Scoperto un nuovo tipo di antibiotico: ora abbiamo un altro alleato contro i batteri più resistenti

Un team, di ricercatori dell’Università dell’Insubri ha identificato A50926, un antibiotico di tipo glicopeptidico: si tratta di una classe di sostanze caratterizzate da struttura chimica complessa e definite “salva-vita” perché utilizzate in ambito ospedaliero per contrastare le infezioni gravi e resistenti.
Kevin Ben Alì Zinati 8 Giugno 2021
* ultima modifica il 10/06/2021

A50926. Detta così può sembrarti solo una sigla, un insieme di lettere e numeri che potrebbero non dirti granché.

Prova però a pensare alla situazione sanitaria che stiamo vivendo da un anno e mezzo a questa parte. La pandemia ha messo in mostra le nostre difficoltà oggettive, come quelle del resto del mondo, nel contrastare le infezioni.

Il grande numero di ospedalizzazioni dovute al Covid-19 e il conseguente aumento nell'uso di antibiotici per infezioni batteriche secondarie potrebbero quindi portare anche a un ulteriore incremento del fenomeno dell’antibiotico resistenza a livello ospedaliero.

Prova a riflettere poi sulla capacità dei patogeni di sfuggire alle nostre cure o, perché forse al contrario fa anche più effetto, all’inefficacia di molti dei nostri farmaci contro microrganismi infinitamente piccoli eppure assai pericolosi.

Oppure, in alternativa immagina l’anno 2050, in cui secondo le stime degli scienziati le infezioni batteriche causeranno circa 10 milioni di morti all’anno: una mortalità più alta rispetto al tumore, al diabete o agli incidenti stradali.

In questo quadro, la sigla di cui sopra, che identifica un nuovo tipo di antibiotico scoperto nei laboratori dell’Università dell’Insubria di Varese e Como, acquista un impatto scientifico ma anche sociale diverso e molto più potente.

Quello firmato dal gruppo di ricerca di Biotecnologie microbiche del Dipartimento di Biotecnologie e scienze della vita varesino è un antibiotico di tipo glicopeptidico: si tratta di una classe di sostanze caratterizzate da struttura chimica complessa e definite “salva-vita” perché mirate contro le infezioni gravi e resistenti.

Le sue caratteristiche sono state descritte sulla rivista Acs Chemical Biology in un lavoro che ha visto anche la collaborazione di un team inglese del John Innes Centre di Norwich e di uno tedesco dell’Università di Bielefeld.

I ricercatori varesini hanno spiegato che si tratta di una variante rispetto agli antibiotici già noti che si è rivelata molto efficace, prodotto dall'analisi del genoma di un raro batterio trovato nel suolo.

Fonte | "Genomic-Led Discovery of a Novel Glycopeptide Antibiotic by Nonomuraea coxensisDSM 45129" pubblicato il 29 aprile 2021 sulla rivista Acs Chemical Biology

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