Riprendono le vaccinazioni con AstraZeneca: tutto quello che devi sapere

Cosa deve fare chi ha cancellato la prenotazione nei giorni scorsi? E chi ha dovuto rinunciare all’appuntamento a causa dello stop momentaneo? Cosa può fare chi ha già sofferto di trombosi o sa di esserne a rischio? Proviamo a rispondere a tutte queste domande.
Giulia Dallagiovanna 19 Marzo 2021
* ultima modifica il 28/04/2021

Ieri l'Ema, l'agenzia europea per i medicinali, ha confermato la sicurezza del vaccino di AstraZeneca, decretando dunque la possibilità di riprendere la somministrazione del farmaco. Il governo italiano ha subito accolto l'invito e a partire da questo pomeriggio alle 15 le vaccinazioni riprenderanno regolarmente anche per quanto riguarda il vaccino britannico. "Aifa ha revocato il divieto d'uso temporaneo che aveva emesso per AstraZeneca" ha confermato Nicola Magrini, presidente di AIFA durante la conferenza stampa. Un'ottima notizia, dal momento che queste dosi sono fondamentali per aiutarci a uscire il prima possibile dalla pandemia.

Tuttavia, è bene sapere che ci sono ancora piccole incertezze relative a specifiche forme di trombosi, molto rare, che si sono verificate in alcuni Paesi europei. È altamente probabile che anche in questo caso non vi sia alcun legame con il vaccino, ma il Prac (Pharmacovigilance Risk Assessment Committee) dell'Ema si è riservato la possibilità di compiere ulteriori indagini e controlli. Quindi cosa accade ora? Cosa deve fare chi ha già avuto una trombosi in passato o sa di esserne a rischio? E chi invece si è visto cancellare la propria prenotazione nei giorni scorsi a causa del blocco temporaneo? Vediamolo insieme.

Vaccino e trombosi

Partiamo da un principio molto importante: il vaccino di AstraZeneca (così come anche gli altri già approvati da Ema) è sicuro e non è stato dimostrato alcun nesso con l'aumento del rischio di coaguli di sangue e trombosi. Il Prac, il Comitato che vigila sulla sicurezza dei farmaci, ha valutato tutti e 469 i casi di trombosi segnalati. Il riferimento è a quelli di cui hai avuto notizia nei giorni scorsi e a quelli verificatisi mentre gli studi clinici erano ancora in corso. Ha preso in esame le cartelle cliniche di ogni singolo paziente, analizzato le dosi contenute nei lotti e acquisito ogni dato necessario per svolgere in modo approfondito la propria indagine, che si è basata anche sui dati arrivati dal Regno Unito.

L'EMA ha svolto indagini su tutti i 469 i casi di coaguli di sangue e trombosi segnalati: non è emerso alcun legame con il vaccino

Dopo un'attenta e meticolosa valutazione, dunque, è emerso in modo chiaro che non vi fosse alcun nesso tra il vaccino e gli eventi tromboembolitici. Il farmaco non è quindi in grado di innescare meccanismi trombotici e non vi erano impurità all'interno dei lotti sospetti tali da far presumere un possibile nesso di causa-effetto con questi eventi avversi. Come infatti ti avevamo già spiegato, le trombosi sono un problema di salute molto diffuso in Europa, tanto che in Italia se ne verificano circa 60mila ogni anno. Dal momento che stiamo procedendo a una vaccinazione a tappeto di tutta la popolazione in tutti gli Stati europei (e oltre) è normale che coincidenze di questo tipo si verifichino. Tieni presente quindi che potrebbero continuare ad accadere anche nei prossimi mesi.

Ma c'è un dato in particolare che può mettere a tacere ogni dubbio: la frequenza di questi eventi all'interno della popolazione già vaccinata è risultata addirittura inferiore rispetto a quanto accade nella norma. Al punto che l'Ema è arrivata a suggerire che il vaccino potrebbe svolgere quasi una funzione protettiva contro le trombosi, intese in generale.

Vaccino e trombosi venosa cerebrale

Arriviamo ora a un punto un pochino più incerto. Partendo dal presupposto che stiamo parlando di eventi rarissimi, è comunque giusto sapere che l'Ema non ha escluso un possibile legame tra il vaccino e una forma di coagulazione intravascolare disseminata, che potrebbe in alcuni casi provocare una trombosi venosa cerebrale, che può rivelarsi anche fatale. Di norma, questa complicanza insorge in chi ha scelto la pillola progestinica come metodo contraccettivo e in chi è affetto da tumori del sangue.

Si tratta di complicanze che possono insorgere anche in chi assume di norma la pillola contraccettiva e in chi è affetto da un tumore del sangue

Il problema in questo caso è un anomalo, seppur molto contenuto, aumento di questi episodi tra donne che avevano meno di 55 anni. Non allarmarti, perché ci sono comunque tantissime ragioni per cui il vaccino potrebbe non avere nulla a che fare con queste forme di trombosi. Prima di tutto, il periodo di osservazione è stato troppo limitato (la campagna vaccinale è partita solo a fine dicembre) e il rischio di distorsioni nei risultati statistici è elevato. "Dal momento che questi eventi sono sempre rarisi legge infatti nel comunicato di Emae che il Covid-19 è in grado di provocare disordini della coagulazione in chi lo contrae, è difficile stabilire quale sia il normale tasso di incidenza di queste patologie nella popolazione che non ha ancora ricevuto il vaccino".

E proprio i numeri sono quelli ai quali dobbiamo fare affidamento: stiamo parlando di 25 casi totali su 21 milioni di vaccinati, tra Regno Unito e Paesi dell'Unione europea. Se anche il legame venisse confermato, il tasso di rischio si aggirerebbe attorno all'1 su un milione. Per questo motivo, Ema e Aifa continuano a ripetere che i benefici del vaccino superano i possibili rischi: il tasso di letalità del Covid è in media del 3%, su 100 persone che si ammalano in tre muoiono.

Covid-19 e trombosi

Un aspetto del quale ci stiamo dimenticando in tutta questa situazione è che anche il Covid-19 può provocare una trombosi. In questo caso si tratta di un rischio dimostrato e che sfiora addirittura il 15% dei casi. In poche parole, se contra il SARS-Cov-2 e sviluppi la malattia, hai la possibilità concreta di riportare complicanze tromboemboliche, oltre alla polmonite bilaterale interstiziale e a tutte le altre conseguenze che abbiamo già visto portare al decesso. Se invece ti sottoponi al vaccino, sarai certo di non correre mai questi rischi, ma forse, in un caso ogni milione di persone, potrebbe insorgere un disordine della coagulazione che, se preso in tempo, non ha comunque un esito fatale. E, lo ripeto, questo nesso è ancora tutto da dimostrare.

Come cambia il foglietto illustrativo

Non vi sono nuove controindicazioni per l'uso, ma Emer Cooke, direttore esecutivo di Ema, è stata molto chiara: operatori sanitari e cittadini devono essere messi al corrente di queste eventualità, seppur rare, in modo da potersi accorgere subito di un'anomalia e sapere come intervenire. Per questa ragione, verrà approntata una modifica al foglietto illustrativo del farmaco nel quale si aggiungerà la raccomandazione di rivolgersi a un medico in caso si avverano i seguenti sintomi dopo la vaccinazione:

  • affanno
  • dolore al petto o allo stomaco
  • gonfiore o freddo a un braccio
  • gonfiore o freddo a una gamba
  • mal di testa grave o in peggioramento
  • visione offuscata
  • sanguinamento persistente
  • piccoli lividi multipli
  • macchie rossastre o violacee sotto pelle
  • vesciche di sangue sottocutanee

Non è inoltre prevista nessuna profilassi o terapia pre-vaccinazione per le persone che presentano fattori di rischio per la trombosi. Se quindi sei preoccupato, la cosa migliore che tu possa fare è chiedere il consiglio al tuo medico di famiglia ed eventualmente anche a un ematologo specializzato.

Come riprendono le vaccinazioni

In seguito al pronunciamento dell'Ema, il governo italiano ha deciso di riprendere la somministrazione di AstraZeneca il prima possibile. A partire dalle 15 di questo pomeriggio dunque si tornerà a procedere a pieno regime in tutte le regioni. L'obiettivo infatti resta quello di accelerare la campagna e vaccinare il più alto numero di persone nel minor tempo.

Cosa devi fare se la tua prenotazione è saltata

Ci sono due ragioni per cui la tua prenotazione può essere saltata: era prevista durante i giorni di stop alla somministrazione, oppure ti sei spaventato e hai preferito cancellarla. Il modo di procedere cambia ora in base al tuo caso. Se appartieni al primo gruppo, ti verrà fissato un nuovo appuntamento, presumibilmente tra il 22 e il 25 marzo, sebbene le date possano variare da regione a regione. Per questo motivo, dovresti informarti presso la tua Asl di riferimento per capire cosa tu debba fare di preciso: è possibile che sia tu a dover ripetere la prenotazione e che ti venga assegnata una priorità rispetto al resto della fila, oppure potresti semplicemente ricevere una comunicazione, ad esempio via SMS, con il giorno e l'orario del nuovo appuntamento.

Se invece appartieni al secondo gruppo, dovrai occuparti direttamente tu di richiedere una nuova data, tenendo presente che potresti finire in fondo alla fila.

Nel frattempo Giovanni Rezza, Direttore Generale della Prevenzione presso il Ministero della Salute, ha confermato la volontà di riprendere la campagna vaccinale e la speranza di riuscire a raddoppiare la velocità di somministrazione. Negli ultimi giorni prima dello stop avevamo raggiunto le 200mila al giorno.

Fonti| Ema; Aifa

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