Sangue nelle feci, un campanello d’allarme che non deve mai essere ignorato

Non ti deve creare imbarazzo ammettere di aver trovato tracce ematiche sulla carta igienica. Potrebbe non essere nulla di preoccupante, ma è un sintomo che deve assolutamente essere inquadrato, per comprendere quale sia la causa dell’emorragia, dove sia localizzata e, soprattutto, come intervenire.
Valentina Rorato 15 ottobre 2020
* ultima modifica il 15/10/2020

Il sangue delle feci compare quasi sempre a segnalare un’anomalia nel tratto dirigente e l'’emorragia può partire da qualsiasi, tra la bocca e l’ano. Ciò vuol dire che il  sangue può  compiere un viaggio molto lungo ed è importante non sottovalutare mai questo sintomo, che può nascondere numerosi problemi, anche molto gravi.

Cos'è

Il sangue delle feci è un sintomo che può indicare numerosi problemi, alcuni molto gravi. Può capitare di andare in bagno e notare sulla carta igienica tracce ematiche. Non ti devi spaventare, ma non essere superficiale. Molte persone liquidano l’evento come se fosse nulla e di base, di solito, c’è l’imbarazzo di parlarne, altre invece non se ne accorgono perché il sangue è così lieve da non essere evidente. In questo caso, si parla di sanguinamento occulto. Devi sapere che l’abbondanza di sangue nelle feci dipende molto dalla gravità del problema e da dove arriva. Se il sangue proviene dal retto o dal colon inferiore, il sangue rosso vivo ricoprirà o si mescolerà con le feci e la causa potrebbe non essere così grave. Vediamo quali possono essere i motivi scatenanti e i sintomi cui prestare attenzione.

I sintomi

Il sangue nelle feci è un sintomo, non la malattia, ma devi fare molta attenzione anche ad altri dettagli come:

  • Stanchezza
  • Feci nere o catramose
  • Cambiamenti nelle abitudini intestinali
  • Dolore
  • Sangue rosso vivo che ricopre le feci
  • Dimagrimento

Le cause

Le cause del sangue nelle feci sono davvero numerose e si passa dalle più banali emorroidi a condizioni gravi, come un tumore. Ecco quindi che cosa potrebbe nascondersi dietro a questo problema:

  • Emorroidi: sono vasi sanguigni gonfi presenti nel retto o nell'ano che possono essere pruriginosi, dolorosi e talvolta sanguinanti. Coloro che soffrono di emorroidi possono notare sangue rosso vivo.
  • Ragadi anali: è una piccola lacerazione nel rivestimento dell'ano, che può causare sanguinamento e molto dolore.
  • Ulcere peptiche: è una piaga aperta nel rivestimento dello stomaco, all'estremità superiore dell'intestino tenue o del duodeno causata da un'infezione batterica.
  • Intossicazione alimentare
  • Morbo di Crohn: provoca infiammazione del rivestimento del tratto digerente e può portare a grave diarrea e dolore addominale.
  • Polipi del colon: sono escrescenze benigne, che si formano lungo il rivestimento del colon. Sebbene di solito innocui, i polipi del colon possono crescere, sanguinare e diventare cancerogeni.
  • Cancro: il tumore al colon o all’ano sono due condizioni che causano sanguinamento.
  • Anemia
  • Ascesso perianale
  • Cirrosi epatica
  • Clamidia
  • Colite e colite ulcerosa
  • Malattie virali: potrebbe essere tra i sintomi di Ebola, Dengue, ma anche di gastroenterite, Salmonella, Tifo o Gonorrea.
  • Diverticolite
  • Insufficienza renale
  • Onicofagia

La diagnosi

La diagnosi è abbastanza complessa perché il medico deve ripercorre la storia del paziente e poi chiederà alcuni esami, come un emocromo completo, per verificare se è subentrata anemia. Potrebbe poi essere prescritta un’endoscopia, ovvero una tecnica diagnostica comune che consente la visualizzazione diretta del sito di sanguinamento. Poiché l'endoscopio può rilevare le lesioni e confermare la presenza o l'assenza di sanguinamento, i medici spesso scelgono questo metodo. In molti casi, si può utilizzare l'endoscopio anche per trattare la causa del sanguinamento. È, infatti, uno strumento flessibile che può essere inserito attraverso la bocca o il retto e permette di raccogliere piccoli campioni di tessuto (biopsie), fare fotografie e per fermare l'emorragia. Il sanguinamento può essere individuato anche attraverso i raggi X al bario , in generale, sono meno accurati dell'endoscopia nel localizzare i siti di sanguinamento, la TAC o l'angiografia.

La cura

Come abbiamo anticipato prima, una tecnica terapeutica, e non solo diagnostica, è l’endoscopia, che permette di cauterizzare la zona emorragica.  Una volta che il sanguinamento si è fermato, spesso vengono prescritti farmaci per prevenire il ripetersi del problema. Purtroppo, nei casi più gravi si deve ricorrere a un intervento chirurgico.

Fonti| Humanitas; Airc

Le informazioni fornite su www.ohga.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra un paziente e il proprio medico.