Reflusso laringofaringeo: dieta e stili di vita aiutano più dei farmaci

Obesità, abuso di alcol, caffè e fumo, ma anche il brutto vizio di cenare alle dieci sera, magari poco prima di andare a dormire. Sono tutte condizioni che possono causare il reflusso laringofaringeo, che non c’entra con il reflusso gastroesofageo e le cui cause non sono state del tutto chiarite. Secondo diversi studi una dieta vegetale e l’assunzione di acqua alcalina (nel post ti spieghiamo che cos’è!) posso aiutare come i farmaci, se non meglio.
Angelica Giambelluca 23 aprile 2020
* ultima modifica il 23/04/2020
Con la collaborazione del Dott. Claudio Albizzati Specialista otorinolaringoiatra del Gruppo Multimedica

Se senti la necessità di schiarirti spesso la voce, hai la sensazione di avere un nodo in gola, hai la tosse e la voce alterata potresti essere in presenza di reflusso laringfaringeo, un parente stretto del più conosciuto reflusso gastroesofageo, ma dalle cause ancora incerte.

Cos'è

Il reflusso laringofaringeo è un parente stretto del più conosciuto reflusso gastroesofageo, ma i meccanismi che stanno alla base della sua insorgenza non sono ancora stati del tutto spiegati e la cura non è facile e tanto meno immediata. A differenza del reflusso gastroesofageo, dove il contenuto gastrico risale l’esofago a causa della scarsa tenuta dello sfintere inferiore (una sorta di anello tra la bocca dello stomaco e l’esofago), nel reflusso laringofaringeo ad avere una cattiva tenuta è quello superiore, posto tra esofago e laringofaringe (la parte inferiore della faringe) e che, in condizioni normali, blocca il passaggio dell’aria nell’esofago e il reflusso nella faringe e nelle vie aeree.

I sintomi

I sintomi del reflusso laringofaringeo sono diversi, ma tieni conto che la maggior parte delle volte non avverti questo tipo di reflusso. Il contenuto gastrico, pieno dei succhi acidi rilasciati dalla digestione, senza il blocco dello sfintere raggiunge quindi laringe e faringe, irritandone i tessuti. Quando insorgono i sintomi, di solito sono:

  • mal di gola cronico
  • raucedine
  • tosse secca
  • necessità di schiarirsi la gola
  • muco spesso ed abbondante
  • sensazione di avere un blocco in gola

Le differenze con il reflusso gastroesofageo non finiscono qui: il succo gastrico che risale verso la laringe si porta dietro anche la pepsina (un enzima molto importante per la digestione) e i succhi biliari, altamente irritanti e che rendono l’ambiente, già compromesso, ancora più acido.

Le cause

Le cause del reflusso laringofaringeo non sono ancora del tutto chiare ma sembra che lo stile di vita giochi comunque un ruolo essenziale. Tra i fattori di rischio più importanti troviamo:

  • stress
  • obesità
  • abuso di caffè e alcol
  • cattive abitudini alimentari (come mangiare poco prima di andare a dormire)

 Non è stato ancora chiarito perché nell’esofago, oltre i succhi gastrici, risalgono anche pepsina e succhi biliari, assenti nel reflusso gastroesofageo o le ragioni per cui, a un certo punto, lo sfintere superiore inizia a non funzionare come dovrebbe. Alle volte il reflusso laringofaringeo nasce da solo, altre volte insorge in seguito al reflusso gastroesofageo. Le dinamiche di questo disturbo non sono ancora state del tutto delineate e di conseguenza anche il suo trattamento è in fase di evoluzione.

 La cura

A differenza del reflusso gastroesofageo, il reflusso laringofaringeo non può essere trattato solo con i farmaci. Normalmente, i disturbi legati all’iperacidità gastrica sono curati con farmaci a base di omeprazolo, esomeprazolo, lansoprazolo, pantoprazolo, rabeprazolo, chiamati inibitori di pompa protonica (IPP). Ma se questo tipo di farmaci si è rivelato molto efficace nel trattamento del reflusso gastroesofageo,  lo stesso non può dirsi per il reflusso laringofaringeo perché, oltre ai succhi acidi, questo tipo di reflusso si porta dietro pepsina e succhi biliari sui quali gli IPP possono fare ben poco. Secondo diversi studi, tra cui quello realizzato da Craig Zalvan, del New York Medical College a Valhalla, pubblicato su Jama Otolaryngology-Head & Neck Surgery, un regime alimentare a base di vegetali e acqua alcalina può fare la differenza.

Lo studio conferma in realtà quella che è una pratica clinica consolidata tra gli otorinolaringoiatri che affrontano questa patologia quotidianamente: i farmaci da soli sono poco efficaci, la dieta e lo stile di vita sono i veri fattori che incidono enormemente sul trattamento e che possono davvero fare la differenza.

Si torna sempre sullo stesso punto, ormai ribadito da molti medici, dietologi e nutrizionisti: carne sì, ma con moderazione. Associata a tante verdure, cereali integrali, frutta e una buona idratazione.

Lo studio suggerisce l’assunzione di acqua alcalina, che è acqua “ionizzata”, vale a dire depurata grazie a uno ionizzatore che ne cambia il ph, rendendolo più basico. L’acqua alcalina però non è facile da trovare e non è consigliabile farla in casa con rimedi fai da te. Un’efficace alternativa potrebbe essere rappresenta dalle gomme da masticare. Assumendole dopo i pasti le gomme da masticare aumentano la produzione di saliva, che è alcalina e può quindi svolgere la stessa funzione dell’acqua basica.

Alcuni esperti suggeriscono la somministrazione di acido ialuronico sotto forma di sciroppo, perché potrebbe favorire la guarigione della mucosa dell’esofago. Ma, come abbiamo detto, per questo disturbo i farmaci servono a poco, aiutano ma non rappresentano la cura definitiva. La dieta e gli stili di vita corretti sicuramente possono fare la differenza.

 Il ruolo del microbiota

L’esercito di miliardi di organismi, soprattutto batteri, che popola il nostro organismo, il microbiota umano, potrebbe avere un ruolo importante nella cura di questa patologia. Il microbiota si trova in tutto l’organismo, non solo nell’intestino e le sue preziose attività (regolazione del sistema immunitario, protezione da batteri patogeni, funzionalità gastrointestinale) potrebbero aiutare nel diminuire i sintomi e nel curare il reflusso laringofaringeo.

Quanto dura

Bella domanda. Il reflusso laringofaringeo dura finché non si risolvono le condizioni che lo hanno causato: stress, obesità, stili di vita scorretti e così via. Nel momento in cui queste condizioni si affievoliscono o spariscono del tutto, si può guarire dal reflusso.

Reflusso laringofaringeo e asma

Il reflusso laringofaringeo causa l’asma, quella che insorge nell’età adulta, non quella allergica. E il reflusso non solo la causa, ma la può anche peggiorare. Anche in questi casi quindi, curando il reflusso si limita l’insorgenza (o il peggioramento) dell’asma.

Il parere dell’esperto

Abbiamo chiesto al dottor Claudio Albizzati, specialista otorinolaringoiatra del Gruppo Multimedica, quale sia il modo migliore per curare questo disturbo di cui si conoscono ancora poco le vere cause e i meccanismi.

È importante seguire stili di vita corretti. E per stili di vita corretti non intendo solo non fumare e fare esercizio fisico, ma anche evitare certe abitudini alimentari: cenare alle dieci di sera non va bene perché causa il reflusso laringofaringeo. Oltre a questo, una dieta corretta a base di vegetali e con l’assunzione di acqua alcalina può aiutare molto. I farmaci per questo tipo di disturbo possono aiutare, ma non rappresentano una cura definitiva. Per curare il reflusso bisogna eliminare la condizione che lo ha generato: stress, cattive abitudini alimentari, obesità, fumo…una volta tolta la condizione che lo causa il reflusso può risolversi gradualmente.

Fonte | "A Comparison of Alkaline Water and Mediterranean Diet vs Proton Pump Inhibition for Treatment of Laryngopharyngeal Reflux" pubblicato su Jama Otolaryngology-Head & Neck Surgery nell'ottobre 2017

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