Sai quando si può rinviare il vaccino anti-Covid? E chi invece è esente?

Il Ministero della Salute ha predisposto una certificazione di esenzione per chi, a causa di ragioni mediche specifiche e documentate, non può ricevere il vaccino o completare il ciclo di immunizzazione. Si tratta, per esempio, di chi soffre di patologie croniche, chi ha avuto effetti avversi gravi dopo la prima dose o chi ha patito reazioni allergiche a qualche componente del farmaco.
Kevin Ben Alì Zinati 17 Agosto 2021
* ultima modifica il 17/08/2021

C’è anche chi non può. Non perché non non voglia. Semplicemente, si fa per dire, perché per ragioni mediche il vaccino anti-Covid non può farlo.

E quindi non può richiedere il Green pass e accedere a piscine, palestre, ristoranti, bar, teatri, cinema, se non presentando un certificato di guarigione o continui tamponi negativi.

La vaccinazione anti-Covid, infatti, non sempre ha la luce verde. Ci sono casi in cui il vaccino può essere rinviato e altri invece in cui una persona potrebbe esserne del tutto esente.

L’introduzione dell’obbligo della certificazione verde per accedere ad alcune attività specifiche aveva inizialmente creato una zona grigia, dentro cui navigavano senza bussola pazienti con patologie croniche o pregresse, chi ha avuto effetti avversi gravi dopo la prima dose o chi ha patito reazioni allergiche a qualche componente del farmaco.

Un mare di dubbi e di domande, insomma. L’esenzione dal vaccino, per esempio, riguarda solo i guariti dal Covid? E quando tempo deve essere passato dal primo tampone? Chi invece non può proprio farlo? E come lo si dimostra?

La certificazione di esenzione

Il pezzo di carta, vera o digitale. Quella serve per certificare che non hai potuto fare il vaccino o completare il ciclo vaccinale. Un documento, insomma, che ti dimostri la tua condizione di “non elezione” al vaccino.

Il Ministero della Salute ha “disciplinato” queste situazioni. Con due ordinanze, datate 4 e 5 agosto 2021, ha stabilito che coloro che per condizioni cliniche specifiche e documentate non possono ricevere il vaccino o completare il ciclo vaccinale e chi ha ricevuto il vaccino Reithera in modo sperimentale ha diritto a una certificazione di esenzione.

Il documento può essere rilasciato solo dai medici vaccinatori dei servizi vaccinali delle Aziende Sanitarie Regionali così come i medici responsabili del centro di sperimentazione in cui è stata effettuata la vaccinazione o i medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta e, per ora ha una validità limitata.

Per condizioni cliniche specifiche e documentate il vaccino può non essere somministrato

Ovvero fino al fino al 30 settembre 2021, data entro cui temporaneamente e salvo ulteriori disposizioni, sul territorio nazionale sono validi i certificati di esclusione vaccinale già emessi dai Servizi sanitari regionali” si legge nell’ordinanza del 4 agosto.

Il rinvio del vaccino

Sebbene quello appena redatto a più mani dalla Società Italiana dei Medici di Medicina Generale, il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità sia un vademecum per medici e addetti ai lavori, il documento risolve anche parecchi dei dubbi che, come a te, potrebbero aver invaso la mente di molti cittadini.

Sì, perché qui si trova precisa e chiara la risposta alla domanda “quando viene rinviata la vaccinazione anti-Covid?”. I motivi sono molteplici:

  • Quando hai sofferto di un’infezione asintomatica da Sars-CoV-2 o quando hai avuto il Covid-19 accertato e non siano passati almeno tre mesi dal primo tampone positivo
  • Quando hai avuto il Covid-19 e sei stato curato con anticorpi monoclonali e non sono passati almeno 3 mesi
  • Quando sei in quarantena perché hai avuto un contatto stretto con un positivo
  • Quando presenti dei sintomi sospetti
  • Quando hai una malattia acuta severa e non differibili come un evento cardiovascolare acuto, epatiti o nefriti acute o gravi infezioni ad organi o tessuti

Nei primi due casi hai comunque diritto al Green pass, valido 6 mesi. Nel caso invece di contatti stretti o quarantene la valutazione della possibilità di ricevere o meno il vaccino avverrebbe alla fine del periodo di isolamento o alla risultato negativo del tampone.

La sospensione

C’è chi non può, ti dicevo all’inizio. Chi, dunque, proprio non può ricevere il vaccino a causa della persistenza di controindicazioni tali che rendono più alti i rischi dei benefici.

La prima è l’ipersensibilità al principio attivo di un vaccino o a uno qualsiasi dei suoi eccipienti, come già ci cave spiegato la dottoressa. Nello specifico, la Simg cita:

  • Il polietilene-glicole-2000 Peg, contenuto del vaccino Pfizer
  • Il metossipolietilene-glicole-2000
  • La trometamina, presente nel vaccino Moderna
  • Il polisorbato, presente in AstraZeneca e J&J

Tra chi non può ricevere la vaccinazione c’è poi chi ha manifestato una sindrome trombotica associata a trombocitopenia dopo il vaccino di AstraZeneca e chi ha avito episodi di sindrome da perdita di liquidi dai capillari.

C’è però anche chi ha avuto una grave reazione allergica dopo la prima dose. In questi casi esiste la possibilità della vaccinazione eterologa, quindi con un vaccino diverso, in modo da completare così il processo di immunizzazione.

Esiste, però, anche la possibilità di reazioni crociate tra componenti di vaccini diversi e per questo è opportuno consultare un allergologo.

E poi: “La sindrome di Guillain-Barré è stata segnalata molto raramente dopo somministrazione di Vaxzevria e Janssen. Qualora insorta entro 6 settimane dalla vaccinazione, senza altra causa riconducibile, è prudente non eseguire ulteriori somministrazioni dello stesso tipo di vaccino. Potrà essere considerato l’utilizzo di un vaccino di tipo di verso per completare l’immunizzazione”.

La gravidanza, invece, non è intesa come una controindicazione alla vaccinazione ma se dopo una valutazione medica una donna scegliere di rimandare la puntura, avrebbe comunque diritto al certificato di esenzione.

Le false controindicazioni

Forse per eccessiva paura, forse per cattiva informazione. Fatto sta che ci sono alcune condizioni, patologie e sintomi che spesso vengono erroneamente considerati come vere e proprie controindicazioni alla vaccinazione.

Sto parlando, per esempio, dell’allattamento, che non preclude affatto la possibilità di vaccinarsi contro Sars-CoV-2, la paralisi di Bell o la presenza di malattie autoimmuni.

O, ancora, di pregresse allergie a farmaci iniettabili, al cibo, agli animali domestici, al veleno di insetti, all’ambiente, al lattice: tutti questi casi non rappresentano controindicazioni alla vaccinazione.

Quanto ai pazienti immunocompromessi e quelli oncologici sotto radio-chemioterapia, la vaccinazione è possibile. I vaccini, infatti, non sono “vivi” e possono essere somministrati in totale sicurezza anche se, specifica il documento della Simg, le evidenze scientifiche avrebbero dimostrato che la risposta immunitaria potrebbe essere ridotta in questi pazienti.

Fonte | Simg

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