Quali tumori sono stati più diagnosticati nel 2020 e quali sono in aumento

Gli effetti della pandemia sui numeri delle diagnosi ancora non sono visibili. Rispetto al 2019, anzi, sono in aumento. Restano fondamentali la prevenzione e soprattutto i programmi di screening, che per due mesi avevano subito uno stop.
Giulia Dallagiovanna 20 Luglio 2021
* ultima modifica il 20/07/2021

Il tumore al seno è la neoplasia diagnosticata più di frequente in Italia. Lo è stato anche nell'anno appena trascorso, in cui il Covid ci ha fatto un po' perdere di vista tutte le altre malattie. Cancro compreso. Nel decimo censimento ufficiale realizzato da AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica), in collaborazione con AIRTUM (Associazione Italiana Registri Tumori) e PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), non emergono ancora gli effetti della pandemia sulle diagnosi e sugli screening. Gli autori del volume, intitolato I numeri del cancro in Italia 2020, hanno già avvertito che bisognerà aspettare i dati relativi al 2021 per valutare meglio l'impatto dei due mesi di stop e degli ospedali pieni sulle malattie oncologiche.

Per ora quindi ci si limita ai numeri. In un solo anno sono state effettuate 377mila nuove diagnosi, di cui 195mila in pazienti uomini e 176mila in donne. Sono 6mila in più rispetto al 2019. Il 14,6% riguardava appunto un carcinoma mammario, mentre 43.700 sono state per il cancro al colon-retto e quasi 40.900 per il polmone. Al quarto e al quinto posto troviamo rispettivamente quello alla prostata e quello alla vescica.

Le diagnosi di tumore al polmone aumentano del 3,4% ogni anno

Il tumore al polmone, però, è in rapida crescita. Addirittura del 3,4% ogni anno e soprattutto all'interno della popolazione femminile. La causa principale rimane il fumo di sigaretta, abitudine ancora molto diffusa nonostante tutte le campagne di sensibilizzazione e le misure del governo per scoraggiare il consumo di tabacco.

Dal report emerge, di nuovo, l'importanza della diagnosi precoce. Proprio attraverso l'aderenza ai programmi di screening si è riusciti a diminuire addirittura del 20% in sette anni l'incidenza del cancro al colon-retto. E questo è un tasto molto importante da toccare se guardiamo all'anno sconvolgente che abbiamo passato. È probabile infatti, anche se è ancora presto per trarre conclusioni definitive, che i due mesi di chiusura delle attività ordinarie degli ospedali e che i ritardi nei programmi di screening possano aver provocato un peggioramento della situazione: non tutti i casi sono stati diagnosticati in tempo e forse tra qualche anno emergeranno le reali conseguenze di questo stravolgimento.

Ma una nota positiva c'è: grazie alle nuove terapie e alle diagnosi tempestive, il tasso di sopravvivenza è nettamente migliorato. Oggi un paziente su 4 torna ad avere la stessa aspettativa di vita di una persona completamente sana. Negli uomini, muore il 6% dei pazienti in meno rispetto a quanto accadeva solo cinque anni fa, mentre nelle donne è il 4,2%. Sono piccoli grandi passi, che ci mostrano l'importanza della ricerca e dei programmi di prevenzione.

Fonte| AIOM

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