è la pressione arteriosa e come misurarla in modo corretto

La pressione arteriosa non è altro che la forza con cui il cuore pompa il sangue attraverso le arterie. Misurare i valori pressori non è una procedura da anziani, anzi, è importante anche se sei giovane e senza particolari problemi di salute, proprio perché dalle variazioni della pressione si possono scoprire problemi difficili da diagnosticare. Vediamo allora quali sono i valori ottimali e come misurare la pressione correttamente, anche stando comodamente a casa.
Giulia Dallagiovanna 17 Maggio 2019
* ultima modifica il 30/10/2020
In collaborazione con il Dott. Albert Kasongo Medico vaccinatore del Centro medico Santagostino di Milano

Con il termine pressione arteriosa si intende quella forza con cui il cuore, che esercita la stessa funzione di una pompa, spinge il sangue attraverso i vasi, più precisamente le arterie. In questo modo, il fluido può raggiungere tutti gli organi e tessuti del corpo, ai quali porta l'ossigeno e i nutrienti necessari per lo svolgimento delle funzioni vitali.

Anche a te sarà capitato almeno una volta, ma probabilmente di più, di misurare la pressione: è una procedura piuttosto comune, che si può fare in ospedale, in farmacia o persino a casa, e che serve a capire se la pompa cardiaca di cui ti parlavo riesce a svolgere il proprio lavoro in modo efficiente.

La pressione arteriosa, infatti, dovrebbe sempre rimanere compresa all'interno dei valori di riferimento: se questi vengono superati, si parla di ipertensione, o pressione alta, mentre se la tua pressione è al di sotto della soglia fissata significa che soffri di ipotensione, ovvero pressione bassa. Entrambi questi disturbi, soprattutto il primo, sono associati a dei rischi per la tua salute, quindi capirai che tenere monitorati i tuoi valori è una buona pratica anche se sei ancora giovane e non soffri di malattie particolari.

Vediamo allora come si misura correttamente la pressione arteriosa, quando i suoi valori si possono definire alterati e che cosa si intende per "massima" e "minima", due termini che avrai sicuramente sentito quando ti sei sottoposto alla misurazione.

Cos'è

La pressione arteriosa è la forza con cui il cuore pompa il sangue attraverso le arterie, permettendogli di raggiungere ogni parte del tuo corpo. Questa spinta è determinata da due fattori: la gittata cardiaca, ovvero il volume di sangue pompato da un ventricolo in un minuto, e la resistenza data dai vasi, quindi vene e arterie, al passaggio del flusso sanguigno.

Prima di parlarti di come si misura la pressione, però, devo spiegarti quali sono i valori che possono essere rilevati durante questa procedura:

  • Pressione arteriosa sistolica: l'avrai già sentita chiamare "massima" ed è un valore che si rileva quando il cuore si contrae, in una fase chiamata sistole, e pompa il sangue nelle arterie.
  • Pressione arteriosa diastolica: è quella che viene chiamata anche "minima" ed è un valore che si misura nel periodo di riposo tra due contrazioni, detto anche diastole, che si verifica quando il cuore si ricarica per il battito successivo.
  • Pressione arteriosa media: si può calcolare con una formula matematica a partire dalla pressione sistolica e diastolica e, come suggerisce il nome, indica la media pressoria nelle arterie tenendo conto di entrambi i periodi, ovvero la sistole e la diastole.

Ci sono alcuni momenti o situazioni in cui i valori pressori variano fisiologicamente: ad esempio, potrebbero risultare più alti appena dopo una corsa o un caffè ristretto, così come potrebbero abbassarsi durante una giornata particolarmente calda, oppure se li misuri quando ti sei appena svegliato. In questi casi, però, dovresti notare delle variazioni minime che sono del tutto normali.

Dovrai iniziare a preoccuparti un po' di più, invece, quando le fluttuazioni della pressione sono importanti e perdurano nel tempo. A lungo termine, infatti, queste alterazioni della massima e della minima possono portare a problemi anche gravi: ad esempio, l'ipertensione è una delle cause di ictus o attacco cardiaco.

Ecco perché la prevenzione, da effettuare con un monitoraggio periodico della pressione arteriosa, è così importante: in questo modo, potrai accorgerti in fretta se c'è qualcosa che non va e comunicarlo al tuo medico per tempo, in modo da capire cosa fare prima che la situazione diventi seria.

Valori pressori

Ora che sai cosa si intende per pressione sistolica e diastolica, possiamo vedere quali sono i valori di riferimento di cui ti parlavo, per intenderci quelli entro i quali dovrebbe rientrare la tua pressione.

Innanzitutto, devi sapere che la pressione viene misurata in millimetri di mercurio (mmHg). Normalmente, i valori pressori dovrebbero rimanere compresi tra 110 e 130 mmHG per la pressione sistolica (la massima) e tra 70 e 90 mmHG per la pressione diastolica (la minima).

Se la tua pressione supera queste soglie, allora indica uno stato di ipertensione: cerca di capire se è soltanto passeggero, ma se noti che dura per qualche giorno segnalalo al tuo medico. Se invece i valori restano al di sotto di quelli indicati, la condizione prende il nome di ipotensione: generalmente è meno preoccupante rispetto alla pressione alta, ma non è un motivo per sottovalutarla, dunque il consiglio del consulto medico è valido anche in questo caso.

Ricordati poi che i valori della pressione arteriosa possono essere influenzati anche dall'età: ad esempio, in un bambino appena nato la massima sarà intorno ai 70 mmHG e la minima si aggirerà sui 40 mmHG, ma tenderà a crescere gradualmente negli anni. Negli adulti, la pressione può salire intorno ai 35-40 anni a causa di uno stile di vita non del tutto corretto, che magari include abitudini come il fumo di sigaretta o eccessive quantità di sale a tavola. Nelle donne in menopausa, poi, il rischio di ipertensione è maggiore per via delle alterazioni ormonali. È però in quella fascia chiamata terza età che i valori pressori subiscono un innalzamento fisiologico, facendo diventare il monitoraggio ancora più importante.

Come si misura correttamente la pressione

Il metodo più comune per misurare la pressione arteriosa è indiretto. Fino a pochi anni fa, si utilizzava lo sfigmomanometro a mercurio. Si tratta di una fascia di gomma e tessuto, collegato a una piccola pompetta a mano e a una colonna con il mercurio, appunto. Deve essere indossata sull'avambraccio, tra l'ascella e la piega del gomito, dove si può intercettare l'arteria omerale. Tra la fascia e il braccio, il medico inserisce un fonendoscopio che gli permette di percepire i rumori provocati dal sangue mentre passa nel vaso.

Per iniziare la misurazione si gonfia la fascia con la pompetta fino al momento in cui la pulsazione dell'arteria scompare e non si avverte più nessun suono. Contemporaneamente potrai notare che il mercurio nella colonnina inizia a salire. Bisogna incamerare aria ancora, in modo da superare di 20 mmHg il punto in cui scompare anche il polso radiale, ovvero la pulsazione che puoi avvertire anche tu se fai una leggera pressione con il pollice all'altezza del polso.

Il sangue che riprende a circolare produce un rumore in base al quale si calcolano "massima" e "minima"

A questo punto, il medico farà uscire lentamente l'aria, tenendo monitorata la colonnina, che dovrà abbassarsi non più velocemente di 2 millimetri al secondo. Piano piano, la pressione dell'aria nel bracciale diventerà uguale a quella arteriosa: il sangue ricomincerà a passare e produrrà un rumore. Quella sarà la "massima". Mentre proseguendo con lo stesso metodo, si noterà che i suoni finiranno per scomparire. Verrà misurata la "minima". La pressione infatti sarà indicata con due valori, come 130/80.

Il mercurio, però, è tossico. Per questa ragione, l'Unione europea ha tolto dal mercato qualsiasi strumento medico che contenesse questo metallo, termometri compresi. Ora si utilizzano sfigmomanometri ibridi, dove un Led a tacche simula l'andamento della colonnina, oppure compare direttamente una scala digitale. In ogni caso dovrai sempre sottoporti ad almeno due misurazioni consecutive, se non di più, quando i valori variano fra di loro in modo eccessivo.

In circostanze specifiche, però, la misurazione può avvenire per via diretta. Accade se le condizioni del paziente sono gravi o semplicemente durante un intervento chirurgico. Lo strumento utilizzato diventa quindi un catetere che viene introdotto all'interno dell'arteria, mentre un dispositivo di misurazione fornisce i dati rilevati.

Infine, è possibile che si renda necessario un monitoraggio prolungato nell'arco di tutte le 24 ore della giornata, per capire come la tua pressione, e dunque il tuo cuore, reagisca ai diversi impulsi esterni. In questo caso indosserai un apparecchio, chiamato Holter, che rileverà i suoni ogni 15 minuti circa. Serve al medico per accertarsi che non vi sia traccia di un'ipertensione mascherata, cioè non rilevabile con una sola misurazione in laboratorio.

Come misurare la pressione a casa

Puoi controllare la tua pressione anche in autonomia. Esistono infatti degli apparecchi che, sebbene non precisi quanto quelli di un medico, possono comunque fornirti informazioni utili e farti intuire subito se sia il caso di preoccuparsi oppure no. La rilevazione dei dati è automatica, o semiautomatica, perciò il loro utilizzo è facilmente intuibile anche da chi non ha mai avuto a che fare con strumentazioni sanitarie.

Il consiglio è quello di non utilizzare i dispositivi che si indossano al polso o a un dito della mano, in quanto sono risultati poco attendibili. Dovresti invece procurarti un bracciale simile allo sfigmomanometro. Quelli migliori e validati si possono trovare sul sito DablEducational Trust.

Come prepararsi per misurare la pressione

Prima di sottoporti alla misurazione, ci sono alcuni accorgimenti ai quali devi prestare attenzione, affinché l'esame risulti valido. Innanzitutto, devi essere tranquillo: seduto comodamente e in un ambiente con una temperatura adatta. Nessun elemento esterno deve infatti influenzare l'analisi. A partire da almeno un'ora prima della misurazione, non dovresti bere caffè, né altre bevande contenti caffeina o ingredienti con effetto eccitante. E circa mezz'ora prima, spegni l'ultima sigaretta.

Se poi effettui la misurazione in casa, cerca di utilizzare sempre lo stesso braccio. Non è infatti un problema scegliere la parte sinistra o quella destra, ma fra una e l'altra potrebbero verificarsi delle leggere variazioni che incidono sulle cifre riportate dallo strumento. Inoltre, acquista una fascia della dimensione giusta: per i bambini e le persone molto magre sarà necessaria una misura ridotta, mentre dovrai scegliere l'esatto opposto in caso di braccia più grandi della norma, come può accadere in un individuo obeso.

Il parere dell'esperto

Abbiamo chiesto al dottor Albert Kasongo, medico vaccinatore del Centro medico Santagostino di Milano, quali sono i valori normali della pressione arteriosa e quando devi rivolgerti al medico. Ecco cosa ci ha risposto:

"Universalmente per un individuo di media altezza e di medio peso i valori normali sono 80 mmHg per la pressione diastolica (la cosiddetta  minima) e 120 mmHg per la pressione sistolica (la cosiddetta massima). Per questi valori c'è da considerare una variazione standard di circa 10 mmHg in più o in meno per i valori normali, di fronte alla quale non dobbiamo preoccuparci. E' quindi il caso di rivolgersi al medico se si oltrepassano questi valori, soprattutto se si hanno sintomi come debolezza e giramenti di testa per la minima troppo bassa e tachicardia e sudorazione per la massima troppo alta".

Fonti| Fondazione Veronesi; Società italiana dell'ipertensione arteriosa

(Modificato da Simona Cardillo il 6-5-20
Modificato da Alessandro Bai il 13-10-20)

Contenuto validato dal Comitato Scientifico di Ohga
Il Comitato Scientifico di Ohga è composto da medici, specialisti ed esperti con funzione di validazione dei contenuti del giornale che trattano argomenti medico-scientifici. Si occupa di assicurare la qualità, l’accuratezza, l’affidabilità e l’aggiornamento di tali contenuti attraverso le proprie valutazioni e apposite verifiche.
Le informazioni fornite su www.ohga.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.