Punture di insetto: come riconoscerle e cosa fare quando succede

Saranno soprattutto le zanzare e i pappataci a darti fastidio durante l’estate. Dovrai però fare attenzione anche a vespe, api e a tanti altri insetti che pungono soprattutto nei mesi più caldi dell’anno. Riconoscere cosa ti abbia provocato la reazione cutanea è importante per sapere come intervenire, ma ci sono alcuni accorgimenti che possono valere più in generale. Vediamo quali.
Giulia Dallagiovanna 15 giugno 2019
* ultima modifica il 16/06/2019

Ti è comparso improvvisamente un pomfo che non sai da dove derivi? Avverti un prurito che prima non c'era? Soprattutto durante l'estate è abbastanza probabile che si tratti di punture di insetto. Al 90% saranno zanzare, ma è probabile che si tratti anche di altri animaletti, soprattutto se abiti in campagna. Imparare a riconoscere quale sia la causa di quel gonfiore pruriginoso è importante, perché cambiano i modi nel quale andrà trattato il problema. Inoltre, se sei allergico a uno in particolare, dovresti ricordarti di avere sempre con te una dose di adrenalina, per ogni evenienza. Se invece sviluppi una reazione avversa per la prima volta nella tua vita, dovrai essere portato subito al pronto soccorso.

Su Ohga ti abbiamo già parlato delle punture di zanzara, della puntura di vespa o di ape, e della puntura di zecca. Ora, però, cerchiamo di capire cosa bisognerebbe fare in generale, specialmente quando non si ha nessuna idea di quale insetto abbia attaccato.

Le 5 punture di insetto più comuni

Si fa presto a parlare di punture di insetto, ma di quale specie si tratta esattamente? Proviamo a capire insieme quali sono le 5 più comuni, ovvero nelle quali è più frequente che tu possa imbatterti.

Punture di zanzare

Sicuramente conoscerai già come si presentano le punture di zanzara: un leggero gonfiore localizzato e, soprattutto, un prurito molto fastidioso. Difficilmente ti provocherà dolore, a meno che non si trovi in parti molto sensibili del tuo corpo. Il disturbo può durare qualche minuto, oppure qualche giorno. Dovresti infatti evitare di grattarti perché l'attrito delle unghie potrebbe generare dei piccolo graffietti che potrebbero sanguinare, oppure si potrebbe dare origine a una vera e propria infezione. Di norma, comunque, questi piccoli incidenti sono innocui e i fenomeni di shock anafilattico risultano davvero molto rari.

Puntura di un'ape o una vespa (o altri insetti simili)

Di solito, in caso di puntura di un'ape, di una vespa o di un insetto simile, ad esempio un calabrone, la prima sensazione che avvertirai sarà quella di dolore. Si formerà un pomfo della dimensione di qualche centimetro, che possono diventare anche 10 in persone particolarmente sensibili. Al centro del rigonfiamento potresti intravedere un piccolo puntino rosso o una crosticina: è dove il pungiglione è entrato. Se, poi, scorgi anche un puntino nero, significa che quest'arma di difesa dell'animale si trova ancora sotto la tua cute e deve essere rimosso, o continuerà a rilasciare veleno. In caso di puntura di calabrone, infine, i sintomi potrebbero essere più intensi poiché maggiore è la quantità di sostanze tossiche che potrebbe iniettarti. Quando avverti anche problemi alla respirazione e gonfiori diffusi, dovrai chiamare un'ambulanza o recarti subito al pronto soccorso perché significa che hai una reazione allergica con probabile shock anafilattico.

Puntura di zecca

La puntura di zecca non provoca nessun tipo di sintomo, almeno all'inizio. Ti accorgerai di essere stato attaccato solo se scorgerai la reazione cutanea tipica: una sorta di piccolo bersaglio leggermente gonfio, con al centro un puntino rosso o, spesso e volentieri, l'animale stesso. Questi insetti infatti pungono con il fine di rimanere attaccati all'uomo e succhiargli il sangue. Solo in quel momento potresti avvertire un leggero prurito e un po' di bruciore. Dovrai però rimuovere subito la zecca, facendo attenzione a che non rimanga attaccata la testa, in modo che non faccia infezione.

Puntura di pappataci

Può capitare che tu stia convinto di essere stato morso da una zanzara, mentre invece si tratta di una puntura di pappataci. Appartengono, per la verità, alla stessa famiglia e sono molto simili nell'aspetto, anche se i secondi sono più piccoli e più fastidiosi. Il prurito infatti sarà maggiore, anche se il gonfiore potrebbe anche non comparire o essere appena accennato. Un tipo di attacco assolutamente innocuo, poiché in Italia è difficile che questi insetti trasmettano malattie infettive.

Puntura di tafani

I tafani sono, in realtà, una famiglia composta da insetti simili a mosche, ma molto più grosse e con il corpo striato e dalla forma allungata. A differenza delle colleghe, si tratta di animali che si nutrono di sangue, soprattutto gli esemplari femmina, e che di conseguenza attaccano anche l'essere umano. E ti provocano dolore e fastidio. Il gonfiore è piuttosto esteso ed evidente e la reazione cutanea comprende anche arrossamento, prurito e un bruciore intenso. Anche se non sei proprio allergico, potresti comunque riscontrare alcuni problemi come una sensazione di vertigini e di svenimento. Una visita al pronto soccorso sarebbe quindi sempre consigliata, soprattutto in caso di soggetti più deboli come bambini o anziani.

Punture di insetto: in quale periodo

L'estate è sicuramente la stagione in cui è più facile incappare in punture di insetto. Le più diffuse sono sicuramente quelle di zanzare e di pappataci, entrambe innocue e fastidiose. Meno probabile, ma sicuramente non rara, è la puntura di api e vespe. Se invece hai scelto di fare un giro in campagna, o abiti vicino a campi rimasti incolti e dove l'erba è alta, allora dovresti fare attenzione anche alle zecche. Per quanto riguarda invece calabroni e tafani, sono per fortuna meno frequenti, soprattutto se abiti in una zona altamente urbanizzata. Ricorda però che il cambiamento climatico e l'aumento di viaggi, a scopi commerciali o turistici, hanno fatto sì che arrivassero in Italia nuovi tipi di insetti che sono in grado di sopravvivere anche a temperature più basse. Potresti quindi ritrovarti delle specie di zanzare o di cimici (sì, anche loro pungono) persino durante l'inverno.

Cosa fare per le punture di insetto

In caso di puntura di insetto, dovresti prima di tutto capire quale di preciso ha provocato la reazione cutanea e quali sintomi stai avvertendo. Per tutti, però, vale una regola difficile da rispettare: non grattarti. Con le tue unghie rischieresti di produrre piccoli graffietti sanguinanti, oppure di aprire la strada per sovrainfezioni batteriche e la prurigo nodulare. Quest'ultima si verifica quando le lesioni sulla pelle diventano croniche e continuano a farti male o provocarti prurito, anche una volta che dovrebbero risultare inattive.

Per il resto, degli stick dopopuntura potrebbero essere utili per lenire il fastidio, ma se noti i primi segnali di una risposta allergica o di uno shock anafilattico allora dovrai avvertire subito i soccorsi.

Una crema antinfiammatoria, o semplicemente un po' di ghiaccio, potrebbero ridurre gonfiore e bruciore in caso di un pomfo di modeste dimensioni e che potrebbe tranquillamente guarire da solo. Evita invece di ricorrere ad antistaminici per uso topico, cioè spalmabili, perché rischiano di rendere la zona colpita più sensibile ai raggi UV e quindi di peggiorare l'infiammazione.

I rimedi naturali per le punture di insetto

Spesso e volentieri, le punture di insetto sono semplicemente una seccatura innocua. Per questa ragione, una volta che ti sei accertato di non aver sviluppato nessun tipo di reazione allergica, puoi ricorrere a qualche rimedio naturale per alleviare il prurito e il bruciore. L'aloe vera e la calendula hanno proprietà antinfiammatorie e cicatrizzanti, che possono favorire una guarigione più rapida. Se invece il problema è che non riesci proprio a fare a meno di grattarti, prova a cospargere delicatamente la zona colpita con dell'acqua salata. Anche il miele può aiutare a curare la reazione cutanea e a far tornare la pelle del suo colore originario.

Come prevenire le punture di insetto

Ci sono alcuni accorgimenti generici che puoi assumere per prevenire le punture di insetto. Innanzitutto, le zanzariere: una piccola e pratica retina che eviterà l'entrata di piccoli animaletti in casa tua, senza spandere nell'aria alcun tipo di sostanze, che siano naturali o chimiche. Zampironi, piastrine e candele alla citronella sono invece utili soprattutto contro le zanzare e i pappataci.

Cerca poi di non sostare vicino a torrenti, stagni o qualsiasi luogo dove c'è una forte presenza di acqua, perché agli insetti piace molto. Api, vespe e calabroni sono poi attratti anche da alimenti dolci e proteici: abbi quindi cura di eliminare subito i resti di un pranzo sul terrazzo o di un pic nic in un prato. E mi riferisco anche ai fondi di bicchieri sporchi di bevande zuccherate.

Indossa vestiti di colori chiari e, quando il caldo non lo impedisce, di una misura che ti copra la maggior parte di corpo possibile. Quindi maniche e pantaloni lunghi, ma anche calze e, perché no, un berretto.

Se invece incontri un'ape, un tafano o insetti di questo tipo, non fare movimenti bruschi e soprattutto non tentare di sbarazzartene agitando le mani. Vespe, tafani e calabroni sono aggressivi e non si faranno remore a pungerti, mentre le api, se si sentono in pericolo, ti attaccheranno pur sapendo di andare incontro a morte certa.

Fonte| Ospedale pediatrico Bambin Gesù; MSD Manuals

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