Quando arriva il vaccino anti-Covid per gli under12? Bozzola (Sip): “Entro l’inverno o all’inizio del 2022 dovrebbe diventare disponibile”

Il segretario nazionale della Società Italiana di Pediatria ha spiegato che le sperimentazioni di Pfizer e Moderna stanno giungendo al termine e che i vaccini testati sui bambini sotto i 12 anni non avrebbero evidenziato alcun effetto collaterale.
Kevin Ben Alì Zinati 15 Settembre 2021
* ultima modifica il 15/09/2021
In collaborazione con la Dott.ssa Elena Bozzola Segretario nazionale Società Italiana di Pediatria

Qualcuno, ancora, manca all’appello. Non sui banchi di scuola visto che fortunatamente migliaia di bambini, ragazzi e studenti sono tornati in classe lasciando la didattica a distanza come un ricordo e, al massimo, come lo spauracchio da cui stare alla larga.

I più piccoli, e in particolare gli under12, ad oggi sono ancora l’unica fascia di popolazione fuori dalla campagna vaccinale. Non si tratta di una decisione presa a tavolino dall’alto. L'obiettivo dell'80% della popolazione vaccinabile non è più cos'ì lontano (oggi siamo poco sopra il 74%), ma nel conteggio mancano i più piccoli.

Al momento, infatti, i genitori non hanno potuto prenotare un appuntamento al centro vaccinale per i propri figli semplicemente perché non ci sono vaccini autorizzati e sicuri per gli under12.

La situazione però si sta sbloccando. Ne è convinta la dottoressa Elena Bozzola, Segretario Nazionale della Società Italiana di Pediatria che, sulla base dell’assenza di effetti collaterali riportati nelle sperimentazioni in corso, l’arrivo dei vaccini anti-Covid per i più piccoli “in Europa e quindi in Italia dovrebbe arrivare entro la fine dell’anno o l’inizio del 2022.

La Segretaria Nazionale della Sip ha spiegato che Pfizer e Moderna stanno completando le sperimentazioni, poi saranno necessarie le approvazioni sia da parte dell’Ema che di Aifa che dovranno certificare che si tratti di un farmaco efficace e sicuro. “Già entro l’inverno negli Usa potrebbero arrivare i primi vaccini per i bimbi tra i 5 e 11 anni. Quello contro il Covid-19, così come tutti gli altri vaccini, necessita di diversi passaggi, dai test in laboratorio a quelli sugli animali fino a quelli su un numero crescente di bambini”.

Il vaccino per gli under12 in Europa e quindi in Italia dovrebbe arrivare entro la fine dell’anno o l’inizio del 2022

Dott.ssa Elena Bozzola, Segretario Nazionale Sip

A quel punto, una volta che la Food and Drug Administration dovesse dare luce verde, il passaggio con le Agenzia Europea e Italiana dovrebbe essere abbastanza rapido.

Moderna, ha spiegato Bozzola, già ad inizio dello scorso marzo avrebbe arruolato poco meno di 7mila pazienti sotto i 12 anni, divisi per fasce d’età, per un totale di circa 2000 bambini tra i 6 e i 12 anni. “Il completamento degli studi e i risultati dovrebbero arrivare a brevissimo e da lì partirà l’immissione in commercio”. 

Elena Bozzola, segretario nazionale Sip

La vaccinazione per la popolazione di bambini sotto i 12 anni oggi non possiamo definirla un’urgenza come lo è, invece, quella delle persone più deboli, dei più fragili e dela popolazione adulta ancora scoperta. È chiaro, però, che resta tra le priorità.

Quello che i bambini sarebbero risparmiati dal Covid-19, infatti, è un falso mito. I dati ci indicano che l’infezione non è sempre asintomatica o pauci-sintomatica tra i piccoli – ha continuato la dottoressa Bozzola – Ci sono vittime anche tra gli under12: negli Stati Uniti se n’è contato un numero molto elevato, circa 350”. 

Anche i più piccoli loro sono esposti alle più severe conseguenze del virus (ricordi, per esempio, la Mis-C?) e per questo rientreranno tra le categorie vaccinabili.

Estendere il raggio d’azione della campagna vaccinale significa anche delimitare ulteriormente lo spazio di manovra del virus. “Sars-CoV-2 è intelligente – ha continuato la segretaria nazionale della Sip – e quando trova i suoi bersagli preferiti protetti, ovvero i più vulnerabili e fragili, escogita altri modi per replicarsi, come colpire i giovani e i bambini”. Che, come paglia per una scintilla, rischiano così di diventare gli amplificatori del contagio.

Immunizzare i bambini contro il Coronavirus, però, è soprattutto il modo per proteggerli da quella che la dottoressa Bozzola definisce una “pandemia indiretta” che, come puoi immaginare, si traduce in ragazzi chiusi in casa, lontani dalla scuola e dalla socialità e in grave rischio neuropsichiatrico“Tutti i dati interregionali hanno dimostrato che ci sono territori con un incremento del +100% di accessi in pronto soccorso per disturbi neuropsichiatrici. Sto parlando di tentativi di suicidio, disturbi nella condotta alimentare e disturbi ansiogeni ha concluso Bozzola.

Vaccinare i più piccoli diventerebbe quindi una mossa strategica molto importante: garantirebbe l’immunità a una fascia di popolazione automaticamente non esclusa dal virus, favorirebbe un rientro a scuola il più sicuro possibile e una crescita normale dal momento che “sempre a casa, i bambini non crescono e rischiano di diventare vittime della tecnologia”. Indirettamente, poi, la loro vaccinazione servirebbe per proteggere ancora di più i nonni, gli anziani e le persone fragili per le quali, tra l’altro, sta diventando sempre più realtà laterza dose addizionale.

“Sarebbe una mossa decisiva che, però, non deve tralasciare quelle tappe necessarie perché arrivi un vaccino efficace e sicuro. Attendiamo con fiducia: manca poco” ha concluso la segretaria nazionale della Sip.

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