Quante persone sono davvero state infettate in Italia? Il 9,8% secondo gli epidemiologi dell’Imperial College

Questo vuol dire che non sarebbero 100 mila ma quasi 6 milioni gli italiani che avrebbero contratto il coronavirus SARS-CoV-2. Gli esperti però ricordano che si tratta di una stima e che l’intervallo verosimilmente da prendere in considerazione, per quanto riguarda la percentuale di popolazione infetta in Italia, va dal 3,2% al 26%.
Federico Turrisi 31 marzo 2020
* ultima modifica il 07/04/2020

Quante persone veramente sono state infettate dal nuovo coronavirus? Tra le domande che ti starai ponendo sull'attuale situazione in Italia scommetto che questa è una di quelle più ricorrenti. Si tratta di una domanda più che legittima, dal momento che, nell'80% dei casi, chi ha contratto il virus è asintomatico o paucisintomatico, ovvero presenta sintomi lievi (febbricola, tosse, leggero raffreddore).

È quindi molto difficile rispondere alla domanda iniziale. Tuttavia, gli epidemiologi di un istituto come l'Imperial College di Londra, hanno provato a elaborare una stima. "Provato", "stima": già questi termini dovrebbero farti capire che si tratta appunto di calcoli approssimativi, con un certo margine di errore. I dati riportati dal nuovo studio vanno dunque presi per quello che sono. Delle stime, appunto. Vediamoli insieme.

Degli 11 paesi europei presi in considerazione per lo studio, la Spagna è quello con la percentuale più alta di infetti: circa il 15% della popolazione avrebbe contratto il virus. I paesi invece con le percentuali più basse sono Germania e Norvegia (rispettivamente 0,72% e 0,41%). Al secondo posto nella classifica troviamo l'Italia con il 9,8%. L'intervallo ritenuto dagli esperti credibile al 95% va dal 3,2% al 26%. Che cosa vuol dire? Che è probabile che siano circa 5,9 milioni (il 9,8% della popolazione appunto) gli italiani colpiti dal coronavirus, ma che nella migliore delle ipotesi sono 1,9 milioni, nella peggiore sono 15,6 milioni. Considera che il numero totale dei positivi in Italia riportato dal bollettino della Protezione Civile del 30 marzo arriva a 101.739.

Un aspetto molto importante che fanno notare gli epidemiologi dell'Imperial College è che le misure di contenimento adottate nel nostro paese hanno avuto un impatto notevole e hanno contribuito ad abbassare il tasso di riproduzione dei contagi (il famoso R0, ovvero il numero medio di infezioni secondarie prodotte da un singolo caso positivo).

Sul fatto che però in Italia ci sia un "sommerso" che non rientra nelle statistiche ufficiali ormai ci sono pochi dubbi. Lo stesso capo della Protezione Civile, Angelo Borrelli, in un'intervista ha dichiarato che il numero dei casi positivi che comunica ogni giorno alle 18 potrebbe essere di dieci volte superiore. Nel pieno di un'emergenza sanitaria globale è impossibile avere dei dati completi. L'importante in questo momento è rimanere a casa e rispettare le misure di distanziamento sociale per permettere l'appiattimento della curva epidemica. Poi verrà il tempo dei bilanci.

Fonte | "Estimating the number of infections and the impact of non-pharmaceutical interventions on COVID-19 in 11 European countries" pubblicato dall'Imperial College COVID-19 Response Team il 30 marzo 2020.

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