Quale mascherina dovresti utilizzare con l’arrivo del caldo?

In questi giorni anche tu starai combattendo contro il disagio provocato dal binomio mascherina-estate. Quel calore in più al viso, unito alla sensazione di umido che si viene a creare, non è affatto piacevole. Ma uno studio delle Università di Chieti-Pescara e Bari ti suggerisce la tipologia giusta da utilizzare per ridurre il disagio.
Giulia Dallagiovanna 18 Giugno 2021
* ultima modifica il 18/06/2021

È arrivata l'estate e ce ne siamo accorti tutti. Da qualche giorno chi vive in città ha l'impressione di essere immerso in una specie di pentola piena d'acqua in ebollizione. E la mascherina, diciamocelo pure, non aiuta. Dopo qualche ora che la indossi inizi ad avvertire una poco piacevole sensazione di umido che circonda bocca e mento e vorresti strappartela via. Tranquillo, capita a tutti. Il problema è che, come sai bene, ancora non puoi rinunciare a questo dispositivo, nemmeno all'esterno per il momento. Meglio allora capire come gestirlo e quale tipologia scegliere per ridurre al minimo il fastidio, senza rinunciare alla sicurezza. Ti aiuta uno studio delle Università di Chieti-Pescara e Bari, pubblicato sulla rivista International Journal of Enviroment Research and Public Health.

Prima di tutto, bisogna tenere presente la situazione generale. Come ti raccontiamo ogni giorno, i dati sui contagi mostrano una curva in continuo calo, per fortuna anche sul fronte dei decessi. Il merito è della bella stagione, che ha già mostrato di poter ridurre la circolazione del SARS-Cov-2, e della campagna vaccinale che ad oggi conta quasi un terzo della popolazione completamente immunizzato e oltre 44 milioni di dosi somministrate.

Dunque il pericolo di contrarre il Covid-19 in questo momento è decisamente minore rispetto all'inverno appena passato. E lo è ancora di più all'esterno, dove una maggiore circolazione dell'aria facilita la dispersione di droplets eventualmente infetti, senza che questi contagino le persone vicine.

L'umidità può ridurre l'aderenza al viso della mascherina

Fatte tutte le premesse del caso, arriviamo allo studio. Perché ci interessa? Perché i ricercatori consigliano di abbandonare l'uso della mascherina FFP2 durante l'estate e di preferire invece la chirurgica.

Attraverso uno scanner a infrarossi, infatti, hanno misurato la temperatura del viso, e in particolare della regione attorno alla bocca, di 20 persone. I partecipanti hanno indossato per un'ora la mascherina chirurgica e poi quella FFP2, sempre per 60 minuti. Ne è emerso un aumento statisticamente significativo del calore, ma anche dell'umidità percepita. Di conseguenza le persone erano più scomode e facevano anche più fatica a respirare.

Non solo, ma proprio questa situazione che si viene a creare, fa sì che il dispositivo aderisca meno al viso, perdendo di efficacia.

Quindi la soluzione più indicata durante i mesi estivi è quella di indossare la mascherina chirurgica, cambiarla spesso in modo da ridurre il tasso di umidità che si viene a creare nonché il rischio di acne, e magari spostarla un attimo dal viso quando ti ritrovi da solo in uno spazio esterno.

Fonte| "Facial Skin Temperature and Discomfort When Wearing Protective Face Masks: Thermal Infrared Imaging Evaluation and Hands Moving the Mask" pubblicato sull'International Journal of Enviroment Research and Public Health il 27 giugno 2020

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