Reflusso gastroesofageo: come riconoscerlo e come prevenirlo

Il reflusso gastroesofageo è un disturbo molto fastidioso dovuto alla risalita del materiale acido dello stomaco lungo l’esofago. Provoca bruciore allo sterno e rigurgito acido ed è causato da diversi fattori: stili di vita, alimentazione, sbalzi ormonali, soprappeso o gravidanza. Si cura migliorando dieta e stili di vita. In alcuni casi i farmaci posso aiutare.
Angelica Giambelluca 22 maggio 2020
* ultima modifica il 01/06/2020

Capita di mangiare qualcosa di pesante e di avere una sensazione di bruciore a livello dello sterno, oltre a un fastidioso rigurgito dal sapore acido. Se capita qualche volta, non c'è da preoccuparsi, ma se il disturbo invece si presenta con una certa frequenza, potresti soffrire di malattia da reflusso gastroesofageo.

Cos'è?

Il reflusso gastroesofageo è un disturbo che causa rigurgito acido e sensazione di bruciore nella parte posteriore dello sterno ed è causato dalla risalita dei succhi gastrici lungo le pareti dell’esofago. Interessa tra il 10 e il 20% della popolazione europea. Si può trattare cambiando stili di vita e regime alimentare e, all'occorrenza, assumendo farmaci specifici. Nel 30% dei casi questa malattia presenta complicazioni con erosioni a livello dell’esofago e ulcere.

I sintomi

I sintomi del reflusso gastroesofageo sono, come detto, il rigurgito acido e il bruciore dietro lo sterno. Questi sintomi possono presentarsi solo una volta nell’arco della giornata oppure ripetersi in diversi momenti, dopo i pasti oppure di notte (di solito tra mezzanotte e le tre del mattino). Oppure insorgono se si assume una particolare posizione, ad esempio piegandosi per allacciarsi una scarpa oppure da sdraiati. Altri sintomi, meno tipici, del reflusso gastroesofageo sono:

  • Sensazione di nodo alla gola
  • Difficoltà a deglutire
  • Nausea
  • Difficoltà a digerire
  • Laringite
  • Abbassamento della voce
  • Raucedine
  • Singhiozzo
  • Dolore al torace
  • Insonnia

Le cause

Le cause del reflusso gastroesofageo sono diverse: dipendono dagli stili di vita, dal regime alimentare, dagli ormoni o dall’assunzione di determinati farmaci. Non esiste un’unica causa di questo disturbo.

Il reflusso avviene quando lo sfintere inferiore, la “porta” che fa passare il cibo dall'esofago allo stomaco, non funziona come dovrebbe. In condizioni normali questo sfintere permette comunque un passaggio anche del materiale acido nell’esofago, ma se questa quantità è minima, non si avverte nulla. Se invece il materiale che passa dallo sfintere aumenta e questo si verifica con una certa frequenza, allora si è in presenza di reflusso gastroesofageo. Oltre alla cause che abbiamo già citato, anche un aumento della pressione addominale, come succede alle persone sovrappeso o in gravidanza, può scatenare questo disturbo.

La diagnosi

I sintomi principali (rigurgito acido e bruciore retro-sternale) sono già sufficienti per diagnosticare il reflusso, ma se dopo la terapia questi disturbi permangono oppure se insorgono altri sintomi come debolezza, dimagrimento o anemia, allora occorre approfondire la situazione effettuando appositi test diagnostici per esaminare l’esofago, lo stomaco e il duodeno, ad esempio tramite gastroscopia o l’esame radiologico del tubo digerente.

La cura

Per curare il reflusso gastroesofageo occorre innanzitutto migliorare gli stili di vita e il regime alimentare, come ad esempio:

  • Evitare di fumare
  • Non assumere alimenti che posso peggiorare l’acidità di stomaco come cioccolato, caffè, menta, pomodori, agrumi e alcolici
  • Non sdraiarsi subito dopo i pasti, soprattutto se sono stati pesanti e abbondanti
  • Cenare a base di pasti leggeri

Per curare questo disturbo ci possono aiutare anche alcuni farmaci, come:

  • Farmaci antiacidi: come suggerisce il nome, servono per neutralizzare l’acidità dello stomaco ma non curano il disturbo
  • Farmaci che riducono la produzione di acido: gli H2 antagonisti(famotidina, ranitidina) sono rapidi ed il loro effetto dura più a lungo rispetto agli antiacidi. Ma dopo un periodo di tempo variabile possono smettere di avere effetto.
  • Farmaci che bloccano la produzione di acido: gli inibitori della pompa hanno un'azione iniziale un po' più lenta rispetto agli H2 antagonisti (comincia dopo 48 ore) ma curano il disturbo in modo più efficace, soprattutto le erosioni a livello dell'esofago.
  • Farmaci procinetici: migliorano lo svuotamento dell'esofago e dello stomaco, impedendo in questo modo il reflusso di materiale, soprattutto dopo i pasti.

La chirurgia  è considerata una misura "estrema" ed è riservata a pazienti che non rispondono ai farmaci e che presentano contemporanei problemi anatomici, come ernie iatali di grandi dimensioni.

Prevenzione

Come avrai capito, per prevenire questo tipo di disturbo occorre prima di tutto intervenire sugli stili di vita e la dieta. Occorre mantenere un peso idoneo, senza aumentarlo o diminuirlo in modo eccessivo ed evitare tutti quegli alimenti che possono aumentare l’acidità dello stomaco e di cui ti abbiamo già parlato.

Fonte | Humanitas 

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