L’Rt delle Regioni italiane dal 16 al 22 novembre 2020: leggero calo dei valori dopo le misure del Dpcm

Per fronteggiare la seconda ondata di contagi, il Governo ha varato un vero e proprio piano strategico rappresentando l’andamento epidemiologico in quattro possibili scenari. Ognuno di essi è distinto in base ai valori dell’Rt, ovvero l’indice di trasmissione del Coronavirus delle diverse regioni d’Italia che il Ministero della Salute aggiorna con un report settimanale.
Kevin Ben Alì Zinati 29 Ottobre 2020
* ultima modifica il 30/11/2020

Rt regioni italiane dal 16 al 22 novembre 2020

Nella settimana dal 16 al 22 novembre 2020 il valore di Rt nazionale è sceso a 1.1 e nessuna regione italiana si trova sopra il valore di 1.25 che, come ti abbiamo spiegato, è la soglia oltre la quale scatterebbe il famoso scenario 3. La buona notizia è che ben 9 regioni hanno raggiunto un indice di contagiosità inferiore a 1. Come ha specificato il direttore generale della Prevenzione del Ministero Gianni Rezza, diminuisce "l'incidenza dei casi dei contagi in Italia, che oggi è superiore a 700 casi su 100mila abitanti", anche se "aumentano i ricoveri ospedalieri e quelli in terapia intensiva". Puoi vedere i valori del Rt nel nostro grafico qui sotto:

Le regioni che hanno un Rt inferiore a 1 sono la Calabria, la Campania, il Lazio, la Liguria, le Marche, il Piemonte, la provincia autonoma di Trento, la Sardegna e l'Umbria mentre le restanti si aggirano tra 1 e 1.24, con i picchi raggiunti da Lombardia e Toscana. Ecco la lista completa:

Media nazionale Rt: 1.1

  • Abruzzo 1.11
  • Basilicata 1.22
  • Calabria 0.94
  • Campania 0.94
  • Emilia Romagna 1.11
  • Friuli Venezia Giulia 1.17
  • Lazio 0.96
  • Liguria 0.77
  • Lombardia 1.24
  • Marche 0.97
  • Molise 1.12
  • P.A. Bolzano 1.03
  • P.A. Trento 0.90
  • Piemonte 0.90
  • Puglia 1.06
  • Sardegna 0.72
  • Sicilia 1.05
  • Toscana 1.24
  • Umbria 0.86
  • Valle d’Aosta 1.01
  • Veneto 1.23

Rt regioni italiane dal 9 al 15 novembre 2020

Nella settimana dal 9 al 15 novembre il valore di Rt nazionale è sceso a 1.18 (settimana scorsa era 1.4) e quasi tutte le regioni italiane hanno evidenziato un miglioramento importante, sintomo che le misure introdotte dal Governo stanno funzionando. Numeri che aprono spiragli di speranza ma che non devono tuttavia far abbassare la guardia. L'ha sottolineato anche Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione del Ministero nel consueto commento di accompagnamento al monitoraggio: "L'incidenza è ancora elevata, con 730 casi per centomila abitanti, il che vuol dire che bisogna continuare a prendere precauzioni e che le norme in vigore devono restare ancora valide".

Per il momento, tuttavia, nessuna regione cambierà il proprio colore e quindi la fascia di rischio in cui si trova. Come ti abbiamo raccontato, l'ordinanza del Ministro Speranza ha esteso fino al prossimo 3 dicembre la validità delle misure già in vigore tenendo però aperta la possibilità di un cambio con il monitoraggio che verrà eseguito alla fine di questa settimana. Se il 27 novembre il trend discendente sarà costante e i dati lo confermeranno, allora potremo cominciare a vedere degli allentamenti.

Qui intanto ti mostriamo i dati dell'ultima settimana monitorata:

Nel quadro di questo trend discendente, soltanto Basilicata e Toscana hanno fatto registrare valori di Rt sopra 1.40 mentre Liguria, Lazio e Sardegna sono addirittura sotto l'1. La Lombardia è passata a 1.25, valore su cui si aggirano altre 9 regioni: Emilia Romagna, Provincia di Bolzano, Veneto, Valle d'Aosta, Puglia, Marche, Abruzzo e Friuli Venezia Giulia. Ecco qui la lista:

Media nazionale Rt: 1.18

  • Abruzzo 1.29
  • Basilicata 1.54
  • Calabria 1.09
  • Campania 1.30
  • Emilia Romagna 1.20
  • Friuli Venezia Giulia 1.29
  • Lazio 0.90
  • Liguria 0.92
  • Lombardia 1.25
  • Marche 1.27
  • Molise 1.05
  • PA Bolzano 1.22
  • PA Trento 1.07
  • Piemonte 1.10
  • Puglia 1.24
  • Sardegna 0.84
  • Sicilia 1.13
  • Toscana 1.44
  • Umbria 1.09
  • Valle d’Aosta 1.23
  • Veneto 1.23

Rt regioni italiane dal 2 all'8 novembre 2020

Nella settimana dal tra il 2 e l'8 novembre 2020 l'Rt nazionale si è abbassato da 1.7 a 1.4 con 650 casi Covid- confermati ogni 100mila abitanti. Un valore di Rt che resta comunque sopra 1 ma che, per il professore Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione del Ministero, "rappresenta un segnale di diminuzione della trasmissione che potrebbe essere attributo ai provvedimenti presi". Puoi dare uno sguardo alla situazione dell'Rt delle nostre regioni nel nostro grafico qui sotto:

Come hai visto nella settimana appena trascorsa è la Toscana che guida questa "triste" classifica con un Rt di 1.81, seguita dalla Basilicata che dall'1.99 della settimana scorsa scende a 1.63. Anche la Lombardia è in discesa nell'indice dei contagi, passando da 2.08 a 1.61. Ecco la lista delle regioni:

Media nazionale Rt: 1.4

  • Abruzzo 1.35
  • Basilicata 1.63
  • Calabria 1.30
  • Campania 1.58
  • Emilia Romagna 1.40
  • Friuli Venezia Giulia 1.47
  • Lazio 1.04
  • Liguria 1.20
  • Lombardia 1.61
  • Marche 1.35
  • Molise 1.32
  • PA Bolzano 1.55
  • PA Trento 1.32
  • Piemonte 1.37
  • Puglia 1.45
  • Sardegna 1
  • Sicilia 1.18
  • Toscana 1.81
  • Umbria 1.43
  • Valle d’Aosta 1.50
  • Veneto 1.29

Rt regioni italiane dal 26 ottobre al 1 novembre 2020

L'aggiornamento settimanale del Ministero della Salute ha dato un nuovo quadro dei valori dell'Rt regionali, ovvero l'indice di contagiosità del Coronavirus. Nella settimana dal 26 ottobre al 1 novembre, l'Rt a livello nazionale ha raggiunto una media di circa 1.7, come ha spiegato in un post Facebook il professore Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione del Ministero, aggiungendo che, visto anche l'aumento dei numero dei contagi e dei ricoveri in terapia intensiva, "questa situazione giustifica l'adozione di interventi più restrittivi sopratutto nelle regioni più colpite". Puoi vedere l'andamento dell'ultima settimana nel nostro grafico qui sotto:

La Lombardia è la regione con un "erre con ti" maggiore di 2, con la Basilicata (1.99) e Piemonte (1.97) poco distanti. Solo Lazio, Liguria, Marche, Sardegna e Sicilia si trovano ancora sotto l'1.5, il valore massimo per restare nel famoso scenario 3: oltre questa soglia, si entra nello scenario 4, il peggiore. Ecco l'elenco delle regioni:

Media nazionale Rt: 1.7

  • Abruzzo 1.54
  • Basilicata 1.99
  • Calabria 1.6
  • Campania 1.57
  • Emilia Romagna 1.63
  • Friuli Venezia Giulia 1.6
  • Lazio 1.36
  • Liguria 1.48
  • Lombardia 2.08
  • Marche 1.29
  • Molise 1.88
  • PA Bolzano 1.87
  • PA Trento 1.61
  • Piemonte 1.97
  • Puglia 1.57
  • Sardegna 1.24
  • Sicilia 1.4
  • Toscana 1.53
  • Umbria 1.53
  • Valle d’Aosta 1.54
  • Veneto 1.56

Rt Regioni italiane dal 19 al 25 ottobre 2020

Ogni settimana il Ministero della Salute aggiorna la propria analisi sui valori dell'Rt regionali, ovvero l'indice di trasmissione del virus che, come ti abbiamo spiegato, determina la gravità dello scenario epidemiologico in cui rientra il nostro Paese. Nel periodo dal 19 al 25 ottobre diverse regioni hanno superato la soglia di "erre con ti" maggiore di 1.5, individuato come il confine ultimo per restare nel famoso scenario 3 e, in più, due di queste hanno anche già superato la soglia di Rt maggiore di 2.

Come puoi vedere dal grafico qui sopra e dall'elenco qui sotto, Piemonte e Lombardia rappresentano le situazioni più gravi, seguite dalla Provincia Autonoma di Bolzano. Con loro, nello scenario 4 ci sono anche la Calabria, l'Emilia Romagna, il Lazio, la Liguria, il Molise, la Puglia, l'Umbria e la Valle d'Aosta.

Media nazionale Rt: 1.7

  • Abruzzo 1.40
  • Basilicata 1.04
  • Calabria 1.66
  • Campania 1.49
  • Emilia Romagna 1.63
  • Friuli Venezia Giulia 1.50
  • Lazio 1.51
  • Liguria 1.54
  • Lombardia 2.09
  • Marche 1.48
  • Molise 1.86
  • PA Bolzano 1.96
  • PA Trento 1.5
  • Piemonte 2.16
  • Puglia 1.65
  • Sardegna 1.12
  • Sicilia 1.42
  • Toscana 1.41
  • Umbria 1.67
  • Valle d'Aosta 1.89
  • Veneto 1.46

Rt Regioni italiane dal 12 al 18 ottobre 2020

Secondo il piano strategico elaborato dal Governo, oggi l’Italia dal punto di vista sanitario si trova nello scenario 3. Ci siamo entrati con entrambi i piedi nel momento in cui l’Rt delle diverse Regioni, ovvero l’indice di trasmissione del virus, si è attestato “prevalentemente e significativamente” tra due valori cardine, ovvero 1,25 e 1,5. I diversi valori di Rt vengono calcolati settimanalmente dal Ministero della Salute e dall’ultima rilevazione ad oggi disponibile, quella dal 12 al 18 ottobre, puoi vedere che diverse zone avrebbero virtualmente oltrepassato la situazione attuale: superando il valore di 1,5 del valore di “erre con ti” avrebbero già sconfinato in pieno nello scenario 4. Prova a dare uno sguardo al grafico qui sotto.

Come puoi vedere, ci sono regioni che tra il 12 e il 18 ottobre hanno valori di “erre con ti” superiori alla fascia dello scenario 3 e da pieno scenario 4. Una situazione che il Ministro caratterizza con un alto numero di contagi, chiari segni di sovraccarico sul sistema sanitario e l'impossibilità di rintracciare l’origine dei nuovi casi. Sto parlando per esempio della Valle d’Aosta, a quota 2,37, o della Provincia Autonoma di Bolzano e del Piemonte, rispettivamente con 1,8 e 1,83. Anche la Lombardia (1,64) e l’Emilia Romagna (1,52), il Veneto (1,54) sarebbero già oltre visto l’elevato valore di Rt.

Ti riporto qui l’elenco:

Media nazionale Rt: 1.5

  • Abruzzo 1,5
  • Basilicata 0,95
  • Calabria 1,29
  • Campania 1,45
  • Emilia Romagna 1,52
  • Friuli Venezia Giulia 1,38
  • Lazio 1,38
  • Liguria 1,46
  • Lombardia 1,64
  • Marche 1,47
  • Molise 1,45
  • PA Bolzano 1,8
  • PA Trento 1,26
  • Piemonte 1,83
  • Puglia 1,52
  • Sardegna 1,16
  • Sicilia 1,28
  • Toscana 1,51
  • Umbria 1,69
  • Valle d’Aosta 2,37
  • Veneto 1,54 

Nel caso in cui la soglia di Rt a 1,5 venisse superata da più regioni per almeno 4 settimane scatterebbero misure molto più restrittive di quelle mese in campo ad oggi come la chiusura di scuole e università, limitazioni alla mobilità e restrizioni generalizzate per il territorio consuma durata e un’estensione da valutare in base alla curva epidemiologica.

Fonte | Ministero della Salute; Istituto Superiore di Sanità

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