Sei guarito dal Covid-19 e devi vaccinarti? Ora ti basterà una sola dose, fatta però entro 12 mesi

Il Ministero della Salute ha aggiornato le tempistiche per la vaccinazione di chi ha superato Sars-CoV-2. Perché il ciclo vaccinale sia considerato completo basterà una sola iniezione effettuata non più entro 3 o 6 mesi dalla guarigione ma entro l’anno.
Kevin Ben Alì Zinati 23 Luglio 2021
* ultima modifica il 23/07/2021

Sei guarito dal Covid-19? Allora potrebbe bastarti anche una sola dose di vaccino, a patto che ti venga inoculata entro un anno dalla guarigione.

Contestualmente alla decisione di rendere obbligatorio il Green pass, ottenibile con la certificazione di almeno una somministrazione avvenuta, dal Ministero della Salute sono arrivate anche le nuove disposizioni su come deve vaccinarsi chi il virus l’ha contratto e superato.

L’estensione dei tempi per la vaccinazione era già stata annunciata qualche giorno fa dal sottosegretario alla Salute Andrea Costa ed è diventata ufficiale solo con il nuovo documento “Aggiornamento indicazioni sulla Vaccinazione dei soggetti che hanno avuto un’infezione da SARS-CoV-2” firmato dal direttore della Prevenzione Gianni Rezza.

Come puoi leggere nella circolare, da oggi “è possibile considerare la somministrazione di un’unica dose di vaccino anti-Sars-CoV-2 nei soggetti con pregressa infezione purché la vaccinazione venga eseguita preferibilmente entro i 6 mesi dalla stessa e comunque non oltre 12 mesi dalla guarigione”.

L’indicazione vale sia per chi ha sviluppato una malattia in forma sintomatica sia per chi invece non ha avuto manifestazioni evidenti o gravi.

A questa nuova “regola” fanno eccezione i soggetti guariti dopo aver contratto il virus e che sono caratterizzati da condizioni di immunodeficienza, primitiva o secondaria, e sottoposti a trattamenti farmacologici.

Per questi, recita la circolare, “resta valida la raccomandazione di proseguire con la schedula vaccinale completa prevista”. Quindi, doppia dose necessaria.

Nel nuovo documento del Ministero è contenuta un’altra indicazione, questa volta riguardo i test anticorpali.

Che, specifica la circolare, non vanno effettuati prima di vaccinarsi per decidere se effettuare la prima dose o meno: “Come da indicazioni dell'Organizzazione mondiale della Sanità l’esecuzione di test sierologici, volti a individuare la risposta anticorpale nei confronti del virus non è raccomandata ai fini del processo decisionale vaccinale”.

A proposito di Green pass. Ti abbiamo raccontato che dal prossimo 6 agosto la certificazione verde sarà obbligatoria per accedere a bar e ristoranti al chiuso e per altre attività e che basterà anche una sola dose di vaccino.

L’aggiornamento delle tempistiche sancito dall’ultima circolare ministeriale ha di fatto modificato i criteri per l'ottenimento del Green Pass.

Se prima i guariti dal Covid-19 avevano tempo 3 o al massimo 6 mesi per effettuare la prima dose, ora ne hanno a disposizione ben 12.

Questa novità, come ha sottolineato il sottosegretaria alla Salute Costa, snellirà e velocizzerà ulteriormente l’iter burocratico per l’ottenimento della certificazione. “Molti cittadini che hanno contratto Covid-19 e che facevano una dose di vaccino – ha spiegato Costa – avevano poi difficoltà ad ottenere il Green pass, e ciò perché in alcune regioni la dose era somministrata magari dopo i sei mesi previsti”. 

Secondo il sottosegretario, la piattaforma del sistema non faceva generare il Green pass perché l’algoritmo prevedeva la vaccinazione per i guariti entro 6 mesi creando più di un problema.

bastava, infatti un giorno fuori dai 6 mesi perché il sistema non riconoscesse l'unica dose come ciclo vaccinale completo, come è previsto per i guariti dal Covid-19, rendendo quindi necessaria anche la seconda iniezione.

Fonte | Ministero della Salute

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